IL NUOVO MONDO

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Diciamoci la verità, l’Unione Europea ormai è in agonia.
E’ malata grave.
Quasi finita.
Il voto in Spagna, ieri, ha sancito la nascita di movimenti che determineranno un cambio di rotta della politica attuale, fortemente euro-centrica, ovvero eterodiretta dalla visione rigorista tedesca.
In POlonia, poche settimane fa, i populisti destrorsi hanno riconquistato il potere e ridurranno quel Paese ad una nazione come l’Ungheria, prossima, anzi prossime, le due Nazioni, ad un neo-fascismo strisciante.
In Grecia, prima o poi, la sinistra di Tsipras tornerà a mordere il freno della politica di “annessione” eurotedesca.
In Francia, i recenti risultati delle elezioni regionali hanno sancito il crosso del partito di Hollande ed hanno messo il pallino nelle mani degli elettori di destra: i moderati di Sarkozy, più euroconvinti, contro i lepenisti, euroscettici fino in fondo.
In Gran Bretagna si voterà molto presto (metà del 2016 oppure 2017) per un referendum che metterà con le spalle al muro gli inglesi: Europa si, Europa no.
Con le spalle allo stesso muro, ci sarà tutta la Ue, che potrebbe diventare orfana, per la prima volta, di una delle nazioni faticosamente acquisita negli anni.
Sicuramente avrò dimenticato qualche altro elemento, a parte l’Italia, su cui non ho espresso valutazioni.

Un altro aspetto fondamentale ce evidenzia la debolezza del progetto europeo, oggi, è la bomba umana degli immigrati e del terrorismo che li sta manipolando.
Lo stesso terrore, infatti, guida i flussi di profughi e migranti verso le nazioni europee facendoli addensare là dove è più sensibile e fragile la gestione del fenomeno e brandisce le armi della violenza e degli attentati mettendo in ginocchio i Paesi che hanno – avevano – scelto la libertà di circolazione delle persone come modalità di realizzazione di uno spazio libero europeo.
I muri e le cortine di ferro hanno ricominciato ad alzarsi segnando, di nuovo, le linee di confini che sarebbero dovuti, invece, essere dimenticati. I morti si contano ogni giorno, come sempre, là, sulle coste, dove le onde sbattono i navigli contro gli scogli di una burocrazia posta a difesa di un benessere egoistico. Ma oggi quei morti si fanno sempre più numerosi e rumorosi.
Le misure di controllo per la prevenzione, presunta, degli attentati terroristici stanno limitando sempre più le libertà individuali, anche le più elementari, di pensiero, parola, circolazione e privacy.
Sotto questo profilo, le barriere di polizia si stanno facendo sempre più alte e pervasive.
La paura è il miglior detonatore per innescare la l’esplosivo antieuropeo.

Anche gli equilibri politici, o geopolitici, si stanno spostando drasticamente verso oriente.
La crisi siriana sta evidenziando che i soggetti politici più significativi, oggi, sono la Turchia, la Russia e, in prospettiva, l’Iran.
La Cina è un gigante economico forse fragile, ma politicamente è ancora sostanzialmente assente dallo scenario internazionale.
Un gigante addormentato.
Ma potrebbe svegliarsi all’improvviso, dato che i suoi capitali circolano impetuosamente nelle vene finanziarie del pianeta.
L’India è sempre sul punto di scuotersi dal torpore dolente in cui è caduto da alcuni anni. Se dovesse riprendere la sua spinta sulla strada del mercato capitalista, fornirebbe, insieme alla potenza cinese, un esercito sterminato di circa due miliardi e mezzo di nuovi consumatori.
Anche il resto dell’Asia, Russia a parte, è già sulla via del turbocapitalismo.
E gli Stati Uniti?
Sono in difficoltà, è chiaro.
Disorientati dal mutamento degli equilibri planetari.
Comunque, ormai, graurdano il pianeta dal lato orientale.
Consci che ormai è da quella direzione che giungerà il vento che gonfierà le vele del mercato.

E allora?
Cosa aspettarci per il prossimo futuro?
Incertezze e cambiamenti.
Ancora.
Viviamo un’epoca senz’altro incerta e, benchè il livello di benessere sia molto alto, almeno per noi occidentali, si affacciano all’orizzonte nuovi interlocutori, nuove culture, nuovi modelli di politici ed economici.
Fino a pochi anni fa l’Occidente era invidiato ma forte, potente e ben difeso.
Oggi, le sue difficoltà, che sono anche, come si è visto, di natura geopolitica, hanno aperto falle nella sua sicurezza che non sono soltanto quelle attraverso cui passano le armi e gli affiliati delle reti di terrore che si professano islamiste – ma che hanno a che fare con il vero Islam, tanto quanto il comunismo di Stato aveva a che fare con il capitalismo di fabbrica – ma anche, e forse soprattutto, le critiche ad un modello politico ed economico che porta sul volto i segni pesanti del tempo.
Sono passati circa 225 anni dalla rivoluzione borghese di Francia del 1789.
Oggi i codici di commercio napoleonici sono stati sostituiti dagli accordi planetari sul clima, dagli accordi internazionali sul libero scambio delle merci, dalle aree valutarie, monetarie e di libero scambio.
L’Euro, la moneta forte e debole degli stati della UE, oggi è sempre più stretto dentro la morsa di una formula che svilisce il disegno politico federale – se mai c’è stato un disegno di tal fatta – spingendolo negli spazi angusti di un’unione monetaria che non è neppure sostenuta da un esercito o da una flotta sotto bandiera comune.

Non ho, nè posso avere, ricette, mappe, per percorrere questo grande mare in fermento.
Mi limito ad invitare tutti a stare aggrappati al sartiame.
Fuori dai boccaporti passa un mondo nuovo, siamo in terre inesplorate, abbiamo la ventura di essere i primi a navigare in mari sconosciuti.
C’è qualcosa di meraviglioso in quest’avventura unica.
Ma c’è, al tempo stesso, di che restare impietriti dalla paura.
Eppure, già in passato ci furono epoche in cui gli uomini scorsero nei cieli, nei mari, nelle viscere della terra e negli anfratti delle leggi della natura, nuovi orizzonti mai immaginati prima.
Come quelli che intravediamo noi oggi.
Non può che darci un salutare sollievo questa nostra modesta consapevolezza.

3 pensieri riguardo “IL NUOVO MONDO

  1. Bella analisi, Effettivamente fa un po’ paura ma se rimaniamo uniti, attaccati alla zattera della vita, non sarà facile farci sopraffare. Il guaio è che questa unità manca o per lo meno troppe persone hanno ancora paura dei cambiamenti….

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