ITALIA e MALTA, LA RAZZA DEI RICCHI. 639 MIGRANTI, LA RAZZA DEI POVERI

Migranti, Salvini a Malta: “Accolga la nave Aquarius, porti italiani chiusi”.

La replica: “Non è nostra competenza”

Messaggio alle autorità maltesi: “Il porto più sicuro è il vostro”. Se La Valletta non accetterà la nave, non sarà offerta un’alternativa in Italia. La risposta è negativa: “Il soccorso è stato coordinato da Roma”

di CARMELO LOPAPA 10 giugno 2018

ROMA. Porti italiani chiusi. È la svolta senza precedenti imposta in queste ore da Matteo Salvini. La nave Aquarius, che batte bandiera di Gibilterra, è in navigazione con 600 naufraghi a bordo provenienti dal Nordafrica. Tra poche ore transiterà per le acque di Malta. Se l’isola-Stato non accetterà di prestare soccorso, come spesso avvenuto in questi ultimi anni, ebbene i porti italiani chiuderanno i battenti e la nave (in questo momento a 40 miglia dalle coste più vicine) non verrà fatta attraccare nei porti italiani.

POLITICA

Migranti, ecco la rotta della nave Aquarius

acquarius

Lo stesso Salvini ha avvertito le autorità maltesi con una lettera: è loro il porto più sicuro e Roma non offrirà approdi alternativi.La decisione è stata adottata d’intesa dal ministro dell’Interno e da quello delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Non ha precedenti ed è destinata a suscitare non poche polemiche. Ma è il segnale che il nuovo governo Conte-Salvini-Di Maio intende lanciare all’Europa: l’Italia non può essere lasciata da sola a gestire l’emergenza.

LA RISPOSTA MALTESE
La risposta di Malta non sembra positiva. “Il governo di Malta non è né l’autorità che coordina ne ha competenza sul caso” della nave Aquarius, ha detto un portavoce del governo della Valletta citato dal quotidiano Malta Today. E ancora: “Il salvataggio degli oltre 629 migranti ora a bordo dell’Aquarius è avvenuto nella zona libica di ricerca ed è stato coordinato dal centro di soccorso a Roma. Malta non è né l’autorità che coordina ne ha competenza sul caso”.

Migranti, Salvini a Malta: "Accolga la nave Aquarius, porti italiani chiusi". La replica: "Non è nostra competenza"

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Una prima reazione era arrivata attraverso un’intervista radiofonica del premier Joseph Muscat: “Malta intende costruire buone relazioni con l’Italia, nella convinzione che gli interessi di Roma e La Valletta siano simili”. “Malta – ha proseguito – ha sempre agito in accordo con le regole internazionali sull’immigrazione e lo dimostrano fatti documentati. Per La Valletta, la priorità resta quella di salvare le vite dei migranti”.

IL BOOM DEGLI SBARCHI
Gli ultimi due giorni sono stati segnati dalla partenza di oltre mille migranti verso le coste europee. Nel primo weekend da ministro dell’Interno di Salvini, nei porti di Reggio Calabria e di Pozzallo sono state tre le navi approdate con a bordo circa 500 profughi. Nella notte altre 600 persone sono state soccorse e trasbordate sulla nave Aquarius, quella oggetto appunto dello scontro con Malta. Aquarius è l’unica ong al momento presente nel Mediterraneo: a bordo ha ora, esattamente, 629 rifugiati, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.
Il boom di arrivi è da collegarsi probabilmente a una nuova politica anche da parte delle autorità libiche, subito dopo la nascita del governo gialloverde. Un modo per trattare nuove condizioni con l’esecutivo di Conte.

LE CRITICHE DI SALVINI A MALTA
Nel mirino del Viminale – e alla base delle decisione di chiudere i porti – le autorità della Valletta. Malta ha un Sar – programma di assistenza e salvataggio – finanziato dall’Ue ma spesso respinge le navi con a bordo rifiugiati che si avvicinano alle sue coste. Le autorità maltesi avevano impedito l’altro ieri l’ingresso in porto della nave Seefuchs, con 126 migranti a bordo: l’unità, di una Ong olandese, era in difficoltà per le cattive condizioni del mare, ma Malta ha solo proposto assistenza in mare. Era così intervenuta la Guardia costiera italiana e la nave, alla fine, è stata fatta approdare a Pozzallo, dove è arrivata ieri mattina.

È stato l’ultimo episodio di un lungo contenzioso tra Italia e Malta, il cui comportamento è stato stigmatizzato dallo stesso Salvini l’altro giorno: La Valletta “non può sempre dire no a qualsiasi richiesta d’intervento”.

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2 pensieri riguardo “ITALIA e MALTA, LA RAZZA DEI RICCHI. 639 MIGRANTI, LA RAZZA DEI POVERI

  1. Non so dove siano la verità e il torto, sicuramente un po’ da ognuna delle due parti…il problema è che tutto si gioca sulla pelle dei più deboli.
    Che tristezza questo mondo disumanizzato!
    Un caro saluto Piero!
    Fausta

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    1. Si, cara Fausta. Resta che chi sta al sicuro e con la pancia piena può pensare quello che gli pare.
      Chi scappa dalla morte, dalla fame, dalla guerra, non ha tempo per pensare, e quindi non ha nulla.
      Neanche la vita gli appartiene, neanche un nome da mettere sulla croce, e, a pensarci bene, neanche una croce da mettere sulla tomba, neanche una tomba per i poveri parenti, neanche i parenti, neanche una città, neanche un cimitero, neanche fratelli, reali o morali…
      Un abbraccione, Fausta carissima.
      Piero

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