MYSTERIA (versi irregolari)

Photo by Pierperrone
Photo by Pierperrone

E’ un mistero, questa voce che viene e se ne va.
Mi parla, da qualche profonda cavità dell’anima
e, come megafono, mi usa per i racconti suoi.
Poi, all’improvviso, si nasconde, sparisce, vola!

Adesso, non son’altro che immoto silenzio muto.
Mi schiarisco la gola. Inutile, non m’esce suono.
E quando son certo d’essermi fatto freddo sasso…
ecco, allora, senza accorgermi, bocca mia canta!

E’ un mistero, questa meraviglia che mi dà l’arte.
Entrar dentro la melodia, o esserne attraversato,
come l’aria dallo stormir delle campane, o l’anima.
Poi, senz’avviso, il piombare grave del silenzio…

E’ lo stesso, l’entrare dentro un quadro, o uscirne,
tracciar segni, modellare, respirare fresche brezze,
bearsi d’infiniti panorami, e cieli tersi, ampli e vasti..
ecco, allora, senza dirlo, mi vive una vita immensa.

E’ un mistero, questo vago veleggiar nel mare giallo,
nel rosso tinto di turchese, nel lago di scintille…
Il tappeto volante d’uno spettro orientale m’ha rapito
e mi porta, per le infinite plaghe d’un mare di poesia.

Ecco, io vado e son portato; muto, recito il mio canto:
tu, Musa, mi comandi di lassù, ma vedere non potrai
le parole del mistero scritte, fitte, nel fondo cuore mio.
Tu puoi soltanto darmi la tua voce. Io ci metto la mia
forza immane!