Mafia capitale esiste, in appello riconosciuta l’aggravante mafiosa. Ma pena scontata a Buzzi e Carminati – Il Fatto Quotidiano

Era corruzione sì, ma era anche mafia. Mafia capitale. I giudici di appello “smentiscono” quelli di primo grado sul “mondo di mezzo” che voleva prendersi Roma con la forza e con le tangenti. All’ombra del Colosseo, quindi, c’era un’organizzazione criminale che si muoveva come un clan affiliato alla ‘ndrangheta e una famiglia di Cosa nostra. […]

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P.S. Un curriculum di Carminati, dai NAR, gruppo armato di estrema destra, alla banda della Magliana, passando per l’omicidio Pecorelli (peccato che questi politi-cuccioli pop di oggi si sono dimenticati della storia d’Italia, morti, sangue, stragi, senza colpevoli, un Paese senza giustizia. O forse, per qualcuno dei politi-colpevoli, l’amnesia è voluta!):
https://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Carminati

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I reali effetti delle accuse di Viganò al Papa, dieci giorni dopo

Attacco mediatico organizzato dall’arcivescovo o un caso di reale malessere interno al mondo ecc

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Leggi razziali, 80 anni fa gli studenti ebrei via dalle scuole. Liliana Segre: Non siate indifferenti – Corriere.it

Notizie su scuole elementari, medie, superiori, liceo, universita’, quotidiano in classe, maturita’, esami di stato, studenti, insegnanti, professori.

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Questa cittadina inglese ha proclamato l’indipendenza per poter restare nella Ue. E se partisse un effetto-valanga? – Business Insider Italia

Totnes, nel Devon, ha 8000 abitanti ed è considerata la città più eccentrica del Regno Unito dove non esistono catene commerciali ma solo negozi indipendenti

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Stretta sul copyright – IO SONO CONTRO

La commissione Giuridica del Parlamento europeo ha approvato le proposte di modifica della legislazione comunitaria. Ma la questione è controversa.

Addio meme, addio upload libero di foto e filmini sul web. Il Parlamento europeo è pronto alla stretta su internet in nome dei diritti d’autore. La commissione Giuridica ha approvato le proposte di modifica della legislazione comunitaria sui copyright, dando il proprio benestare all’introduzione di tasse per la pubblicazione di link di articoli di giornale e a filtri che blocchino sulle grandi piattaforme contenuti audio-visivi in tutto o in parte protetti da diritti… Stretta sul copyright: addio condivisioni, ci sarà anche una tassa sui link – La Stampa

Aquarius: se io fossi Papa, scomunicherei Matteo Salvini – Il Fatto Quotidiano

Finita la civiltà occidentale, è iniziata l’inciviltà di Salvini Matteo, segretario della Lega non più secessionista ma a vocazione planetaria, (vice)Presidente del Consiglio dei ministri in atto e cattolico «coerente» (l’ha detto lui medesimo in persona!), in risposta al cardinal Gianfranco Ravasi che twittava il Vangelo di Matteo al capitolo 25,43: «Ero straniero e non mi avete accolto». La motivazione della coerenza cristiana di Matteo Salvini: «Ho il rosario in tasca, io coerente con gl’insegnamenti del Vangelo». È il capovolgimento di ogni ordine e principio. Se avere un oggetto in tasca è segno di coerenza, chi porta le «Madonne ripiene» di Lourdes, le immagini dei Padri Pii e armamentari di questo genere, cosa è? Un padre/madre eterno in terra?

Se io fossi Papa, lo scomunicherei in forza delle sue stesse parole che sono un insulto a tutto l’insegnamento evangelico, tenuto conto che per un ministro della Repubblica Italiana, fresco di giuramento «di servire con disciplina e onore», dovrebbe essere ininfluente l’aspetto, finto o vero che sia, della religione perché bastano e avanzano i principi della Costituzione che anche Salvini difese nel referendum del 2016, le leggi e i trattati internazionali, sottoscritti dall’Italia e la legge della coscienza che su tutto fa prevalere l’umanità e il pericolo imminente di vita….

