Mentre scorrono le parole di questo discorso che, come discorso, potrebbe essere solo un soffio leggero, una brezza racchiusa fra quattro mura, la testa si riempie di domande. E il cuore di palpiti.
Premetto che io diffido delle religioni, e degli uomini delle gerarchie religiose, perchè salgono su un piedistallo che separa i giusti dagli infedeli, la Verità dalle mille verità che ognuno conosce e può conquistare solo a costo di sacrifici e fatiche immani.
Quindi, diffido anche di Francesco, che è capo di una gerarchia universale millenaria.
Eppure, questo uomo, con i suoi gesti, e con le sue parole, con i suoi atti, con i suoi sforzi, con la sua lotta pacifista, è rimasto uno dei pochi esempi di forza morale, di valore etico che supera le divisioni per cercare di trovare, al fondo della faticosa ricerca, nient’altro che l’UMANITA’.
E’ già molto per qualsiasi uomo, questo sforzo, ancora di più lo è per un uomo di religione.
Eppure, nelle parole e nelle azioni di Francesco trovo la stessa forza assoluta che seppe dare, per esempio, Ghandi alla sua marcia pacifica, o la stessa energia pacifica che seppe dare, per fare un altro esempio, Martin Luther King alla sua fede, la fede nell’utopia.
Si, utopia.
Lo stesso Francesco usa due volte questa parola, in questo discorso alto, assoluto, eppure semplice e umano.
Anzi, utopia, chi ascolterà tutte le parole fino in fondo potrà udirlo, è proprio l’ultima parola conclusiva di un appello, un richiamo, un’implorazione, quasi, a credere.
Ma a credere, non come si potrebbe immaginare per un uomo di chiesa ai dogmi misteriosi e spesso inspiegabili della religione, ma a credere proprio nell’unica verità che abbiamo sotto gli occhi, l’uomo.
L’uomo, fragile, debole, ferito, l’essere umano.
L’uomo nudo, bisognoso, umile, lavoratore.
L’uomo, unica verità in cui credere.
Non la Verità a cui obbedire, ma l’uomo a cui donarsi.
L’uditorio che ascoltava, sordo e paralizzato, è restato immobile per tutti i circa trenta minuti durante i quali Francesco ha parlato.
Sono sicuro che nessun discorso potrà mai cambiare la storia, e, così, sono sicuro che nessuno dei cuori di re, presidenti, governatori, primi ministri, ciambellani e cortigiani oggi presenti ai piedi di Francesco sarà stato toccato, redento, convertito, dal discorso che ho ascoltato, parola per parola, dall’inizio alla fine.
Ma oggi, in questo deserto arido che stiamo vivendo ed a cui diamo il nome di presente, di storia contemporanea, in questa valle di lacrime in cui annegano i poveri, i migranti, gli esclusi, i disoccupati, i minori sfruttati e stuprati, i deboli di ogni lingua fede e colore, oggi, queste parole fanno piacere, sono come una pioggia salvifica, per un attimo, almeno, danno forza alla speranza, attenuano la sete di giustizia, di uguaglianza, di solidarietà.
Gli uomini.
Ecco, questo dice Francesco all’Europa intera lì riunita eppure colpevolmente muta ed assente, in questo bisogna credere, negli uomini, è questa l’ultima utopia.

2 thoughts on “

  1. Eh, sì caro Amico, le parole possono lenire…come la poesia, come la musica, come ogni cosa che ci dà emozione, anche solo per un momento. Le parole di Francesco questo fanno, come tu dici, Sono belle, pacificatrici, consolatorie e danno voce a chi non ce l’ha. Ma devono essere accompagnate da credibiità, da coerenza, per avere effetto concreto sulle persone. Non basta fare un gesto di generosità per essere credibili, in questo mondo, oggi, un solo gesto non basta, non è sufficiente. Siamo inariditi, indifferenti, cattivi. Abbiamo bisogno di dosi massicce di concretezza, di esempi veri.
    A volte penso che se nemmeno Gesù Cristo, che pure ci ha dato l’esempio di tutta la sua vita, è riuscito ad operare un cambiamento nell’uomo,chi può sperare di riuscirci?
    Se davvero la chiesa volesse cambiare in meglio questo mondo, dovrebbe far partire da sè, una rivoluzione vera, di vita, di pensiero, di azioni.. Se così fosse, in molti lo seguiremmo Francesco. Ma cosa può, un uomo solo, a capo di una struttura millenaria di potere. Può parlare certo, può fare opera di convincimento e tutti i fedeli e i cristiani se fossero tali davvero, dovrebbero credere in ciò che dice. Ma….
    Sai come la penso, voglio dare sempre una possibilità a chi si spende, in qualsiasi modo, per la giustizia. QUesto papa fa simpatia, certo, anche se ci sono dei trascorsi che non mi convincono per niente. Ma voglio crederci anch’io, superare il mio realismo e le mie elucubrazioni mentali. Voglio credere anch’io in questa utopia come ci credono tutti quei preti che lavorano sulla strada e tutte quelle pesone che spendono una parte della loro vita sulla strada.
    Un abbraccio grande

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  2. Mia carissima Patrizia,
    condivido parola per parola ogni tuo dubbio e ogni tua speranza. Come se tu mi avessi letto nel pensiero, o mi conoscessi davvero da sempre.
    Non bastano, certo, le parole, per quanto alte.
    Non bastano neanche le tante azioni di questo papa, perchè è solo uno, che passerà, presto, e presto ce ne sarà un altro, e la chiesa forse saprà, come ha saputo nei millenni, trovare l’equilibrio per galleggiare nel potere e destreggiarsi tra i potenti.
    Ma, almeno, prendiamo il poco che adesso vediamo, possiamo vivere.
    In questo nostro presente inquietante, temibile ancora più dai dai nostri confini che dentro.
    Come è cambiata in fretta, no?, la storia in questi ultimi mesi. Era solo ieri che eravamo lo zimbello planetario, con l’impresario, i nani e le ballerine al governo.
    E ora, basta guardarsi attorno, un altro guitto potrebbe aggiudicarsi la lotteria americana, il regno della regina più longeva sbriciolarsi fra le stesse mani regali che l’accarezzano da più di 60 anni mandando in frantumi l’Europa intera, dove troviamo truppe brune al passo dell’oca, finti cattolici imperiali, socialisti guerrafondai, illiberali ex-comunisti.
    Migranti scambiati per clandestini, profughi e sfollati per terroristi sanguinari, kamikaze per pacifici cittadini…

    Ma il questo regno di Sodoma & Gomorra, almeno, Patrizia mia, c’è il sollievo di qualcuno, almeno qualcuno, che dice quello che vorremmo sentir dire.
    Penso anche io, e l’ho detto molte volte, in questo periodo, che anche Gesù Cristo, pure con i poteri sovrannaturali, non è riuscito a mettere a posto la piccola porzione di mondo mediorientale in cui era nato, dove dura la stessa guerra ancora oggi, ed è finito pure inchiodato su una croce.
    Non sarà nessun uomo, da solo, a salvare le sorti del pianeta.
    Ma, almeno, almeno, Patrizia mia, qualcuno che dice le cose normali.
    Anche noi… io, io, almeno, parlo solo per me, non so fare altro che parlare.
    E neppure più oso fare le mie “prediche” perchè ormai mi vedo come un pazzo, parlare al vento non fa bene.
    Non finiamo per sentirci tanto soli?
    Non fa piacere un pò di compagnia?
    Non dà conforto?

    Un bacio, amica mia.
    Piero

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