Stadio Roma, l’ultima cena con il consulente Lanzalone che imbarazza Casaleggio – Il Fatto Quotidiano

La misura del colpo per i Cinque Stelle lo dà una scena. Lui, l’avvocato Luca Lanzalone, a cena con Davide Casaleggio, il capo operativo del M5S, martedì sera, in un ristorante in corso Vittorio Emanuele a Roma. Un locale a due passi dal Senato e dall’abitazione dove Casaleggio soggiorna spesso quando cala nella Capitale. È lì dove due sere fa Lanzalone e Casaleggio, assieme ad altri graduati del Movimento, potrebbero aver parlato di nomine nelle partecipate, ossia di poltrone che pesano. Già, perché il legale genovese trattava posti e ruoli con la Lega. E raccoglieva e filtrava dossier. Ma questo è già il passato. Perché Lanzalone, presenza fissa a tutti i convegni del M5S, “potrebbe averci preso tutti in giro” come sibilava ieri un nome di peso. E soprattutto perché la sua caduta, l’essere finito agli arresti domiciliari con l’accusa di aver ottenuto la promessa di consulenze, segna la perdita dell’innocenza per il Movimento. Perché si parla più “solo” di un sindaco che ha ricevuto un avviso di garanzia per nomine o decisioni. Ora sulla graticola c’è un tecnico vicinissimo alla casa madre di Milano, alla Casaleggio. Il legale che ha scritto, raccontano, buona parte del nuovo Statuto, quello varato a dicembre. E che parlava e trattava con il potere, quello vero, per conto dei vertici…

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È NATO (IL GOVERNO POP)

POLITICA

31/05/2018 19:02 CEST | Aggiornato 9 minuti fa

“Raggiunto l’accordo per un governo M5S-Lega con Conte premier”

La comunicazione congiunta Salvini-Di Maio. Cottarelli rimette il mandato, Conte al Quirinale alle 21

“Raggiunto l’accordo per un governo M5S-Lega con Conte premier”

a comunicazione congiunta Salvini-Di Maio. Cottarelli rimette il mandato, Conte al Quirinale alle 21

Sorgente: “Raggiunto l’accordo per un governo M5S-Lega con Conte premier”

POVERA ITALIA

L'Unità - traffico, parcheggi in doppia fila
L’Unità – traffico, parcheggi in doppia fila (fare click sulla foto per andare alla galleria di immagini dal sito)

Non è facile dire cosa si prova, oggi, in questa povera Italia ammalata.

Almeno, chi cerca di vivere, ogni giorno, secondo i princìpi che ci insegnarono i genitori quando fummo virgulti da educare, oggi, vivere in Italia è diventato difficile, frustrante, triste, malinconico.

E’ più il passato a trattenerci, a tenerci legati, come un’ancora che ci trattenga dalla risacca che vuol rapirci, che il presente ad invitarci a restare su questa spiaggia ormai quasi desolata.

Ma cos’è che ispira sentimenti tanto negativi?

A guardare l’Italia da questa città fantastica che si chiama Roma, con l’aria tiepida anche d’autunno, le strade eterne che hanno conosciuto fasti e tregende, i segni della storia che lasciano negli occhi e nello spirito la traccia indelebile del tempo e della gloria dei popoli, la luce dorata che sa farsi largo anche in mezzo alla paccottiglia di nuvole pigre, le strade piene di gente indaffarata e distratta, turisti d’ogni nazione, uomini e donne d’ogni continente… ecco, vista attraverso gli occhi della Bellezza, l’Italia sembra una donna di grande fascino, attraente, ammaliante e maliarda…

Ma, ecco la prima nota negativa, quest’immagine inganna.

Non donna fatale, ma fatale ingannatrice.

Ecco.

Appena lo sguardo scivola dall’attenzione ai fasti passati al presente…

Quell’oggetto che ci aveva attratti e sedotti si rivela per quel che è.

Una creatura senza classe, senza fascino, sboccata, volgare ed àdita a fare commercio del proprio corpo.

Si. E’ la definizione più precisa che io riesca a dare.

Non farò, qui esempi.

La politica, l’economia, la vita quotidiana nella confusione approssimativa dei servizi collettivi… pubblici e privati, per carità, senza distinzione, per favore…

Non voglio parlare di questo.

Chiunque viva con onestà le proprie giornate mi può dire se esagero o dico bugie.

Prendo solo un caso, piccolo, banale, privo di ogni importanza capitale, ma che per me è diventato esemplare della caduta di questa povera Italia.

Il parcheggio in doppia fila.

Ognuno di noi, almeno di coloro che guidano l’auto, sanno a cosa mi riferisco.

Le strade, larghe o strette, di ogni città, pullulano di macchine.

Il parcheggio è un incubo che giunge dopo la tortura del traffico.

Un posto libero è un miraggio.

Il parchimetro una gabella infame.

Si.

Ma tutto questo niente ha a che fare con il parcheggio in doppia fila.

Che ha un valore etico molto più elevato.

Simbolistico, diciamo.

Il posto in doppia fila è la rivincita del cittadino frustrato.

Contro lo Stato che non ti dà un posto di lavoro: ed io mi prendo il posto che trovo libero.

Contro il comune che non ti dà un parcheggio: ed io mi prendo il posto che trovo libero.

Contro i concittadini che non ti danno solidarietà: ed io mi prendo il posto che trovo libero.

Il parcheggio in doppia fila, insomma, è la vendetta contro la storia che mi ha fatto nascere italiano.

Ecco.

In periferia, in centro, in zona pedonale.

La macchina in doppia fila è come una manifestazione libertaria, un attentato anarchico contro lo Stato oppressore, una bomba proletaria, borghese e capitalista contro la tirannia delle leggi.

Ecco, si, è proprio così.

Neanche la rivolta per il pane o lo sciopero fiscale hanno un valore, in termini di lotta contro lo Straniero oppressore, così elevato come è per il parcheggio in doppia fila.

Ecco.

Se non si comprende questo, non si capisce niente del popolo italiano.

Si può restare irretiti nella bellezza dagli occhi di smeraldo di certi cieli italiani, dal turgore candido di certe antiche colonne di marmo, dalle forme morbide e carnose delle vecchie mura di mattoni rossi dei mille centri storici medievali, dalle curve conturbanti di una dolce collina, dal capezzolo aguzzo di una cupola parrocchiale.

E se si resta imprigionati in quella visione, abbracciati da quella provocante profferta amorosa, non si vede la realtà che si svolge sotto i nostri occhi ogni momento…

Ecco.

E’ questo che volevo dire.

Aggiungo soltanto che, volendo, si potrebbe eliminare il problema del parcheggio in doppia fila…

In nessuna altra parte del mondo è così evidente, questa situazione, come nella povera Italia.

Ognuno potrà immaginarsi il rimedio che crede più opportuno.

Io lascio qui, a chi vuol leggerlo, quello che reputo più efficace.

Basterebbe, con un semplice frego della matita, eliminare il divieto di parcheggio in doppia fila.