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P.S. Condivido questo post di Don Paolo Farinella molto più di quanto saprei ammettere. Salvo la dichiarazione di voto espressa nell’articolo, poi, è molto difficile ascoltare la voce del proprio cuore – o della propria coscienza – e dissentire da quanto è scritto. Ho conosciuto il nome di Don Paolo Farinella su queste pagine, alcuni anni fa, grazie ad un’amica, una concittadina, del blog, a cui voglio ancora un mare di bene, anche se abbiamo preso strade diverse. Mi domando, oggi, tutti coloro che, come lei, hanno creduto e sperato in nuove vie per la soluzione dei problemi politici della povera Italia, come fanno e come faranno a sopportare l’ipocrita silenzio che assorda le coscienze di fronte a tutto ciò che sta succedendo. E’ – già, in così poco tempo – successo tutto ciò che poteva succedere per mostrare la realtà a chi ha occhi non solo per guardare, ma anche per vedere.

Renzi porta in salvo Berlusconi sulle spalle: vicino al Nazareno nuova opera di street art – Repubblica.it

Lo street artist Sirante torna a dire la sua sulla situazione politica. Stavolta lo fa prendendo spunto dall’affresco di Raffaello ‘Incendio di Borgo”….

Leggi (clicca): Renzi porta in salvo Berlusconi sulle spalle: vicino al Nazareno nuova opera di street art – Repubblica.it

AZIONE D’ARTISTA CONTRO FACEBOOK

Cancellate il vostro account di Facebook! Le azioni d’artista contro i colossi del web

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Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, l’inglese Jeremy Deller distribuisce volantini che spiegano come cancellarsi da Facebook. Ma non è il primo artista a preoccuparsi dei rischi che si corrono sul web nell’epoca del monopolio delle grandi corporation

How to Delete Facebook, Courtesy Rapid Response Unit
How to Delete Facebook, Courtesy Rapid Response Unit

Migliaia di volantini rosa per spiegare, passo passo, come cancellare il proprio account di Facebook. Sono stati distribuiti in diversi spazi pubblici di Londra e Liverpool, oltre che appesi di fronte al quartier generale britannico del colosso social di Mark Zuckerberg. L’azione nasce nel contesto di un più vasto movimento di indignazione generale innescato dallo scandalo Cambridge Analytica, un caso preoccupante di uso improprio dei dati degli utenti di Facebook, che sono stati prima raccolti tramite una app, poi venduti a una società che si occupa di analisi politica e infine sfruttati dallo staff di Donald Trump per aumentare i consensi in fase di campagna elettorale.
Dietro all’azione di protesta non è difficile scorgere la mano di Jeremy Deller (Londra, 1966), artista già vincitore del Turner Prize (sarà a Milano ad aprile in occasione dell’Art Week con un progetto targato Fondazione  Trussardi) e autore in passato di altre iniziative simili. Basti pensare ai recenti manifesti Strong and stable my arse, che hanno invaso la capitale inglese in occasione delle elezioni del maggio 2017: un commento al vetriolo sulle politiche sociali del primo ministro Theresa May e del suo partito.

Jeremy Deller, How to Leave Facebook,
Courtesy Rapid Response Unit

L’ARTE DI INFORMARE

Deller, che aveva pronto il testo del suo flyer già da un po’, ben prima che il caso Cambridge Analytica investisse Facebook come uno tsunami (l’aveva stampato su una t-shirt all’inizio di febbraio in occasione della riapertura della galleria d’arte Kettle’s Yard) ha deciso di rivolgere la sua attenzione sul tema della privacy, con un’azione che mira a instillare consapevolezza sui pericoli connessi all’uso dei social network. Il progetto, oltre a inserirsi in un movimento mondiale che sta in questi giorni facendo il giro del web sotto l’hashtag #deletefacebook, è stato commissionato dall’organizzazione Rapid Response Unit (RRUNews), un “public news bureau” aperto il mese scorso a Liverpool nel St John’s Market con l’obiettivo di analizzare il modo in cui vengono diffuse e percepite le notizie e offrire ai cittadini un’alternativa al sistema informativo tradizionale. Tra i reporter e i corrispondenti di RRUNews ci sono artisti, musicisti, attori, scrittori, fotografi e poeti. “Durante questo esperimento, che durerà un anno”, si legge sul sito del progetto, “Rapid Response Unite farà in modo che l’arte diventi il modo migliore per restare informati”.

