IL REFERENDUM – p. II

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L’ITALIA

Era importante,dare l’idea di ciò che ci accade intorno, nel mondo, prima di parlare del nostro referendum nazionale del 4 dicembre.
Non siamo su un’isola, ma in un arcipelago, in un grande arcipelago.
E quindi, dobbiamo cercare di capire dove ci troviamo.
In una bella confusione, a dire il vero.
Ma questa è la verità, che possiamo farci?

Per parlare del referendum, dobbiamo parlare dell’Italia.
Perchè la cosidetta riforma che andremo a votare è frutto, figlia, della realtà e della situazione del nostro Paese.
Vogliamo fare un breve riepilogo un pò più ampio del corto respiro della stampa e delle tivvù?
Si soffoca, nell’ignoranza, nel buio, nella mancanza di memoria.

Allora, ricordiamo.
L’Italia in crisi profonda, politica, economica, morale.
Il berlusconismo, con i suoi ministri burletta, nani e ballerine al potere.
Oltre le … Olgettine.
I sorrisetti di Merkel e Sarkozy, che, comunque, adesso, non se la passano poi tanto bene.
I sacrifici a senso unico del governo dei tecnici-commissari.
I leghisti, un pò razzisti, un pò paraventi.
La sinistra scissionista.
La destra demolita dagli scandali, dalle ruberie, dalle leggi ad personam, dall’incapacità di dare un modello economico, politico e morale all’Italia.
Il partito democratico, nelle sue varie declinazioni, inabile e sfaticato, propenso più a farsi lo sgambetto da solo che a dare un indirizzo alla Nazione.
Tangenti, dazioni, scambi clientelari.
Le preferenze no (un refenrendum popolare le abolì con l’80 per cento circa dei si).
Le preferenze si (le chiedono i grillini, soprattutto).
Il Parlamento che vota per Ruby Rubacuori nipote di Mubarak, a maggioranza dei assoluto dei presenti.
Il Parlamento, quello eletto subito dopo, incapace di eleggere il Presidente della Repubblica.
Il Parlamento preso a schiaffi dal neoelettorinnovato Napolitano.
Il Parlamento che appalude le rampogne severe del vecchionuovo Presidente Napolitano.
Governi, ormai, ai quali ci siamo assuefatti, governi incolore, di coalizione contronatura, incestuosa.
Governi licenziati come cameriere e governi che spadroneggiano come bulli di quartiere.
Questa è la situazione politica, in Italia.
Ma anche nel resto del mondo, come abbiamo visto, non va mica tanto bene, poi.

E il popolo che fa?
Arride alla democrazia elettronica.
Più di metà del popolo non si connette ad internet neanche una volta aalla settimana, ma tanto che fa? Votano lo stesso per il comico tanto simpatico.
Che a me non sta neanche tanto simpatico, dato che strilla come un ossesso, sempre, da sempre.
Si è fatto famoso con la tivvù di Stato, ma lui, di quella tivvù, ora fa il fustigatore.
Da trent’anni sta lì, sulla scena, con lo stesso spettacolo (provare su youtube per credere), ma passa per il nuovo che avanza.
Già, e intanto, il popolo che fa?
Continua a giocare alla caccia alla volpe, dove la volpe è quella che tenta di scappare per non pagare le tasse ed i nobili a cavallo fanno finta di darle la caccia senza sparare, solo per farsi voler bene.
Tutti possono fare la parte della volpe.
E tutti possono fare la parte del nobile a cavallo.
Si ruba in ogni appalto, si frega in ogni banca, si truffa in ogni tornello.
Le leggi sono fatte contro il popolo e il popolo si beffa delle leggi.
I carabinieri vanno a acavallo mentre Equitalia che faceva pagare le tasse viene abolita perchè faceva pagare le tasse.
E adesso?

