25 APRILE, LIBERAZIONE

papavero rosso

Questo video è sbiadito, un pò scolorito.
Come, da parte di tanti, si vorrebbe che fosse la memoria di questo giorno.
La liberazione.
Cacciati via i nemici.
I fascisti, gli stranieri, gli occupanti.
Era il 1945.
Ormai un’eternità fa.
Un’altra era, un’altra epoca, un altro mondo.
Questo pensano, quelli che vorrebbero far passare la memoria, scolorirla, sfumarla, cancellarla, annientarla.

Il racconto di Gigi Proietti, invece, ha una forza tremenda, la forza del presente, dell’attualità, dell’oggi.
Oggi il fascismo sta rinascendo.
Sta prendendo bandiera in Europa, un pò qua, un pò là.
Non si vede, ma si sente ululare.
Il suo verso cupo riempie l’aria, di notte.
Nella notte della ragione.
Il suo morso affonda nelle carni dei più deboli, degli sbandati, degli emarginati, dei nullatenenti.
Di chi cerca aiuto.
Di chi cerca asilo.
Il fascismo è sempre lo stesso.

Il padre torna a chiedere conto al figlio.
Conto degli sforzi, della lotta, del sangue, del sacrificio, della morte.
Il padre, giovane di ieri, chiede al figlio, giovane di oggi.
Era un altro tempo, quando Gigi Proietti portava nei teatri questo monologo scritto da Roberto Lerici.
Il tempo di ieri.
Ieri, tempo del padre.
Tempo dei padri.
Ieri.
Il tempo di ieri, in questo monologo, si riflette, e ci commuove, nello specchio del tempo di oggi.
Perchè interroga, chiede, vuol sapere.
Ma l’oggi non sa rispondere.
Non ha che rispondere.
Era un profeta, Roberto Lerici?

9 pensieri riguardo “25 APRILE, LIBERAZIONE

  1. “Il tempo di ieri, in questo monologo, si riflette, e ci commuove, nello specchio del tempo di oggi.
    Perchè interroga, chiede, vuol sapere.
    Ma l’oggi non sa rispondere.”

    E’ vero….al massimo l’ oggi può dire che è deluso di se stesso perché non è stato all’altezza di realizzare in modo pieno, completo gli ideali, i sogni di coloro che hanno dato la vita per l’Italia.

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  2. La liberà richiede lotta, sangue e lacrime. Ieri, oggi, sempre… Ieri ne sono stati versati tanti, di sangue e di lacrime, oggi non è diverso. Sarà ancora più dura temo, perchè i nemici si sanno nascondere bene o forse noi non sappiamo vedere abbastanza in profondità. Ma chi ha occhi buoni racconti e chi ha buona favella trascini… Chi ha cuore risponderà…
    Ti lascio un regalino, questa canzone che a me piace molto.
    Un abbraccio

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    1. Chi ha occhi buoni racconti e chi ha buona favella trascini… Chi ha cuore risponderà…
      Mi piace, è il grido di battaglia giusto, per questa nostro oggi che, a momenti, ha lo stesso odore fetido di un tempo che pensavamo passato per sempre.
      Ma noi ci saremo sempre, a guardare, e raccontare.
      E i nostri cuori muti non potranno essere mai!
      No?

      Certo, la canzone è forte, e terribile, al tempo stesso.
      Ha l’odore di un altro ieri.
      Di quell’altro ieri che aveva vinto.
      Quello ieri che pensavamo avesse vinto per sempre.
      Certo, il “sempre” è un termine pericoloso, ingannevole, incerto, non siamo sicuri del suo significato esatto.
      A volte pensiamo che duri in eterno.
      Specialmente quando è legato a qualcosa di bello, alla libertà, alla felicità.
      Poi ci accorgiamo che quella parola può ingannare, tradire, voltarci le spalle.
      Ma a noi, come a tutti i combattenti, rimane sempre il cuore, quel cuore che risponderà, quando sarà necessario, come hai scritto tu stessa.
      Io ti voglio bene proprio per questo.
      Un abbraccio.
      Piero

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      1. Hai ragione, è una canzone forte e terribile ma a me piace soprattutto l’ultima parte, dove l’uomo si augura che la ragazza abbia la stessa speranza, lo stesso sogno che furono suoi. Perchè la libertà pervade tutto, al di là del tempo.
        Anche noi abbiamo il nostro ponte, oltre il quale comincia l’amore. oltre il quale c’è un mondo diverso.
        Non possiamo rinunciare e cancellare quel sogno, anche se a volte tutto gira intorno e ci sentiamo sopraffare da un senso d’impotenza.
        No, non possiamo.
        P.S. ti voglio bene anch’io, per come sei, lo sai vero?🙂

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  3. Sembra quasi che oggi siano ritornati quei tempi, quando tanti giovani e non più giovani hanno saputo ribellarsi e riprendere in mano la libertà, alzare la testa e combattere con la loro consapevolezza contro chi quella libertà aveva cancellato…
    Forse l’abbiamo creduta una conquista oramai definitivamente raggiunta e non abbiamo spiegato e raccontato ai figli quanto dolore era costata e pian piano ci è sfuggita dalle mani….
    La libertà è un sogno, una realtà che va conquistata giorno dopo giorno…..
    Bellissimo il monologo di Proietti che, sorridendo, fa venire i brividi…..
    Un abbraccio Piero e buona libertà, ogni giorno!

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  4. Buona libertà anche a te.
    Ogni giorno.
    Sia sempre così.
    A noi resta l’amara consapevolezza che Gaber ci ha donato, a nche a costo di farci perdere l’innocente certezza degli anni più stabili:

    Un abbraccio,
    Piero

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