ARTISTI CONTRO FACEBOOK

Non è la prima volta che dall’arte si alzano voci critiche contro colossi del web come Facebook, Google e Amazon, aziende simbolo di un’epoca della rete sempre più caratterizzata da omologazione, monopolio e  massicce invasioni della privacy. Temi importanti come la net neutrality e la necessità di attuare strategie contro l’uso del web come strumento di sorveglianza serpeggiano nei lavori degli artisti da oltre due decenni. Basti pensare ad esempio a The Hacking Monopolism Trilogy, trittico di progetti portati avanti tra il 2005 e il 2011 che comprendeva un’opera come Face to Facebook di Paolo Cirio e Alessandro Ludovico: un progetto basato sul “furto” di 250mila identità online, prelevate da Facebook e inserite in un finto sito di dating online. Un’opera che, riguardata oggi, appare quasi profetica. Ma anche all’ironico Sepuukoo del collettivo Les Liens Invisible, che già nel 2009 proponeva un “suicidio rituale” simbolico della propria identità online che comportava la disconnessione immediata dal proprio account di Facebook.
Negli ultimi due o tre anni la questione si è fatta molto più pressante, come ben spiegava la mostra Escaping the Digital Unease, curata da Raffael Dörig, Domenico Quaranta e Fabio Paris per la Kunsthaus di Lagenthal, in Svizzera, e aperta da agosto a novembre del 2017. Il progetto espositivo, che comprendeva artisti chiave di questo filone come Zach Blas, James Bridle e Trevor Paglen, cercava infatti di raccontare un’epoca della rete in cui, crollate le utopie degli inizi, si cerca disperatamente il modo di evadere da una situazione di estremo disagio: quello generato dall’uso quotidiano di strumenti che sembrano ormai divenuti indispensabili (come i motori di ricerca e i social network), con la consapevolezza dei rischi, dei soprusi e degli aspetti sempre più controversi che questo uso comporta.

– Valentina Tanni

Violazione profili Facebook. Cambridge Analytica

– Messaggio inoltrato ———-
Da: pietro d. perrone <…………..@gmail.com>
Date: 6 aprile 2018 13:29
Oggetto: Violazione profili Facebook. Cambridge Analytica
A: privacy@facebook.com, abuse@facebook.com, garante@gpdp.it

In relazione alle notizie diffuse sul tema della violazione della privacy dei profili Facebook di svariati milioni di utenti, in Italia e all’estero, innanzitutto ho ritenuto necessario chiudere il mio profilo, atteso che nessuna misura di protezione è stata annunciata, al di là delle formali scuse fornite pubblicamente.

In secondo luogo, ritengo scorretto che la diffusione delle informazioni in merito agli abusi dei profili di utenti italiani, in particolare per la notizia della eventuale violazione accertata, che Facebook fornirà il prossimo 9 aprile, avvenga sulla stessa pagina Facebook oggetto della violazione dell’abuso.
Per quanto mi riguarda, chiedo di avere certezza della NON VIOLAZIONE, ovvero della accertata violazione, del profilo Pietro D. Perrone a mezzo mail su questa casella di posta.
Inoltre, ritengo che la materia della violazione si riferisca ad un ambito particolare protetto da norme speciali, quale quello della riservatezza delle opinioni politiche dei cittadini, potendosi configurare, in tale caso, anche profili di reato perseguibili attraverso la giustizia italiana.
Conseguentemente, chiedo all’Autorità Garante della Privacy (nazionale italiana) di effettuare i dovuti accertamenti, attivando tutti gli strumenti a garanzia del cittadino.
Tanto si deve,
Piero Perrone
P.S. Poi, se arriva, pubblico la risposta

Nomade

Prendere la strada, andare.
Scegliersi la via, verso una direzione qualsiasi.
Non servono scarpe, o piedi, per andare.
Basta lasciarsi andare.
E scegliere, se si vuole, una direzione, da che parte andare.

La mia direzione non l’ho scelta, a dire la verità.
Potrei dire che è lei, è il mondo, là, davanti a me, ad avermi chiamato.
La mia direzione era là, il mio mondo era là.
Erano già là, da sempre, dinanzi a me.
Quando io sono arrivato, da dietro la svolta di una via, da un sentiero secondario, uscito da dietro un angolo, dal gomito di una curva, quando sono apparso, o comparso, il mondo mi stava già chiamando.
E’ solo che, fino a quel momento non avevo sentito la sua voce.

