I GIGANTI

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Sierra Pelada – foto by Sebastiao Salgado

 

Veramente, quando abbiamo visto arrivare quelle strane creature, siamo rimasti sorpresi.
Non credevamo ai nostri occhi.
Non avevamo mai visto niente di simile.
Vive, erano vive, quelle “cose”.
Questo non si poteva negare.
Ma, di cosa si trattava, in realtà?

Le prime notizie dell’avvistamento sono volate nell’aria come portate dal vento.
Piccole creature.
Bestiole.
Animali sconosciuti.
A gruppi, a branchi, a sciami, a stormi.
Brulicanti, agitati, tutto un frenetico pullulare.
La grande pianura ai piedi del Sacro Monte ne è piena, invasa.
Sembra un gran mare in fermento.
Come il cielo.
Convulso, delirante, indemoniato.

Il nostro sacro territorio è stato violato.
L’eterno tabù che ci ha resi padroni del mondo è stato infranto.
Questo il sentire dei cuori, la voce sulle bocche, lo sgomento nell’aria.
Per cercare una mutua rassicurazione, si sono formati tanti scrocchi, per le strade.
Per discutere il da farsi.
Mai, prima, la terra dei giganti era stata oggetto di invasione.
Anzi, dai confini più sperduti, mai, in passato, era stata segnalata la presenza di altre forme di vita.
Non c’è mai stato un al di là, oltre i grandi muri di filo spinato che s’innalzano fino al cielo e racchiudono, rassicuranti, il perimetro del nostro paradiso sconfinato.
La nostra terra promessa.
Quei muri erano stati innalzati fino al cielo dagli eroici conquistatori del mondo. Non per difesa, ma per separare.
Non per proteggere, ma per tenere divisi.
Il glorioso regno dei giganti, e l’oscura terra inesplorata dei morti.
Ora, è chiaro, le minuscole creature che sono state avvistate dappertutto, intorno a noi, non possono che venire da quella parte.
Dalle tenebre dei morti.

Il capo delle forze di sicurezza ha subito espresso i suo parere illuminante.
Ha immediatamente convocato la riunione del gabinetto di difesa.
Si tratta di forme di vita sconosciute.
Venute, come, non si sa, non si ha certezza, nè da dove.
E certo, recano grave nocumento alla razza dei giganti.
Solo a noi gli dei hanno assicurato i frutti della sacra terra della luce.
Quelle viscide e striscianti entità non possono che essere figlie delle tenebre.
E sono, è certo, portatrici di gravi pericoli per il nostro popolo.
Sono da eliminare integralmente.
Bisogna agire con urgenza.
Darci da fare imme-dia-ta-mente.
E al più presto!

Gli scienziati del laboratorio spaziale sperimentale avevano pareri assai discordi.
Forse, era un’opinione, i minuscoli invasori erano piovuti giù dal cielo.
Secondo qualcun altro, invece, erano germogliati dalla terra.
Come le mosche, i vermi, i parassiti.
Creature pari loro.
Probabilmente, dicevano quelli che si dicevano più informati, erano nati dalla carne putrefatta di qualche carogna animale in disfacimento nel cuore della foresta inestricabile.
Ma c’era anche chi pensava che fossero emersi dalle profonde oscurità inesplorate del cupo oceano spaziale, là, dal liquido cosmo in cui è immersa la celeste calotta luminosa che gli dei hanno posto, un giorno, come corona sulla testa dei giganti.
Ma di certo , eran d’accordo tutti, si può dire solamente che il loro aspetto è certamente ripugnante. e di sicuro si dovrà disinfestare ogni luogo su cui avranno posato le loro minuscole zampette.

6 pensieri riguardo “I GIGANTI

  1. E’ inevitabile…Credo sia da sciocchi pensare di essere padroni di una Terra. Ci sarà sempre qualcuno che vorrà, con diritto, farne parte. Perchè la Terra è una ed è di tutti quelli che la abitano. E perchè no?…Anche di quelli che eventualmente volessero venire ad abitarci,( chi può mai dire?) Capire questo risolverebbe credo, molti problemi. E’ questa forse, la grande utopia: un unico, grande, solidale ed empatico mondo umano.Ma umano davvero…nel senso pieno del termine
    Che bello sarebbe… Ti piace il mio sogno? Credo di sì, perchè probabilmente è anche il tuo, il nostro, Il sogno di tutti quelli che non sono capaci di abbassare le ali.
    Un sogno che nonostante la consapevolezza, l’amarezza, la disillusione, continua testardamente ed inspiegabilmente a dare segni di vita dentro di me.
    Non volermene se dico che probabilmente è solo un nascondere la testa sotto la sabbia, solo un’inspiegabile irrazionalità.
    Ma un sogno è un sogno… e tanto deve bastare.
    Ciao. Un abbraccio grande.

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  2. Mia cara Amica, e dimmi un pò, come potresti vivere rassegnandoti a quella visione del mondo che sta… sopra la sabbia, sopra al buco in cui vuoi nascondere la testa?
    Sei in grado?
    Ne sei capace?
    E perchè non lo hai fatto ancora, allora?

    Oppure non ne sei capace?
    Non sai rassegnarti?
    Non sai adattarti a quel mondo grigio e vuoto?
    No?
    E cosa ti impedisce di … normalizzarti?
    O chi?

    E no, mia cara snaturata Patrizia.
    Per quanto vuoi sforzarti sei proprio un’incapace!
    Resterai per sempre una sognatrice.
    Un’utopista.
    Un uccello con le ali sempre aperte a tentare il volo.
    Mi dispiace.
    Non potrai mai cambiare la tua natura.

    Un bacio.
    Piero

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  3. Verranno da quella calotta luminosa che gli uomini rinati dal coraggio e dalla speranza poseranno come ghirlanda sulle tombe dei giganti….
    Forse ancora sembra un’utopia ma piccoli segni ne segnalano l’inizio della realizzazione…. nel profondo dei cercatori di pace, di verità, di consapevolezza e condivisione…..
    Corro troppo? Ma per me è forte questa speranza!
    Buona domenica caro Piero!
    Fausta

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  4. Cara Fausta, spero con te, spero che in qualche modo, presto o tardi, l’utopia torni a rinascere.
    In realtà, per essere più preciso, credimi, carissima Fausta, io non ho nessun dubbio che tornerà, l’utopia, a riscldare i cuori ed illuminare il cammino degli uomini.
    Ne sono certo, perchè è da sempre che il cammino dell’uomo è illuminato dai sogni, dall’utopia, dall’impossibile.
    Non posso sapere se e quando rivedremo, noi, gli uomini rimettersi in marcia dietro qualcosa di bello, di alto, dietro quel sole che adesso pare tramontato.
    Vediamo, invece, le cupe ombre degli interessi economici rapaci, degli avvoltoi che si nutrono di sangue umano, di trafficanti di esseri umani…
    Ma siamo sicuri, il domani arriverà col suo sole, non v’è dubbio!!!
    Un abbraccio,
    Piero

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  5. Forse non toccherà a noi vederlo ma l’essenziale è che arrivi, per i nostri figli, per i nipoti, per il mondo a venire….
    Ma verrà, come il sole sorge ogni mattina anche se col cielo nuvoloso ci sembra che non ci sia….
    come le piante che sembrano morire d’inverno e a primavera sbocciano nuovi fiori….
    come le stelle che continuano a mandarci la oro luce anche se il loro ciclo è già finito…
    La natura è la nostra maestra….
    Buona serata Piero
    Fausta

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