PACE

Photo by Pierperrone
Photo by Pierperrone

Me lo sono tenuto per un momento bello, questo video di festa, un video per un momento di festa.
E forse questo è il momento giusto.
Le immagini sono ancora quelle della lontana India, ed anche la musica è quella di quel mondo magico e incantato.
C’è una sola cosa che rende le immagini vicine e attuali, lo scorrere della vita.
Passa la vita da lì a qui, come un fiume, come una lunga liana, come un serpente senza fine.
Passa da lì a qui attraverso gli occhi di chi guarda.
Ma soprattutto, passa dagli occhi che ci fissano da lì a qui.
Non sono bastati gli anni passati dal viaggio, era il 2000, credo, nè sono bastati chilometri, quasi 6.000, per interrompere il flusso continuo della vita che scorre da lì, da Jaipur, a qui, a Roma.
Infinite distanze che non sono sufficienti a raffreddare neanche un poco la fiamma della vita.
La vedi danzare in quegli occhi ed in quei sorrisi di bimbi così comuni che non si scorge differenza dai sorrisi e dagli occhi dei nostri bimbi.
Il resto, le cose diverso, i costumi, i colori, le bestie, i profumi che non si sentono, i rumori che non sono quelli veri, insomma tutto il resto che fa la differenza fra quel mondo esotico ed il nostro presente attuale, è poco e non conta niente.

Era festa, lì, quel giorno di agosto.
Caldo e umido, acquoso, monsonico.
Ed è festa, ormai, anche qui, in questo aprile tiepido e dolce, primaverile, azzurro e luminoso.
Pasqua è in arrivo.
Ma è una festa ancora più grande, stasera, e voglio davvero celebrarla, proprio stasera, perchè sia foriera, in questo periodo di oscuri presagi di tenebra, di un nuovo vento di pace.
Il futuro dipende ancor più dalla pace che dalla ricchezza.
La notizia che il negoziato fra il Grande Satana e lo Zio Sam si è concluso con un risultato positivo mette speranza, apre gli occhi al futuro.
E’ festa.
E voglio dirlo.
Almeno, qui, si festeggia!

Un caro saluto e infiniti Auguri a tutti i concittadini ed i pellegrini di passaggio di questa repubblica di pace.

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IMMAGINA….

LA PACE E’ IL NOSTRO PRIMO BISOGNO.

IL NOSTRO PANE NECESSARIO.

L’INDISPENSABILE ACQUA

PER LE NOSTRE RADICI.

L’ARIA PER I NOSTRI POLMONI.

IL SANGUE PER LE NOSTRE VENE.

IL CALORE PER LA NOSTRA PELLE.

LA LUCE PER I NOSTRI OCCHI.

IL COLORE PER LA NOSTRA VITA.


Tali Sorek (12 anni), Beersheba, Israele.

HO DIPINTO LA PACE

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.

Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.

Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,

ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,

e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

Pace.

Pace.

Pace, in Terra.

Invocazione degli uomini

di buona volontà.

Eroi di oggi.

Eroi del mondo di pace.

Uomini di buona volontà.

I milioni e milioni di fratelli.

Pelle di tutti i colori.

Lingua di Babele.

Preghiera per gli dei

dell’Olimpo di pace.

Dei d’amore.

Dei di pace.

Uomini.

Fratelli.


Silenzio disperato.

Invece.

Ci rapisce.

E guerre ci catturano.

E morte ci prende.

E vite spezzate.

Messi mietute.

Frutti caduti.

Fuori dal tempo.

Malattia putrida.

Peste corruttrice.

Anima infetta.

Fetore.

E miasma.

UOMO DEL MIO TEMPO

di Salvatore Quasimodo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
-t’ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero,
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
“Andiamo ai campi”. E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Bob Dylan MASTERS OF WARS/PADRONI DELLA GUERRA

Venite padroni della guerra
voi che costruite i grossi cannoni
voi che costruite gli aeroplani di morte
voi che costruite tutte le bombe
voi che vi nascondete dietro i muri
voi che vi nascondete dietro le scrivanie
voglio solo che sappiate
che posso vedere attraverso le vostre maschere…
(leggi il resto)

Il 1^ gennaio la Chiesa Cattolica celebra la Giornata mondiale per la Pace.

Colgo l’occasione per urlare a voce altissima.