Che voce ha il mondo, quando ti chiama?
Non saprei dirlo chiaramente.
Forse non si stratta veramente di una voce.
Piuttosto dei colori.
I colori della vita, del cielo, dei fiori, i colori sono i mille colori del mondo.
I colori degli uccelli, degli insetti, delle cose, delle case, dei visi, degli occhi, dei capelli…
Le voci sono i colori che hanno le mille e mille voci a cui non ho mai prestato attenzione.
Perchè le voci hanno i loro colori.
Come gli occhi degli uomini.
Mille colori, mille e mille diversi e tutti belli.
Le voci, i colori, la vita, il mondo.

Ma mi ha chiamato il silenzio, forse.
Il silenzio che sa raccontare le storie più intense, quelle più profonde, quelle più potenti.
Il silenzio non ha bisogno di parole.
Le parole, sempre imprecise, sempre indecise, sempre pronte ad un inciampo oppure ad un inganno.
No.
Il silenzio non ha bisogno delle parole.
Il silenzio risuona dentro di noi e sa dire senza aver bisogno di inutili sforzi, futili soffi, smorfie o movimenti, gesti, apparenze, forme, tutte fragili apparenze destinate a consumarsi, perdersi, confondersi nel tempo e svanire nella memoria.
No.
Il silenzio parla con una precisione impareggiabile.
Dice, ed è impossibile non udire.
Racconta, e non è possibile che dalla sua bocca escano bugie.

Forse mi ha chiamato in una sera, quando l’aria fresca del tramonto, a primavera, mi ha accarezzato il viso.
Forse quando il tuo sguardo mi ha baciato, quella volta, in silenzio, mentre le nostre parole dicevano qualcosa per ingannare il tempo e la voce.
I tuoi occhi mi dicevano, col loro muto linguaggio, le cose che il tuo cuore mi voleva donare.
Ed il mio sguardo, muto anch’esso, mutamente rispondeva al tuo.
E si baciavano.
Nel silenzio, ch’è dolce, e vivo, colorato e forte.
Innamorati, i nostri sguardi si legavano l’uno all’altro come amanti innamorati.
E siamo andati.
In cerca dell’amore.

Siamo partiti.
Nomadi.
Senza una meta.
Perchè gli innamorati non hanno una meta.
Il mondo è per loro.
Il mondo intero.
E spesso non basta neanche, quello, il mondo intero.
Che gli amanti innamorati cercano la luna, e le stelle, e l’universo, e tutto il creato, e gli dei e tutto ciò che ha un nome non basta mai, agli amanti innamorati, che possono saziarsi solo di se stessi.
E neanche si bastano, mai.
Che sono sempre affamati dell’amore, assetati di saziarsi alla fonte dell’amato che non basta mai.
Perchè l’amore non basta mai.
E alle volte non basta neanche la vita, agli amanti innamorati.
E allora si cercano fin sul limite del baratro della morte.
e qualche volta anche più in là.
E cadono, alle volte, poveri amanti innamorati.
Nomadi innamorati.

Non si tratta di amore di maschi e femmine.
Di corpi e di sudore.
Di umori e di amplessi.
L’amore dei nomadi è amore sconfinato.
Che ha bisogno di andare, di non stare fermo, di andare e di tornare, fiume che va al mare e mare che si fa penetrare dal fiume.
Moti infiniti, che nessun corpo potrebbe contenere.
Moto di moti.
Onde che si abbracciano ad altre onde.
Onde d’acqua e onde sonore confuse in un’unica melodia che è la via dei nomadi amanti innamorati.
Via lattea su cui viaggiano sogni, desideri, speranze, vite e vite di generazioni e colori diversi.
Vite di uomini di ogni colore, che conoscono tutti gli dei del mondo, che parlano le lingue di tutti i popoli della terra.
Vite di animali fantastici che conoscono storie e raccontano favole.
Vite di maschere e vite di uomini che stanno sotto le maschere.

Io la strada l’ho presa quando sono nato.
Quando la vita mi ha chiamato.
E mi ha preso.