I signori della politica si sono divisi fra il SI ed il NO.
Il SI ed il NO, ma per che cosa?
Per la riforma, il referendum, il futuro della Nazione?
A me sembra che si siano divisi soprattutto fra chi detiene il potere e chi, avendo perso il potere, vorrebbe detenere un’altra volta il potere.
Sul fronte del SI ci stanno solamente quelli che hanno preso il comando da poco.
Sul fronte del NO ci stanno tutti gli altri che hanno perso il comando da poco.
Sul fronte del SI si sono messi gli americani, i banchieri, le società di rating internazionale e gli euroburocrati di Bruxelles.
Sul fronte del NO si sono incatenati tutti quelli che voglio o continuare a mungere il latte della vacca.
Noi siamo la vacca.
In tanti si voglio attaccare alle nostre mammelle.
Tutti parassiti.
Non faccio i nomi, per decoro, ma ognuno se li può declamare, come i santini la sera.
E’ davvero un pò triste, ma la situazione descritta mi pare proprio quella che abbiamo di fronte.

Ed io che farò?
Oh, bella, strana domanda.
Escludo di astenermi.
Perchè sarebbe come mettere il didietro a disposizione, indifferentemente, di chiunque ne volesse approfittare.
Devo decidere da che parte stare.
O per il SI, o per il NO.
Cosa succede si perdono quelli per il SI?
Sicuramente quelli per il NO riprendono forza e vigore.
Già si vedono nani, ballerine, olgettine, grilli parlanti, radicalchic dalle belle parole, leghisti razzisti, fascisti un pò neo un pò post, accumulatori vari di cariche e incarichi, tecnici di belle speranze e tristi passati… stanno fregandosi ben bene le mani.
Un filo di bava alla bocca.

E se perdono quelli del NO?
Chissà.
Forse un ventennio renziano?
Un trentennio?
Mah, non saprei.
Ma metto in fila un qualche altro referendum ipotetico.
Renzi contro Trump.
Renzi contro Hollande.
Renzi contro Cameron, Blair, May.
Renzi contro Farage, Salvini e Grillo.
Renzi contro Tusk, Orban e Erdogan.
Renzi contro Putin.
Renzi contro Merkel (dai, questa, dopotutto, è un pò più difficile).

In Belgio sono stati qualche anno senza governo, hanno risanato il debito pubblico e dato una spinta alla ripresa del PIL.
Anche in Spagna, sono riusciti a starsene un anno tranquilli, con lo spread migliore che in Italia, il PIL al + 4% e il deficit pubblico libero di andarsene a spasso senza che a Bruxelles se ne avessero a male.
E se anche da noi si provasse a starcene un poco senza governo?
Un bel commissario straordinario.
Solo per l’ordinaria amministrazione.
In fondo non nuoce a nessuno, come Tronca, il commissario straprdinario del Comune di Roma.
Ma l’avete vista la nuova Sindaca vittima del complotto dei frigoriferi che hanno votato per fare vincere i grillini e fargli fare brutta figura?

La situazione, in Italia, è grave, ma non è seria, diceva Ennio Flaiano.
Ed aveva pienamente ragione!

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6 Replies to “IL REFERENDUM – p. II”

  1. E’ un mondo stanco e disamorato quello in cui viviamo, un mondo che tiene più al suo portafogli e alla sua immagine, che non si vergogna delle falsità che dice perchè pensa che tanto la gente oramai beva tutto quello che le viene proposto, basta dagli una indoratina al di fuori….come una malattia che contagia chiunque non tiene gli occhi aperti e la mente e il cuore svegli…governi di buffoni…
    E resta da dire, come Pirandello, “Ma non è una cosa seria”…
    Però…non hai mica detto per chi voti!!!! 😀
    Intanto domani vedremo cosa succede negli USA…
    Buonanotte Piero

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  2. Si può stare senza governo? Si si può stare. Nella stalla senza governo le mucche libere di andare possono continuare ad allattare i vitelli, poi quando i vitelli son grassi e si nutrono di fieno cominciano i dolori, se non c’è allattamento è necessaria la mungitura, alla faccia dei vegani.
    Io oggi mi chiedo se era necessaria la riforma della Costituzione e mi rispondo che si, è necessaria. E’ necessaria per l’eccesso di mungitori. Eliminare dalla Costituzione Provincie e Senato come sino ad oggi concepiti è utile, come anche sopprimere il CNEL e ridimensionare il ruolo squilibrato delle Regioni è indispensabile, Ho trovato il testo della Nuova Costituzione raffrontato con la Vecchia (è presto per chiamala vecchia? Spero di no) ti lascio il link http://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/ac0500n.pdf
    Una cosa di cui non parlano i pro SI e NO è il rapporto con l’Europa, a quel che rammento, dopo il referendum se vincerà il SI, saremo la prima Nazione con una carta Europea.
    Ciao 🙂

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    1. Ho l’impressione molto vivam cari Paolo, che Renzi perderà questo referendum, ma sarà un voto contro di lui, non un no contro la riforma.
      Non sarà perfetta, magari richiederà aggiustamenti in corso d’opera, ma il testo approvato, a mio parere, si regge in piedi.
      Invece, la legge elettorale approvata è proprio barbina.
      Ma anche quella, non è peggio di quello che c’era e che c’è oggi, il Consultellum . No, no oggi c’è l’Italicum, correggo.

      Neanche gli errori commessi da Renzi sono sufficienti a determinare il voto che, probabilmente, lo metterà al tappeto.
      Secondo me, non ha saputo governare il partito, e, tramite quello, l’opinione pubblica, la cosiddetta società civile.
      Si è arroccato nella torre d’avorio del palazzo, isolandosi e fcendosi percepire come un autoritario referenziale.
      Magari, a sua giustificazione, si potrebbe dire che il resto della classe politica che lo circonda è quella che ho descritto nel post, da D’Alema ad Alfano a Verdini, da Berlusconi a Salvini, da Razzi alla Taverna…
      Ma, ciò che più di ogni altra cosa peserà sul voto, il 4 dicembre, sarà il fatto che lui è riuscito a coalizzare tutti contro di sè, con la sua supponenza, la sicumera, la faccia tosta che, magari farà pure simpaticamente innamorare, ma non basta a sconfiggere i professionisti della sopravvivenza parassitaria a spese dello Stato.
      E non mi riferisco solo ai politici sopra nominati (inclusi quelli saltati), ma anche alla tendenza diffusa nella società di quelli che vogliono continuare a stare tranquilli, ad evadere e prendere mazzette, come sempre.
      Poi, ci sono quelli delle belle parole, molto a sinistra… quasi fuori dal quadro.
      E i fancazzisti, leggi i grillini, quelli del complotto contro di loro per farli vincere e fare brutta figura (ecco perchè citavo la Taverna, è sua, su Roma, la citazione).

      Un carissimo saluto.
      Piero

      PS. Grazie del etsto comparato. E’ molto interessante.

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      1. oh beh…non m’inoltro in commenti politici, non è roba per me, almeno non a questo livello. Lo so che questo ti farà un po’ torcere il naso, ma tanto è…son fatta così… Non so ancora cosa voterò, ma sono sicura che qualunque sarà il risultato, per la povera gente, per tutti noi, non cambierà molto e anzi…forse ci troveremo qualche fregatura in più. Tanto…una più, una meno, ci siamo abituati. E’ tutta una farsa Amico mio, ormai è tutto una farsa. Finirà male. Spero di non esserci quando avverrà, spero di non vedere il nostro sfacelo.
        Un abbraccione a te, come sempre, con grande affetto.

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        1. Farsa, dici, mia cara Patrizia. Ma ti sbagli.
          In ogni caso, bene o male che sia, è una cosa seria.
          La farsa – che poi forse è più seria ancora – è qualcosa che non produce poi tanti effetti; la vita reale, a cui appartiene invece la storia anche di queste elezioni, è una cosa seria. Per tutti noi.

          Ma capisco cosa vuoi dire.
          Tu dici di non avere speranze.
          E’ questo che hai dentro.
          La rassegnazione, la delusione.
          E come non comprenderti?
          Come non sentirti vicina, come non condividere questa malinconia?

          Ma, poi, resta il voto.
          E il confronto necessario con noi stessi.
          Puoi, amica mia carissima, evitare questo confronto?
          Se puoi farlo, bene, benissimo.
          Vuo dire che non hai più questo genere di problemi.
          Ti sei curata la malattia.
          Ma ti posso credere?
          Tu mi chiami Amico, con la maiuscola, e quindi ancora condividi con me questo… lazzaretto.

          Il resto è parole.
          Io cerco di fare, anche dentro di me, un pò di chiarezza, su questo tema difficile.
          Il quadro è questo qua sopra.
          Voterò, e perderò comunque, questo penso.
          Perchè non è malata davvero la costituzione, ma il popolo italiano; come del resto, tutto il mondo (neo)capitalista.
          Un abbraccio,
          Piero

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