DIMISSIONI – Piccola autobiografia libresca

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Photo by Pierperrone
Photo by Pierperrone

Devo dire che questa volta il titolo del libro di cui voglio parlare non me lo ricordo bene.
O almeno, l’ho dovuto cercare su Google.
L’autore, invece, si, quello ce l’ho, ce l’avevo, ben stampato nella memoria.
Si tratta di Ignazio Silone.
L’autore di Fontamara.
Che è un libro molto bello.
E che ha formato oggetto della mia tesina di lettere della maturità.
Era il 1978 (sospirone di nostalgia…).
Ma non è di Fontamara che voglio parlare, bensì di un altro libro.
Un altro, un altro argomento, qualcosa di diverso, stasera.
Qualcosa di particolare.

I titoli dei libri, certe volte, fanno le bizze, tirano tranelli, tramano inganni.
Forse non sono loro, i libri, a nascondersi, ma è la memoria che fa certi scherzi.
O è l’età, come si vuole.
Insomma, s’inciampa, si cade, ci si rialza.
Si gioca a mosca cieca coi ricordi.
Ma…
Ma la trama del libro me la ricordo bene.
O più precisamente, il soggetto, l’argomento di cui si tratta.
Le lotte, gli intrighi, le speranze, i sogni, la fede…
La Chiesa.
Un Papa.
Anzi due.
La purezza e il peccato.
Il potere e il paradiso.
L’inferno e la congiura.

L’avventura di un povero cristiano.
Questo è il libro di Ignazio Silone di cui parliamo stasera.
Ed ecco qui l’adattamento televisivo che se ne è fatto negli anni ’70, la parte prima:
Consiglio vivamente di vederlo.
Davvero un consiglio spassionato, di cuore.
Un’opera fuori dal comune.
Un’opera che mette i brividi, come si vedrà, per tante ragioni, anche di estrema attualità.

E qui, poi, è la parte seconda:

L’avventura di un povero cristiano.
Il titolo, dopo alcuni tentativi (vino e pane, il seme sotto la neve…) me l’ha suggerito Google, alla fine.
Benedetto sia sempre, Google.
Per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
(Così, tanto per entrare nel tema).

Si tratta di una finestra sulla storia della Chiesa.
Una Chiesa in crisi.
L’elezione di un nuovo papa che tarda.
E allora sia fatto un papa, uno, purchè sia.
Ne servirebbe uno giusto, uno che si faccia largo nella mischia, uno che sappia fare il pastore di un gregge in gran sommovimento.
E invece viene scelto uno per sancire solo una tregua temporanea fra fazioni in lotta.
Fazioni famiglie.
Nella Roma medievale.
Ma quelle famiglie, i Colonna, i Caetani, sono rimaste ancora oggi.
Quello che è stato scelto per fare il buon pastore, però, è uno che invece ci crede veramente.
Nella fede, nella Chiesa, in Cristo.
Eppure è uno che sente di non avere la forza di sovvertire il potere.
Uno normale, uno come tanti.
Uno che vuole rimanere normale e, come tanti altri poveri Cristi, è uno che non ce la fa a combattere contro il potere.
E’ uno che non si vuole sporcare.
Uno che alla fine decide di ritirarsi dalla competizione.
Ma proprio per questo uno, poi, finisce che fa paura.
Uno così diventa un eroe semplice.
Un pericolo, un esempio da imitare e per questo da mettere in prigione.
Uno così ci mette poco a diventare un eretico, un peccatore, un infedele da condannare…
Non sembra una storia molto familiare?

Il libro, in realtà, racconta una storia antica, ai limiti dell’incredibile.
Una storia accaduta tanto tempo fa, quasi dimenticata.
Un lampo nel buio della Chiesa medievale.
Una storia lontana, che potrebbe sembrare anche un pò fiabesca.
Eppure, non è forse un libro profetico quello che narra di una storia come quella?
Ciò che viene narrato alla fine del XIII secol.
I nomi dei personaggi sono Pietro da Morrone, Iacopone da Todi, frà Dolcino, Benedetto Caetani, futuro Papa Bonifacio VIII, inventaore, nel 1300 (tomdo tondo) del primo giubileo romano.
Nomi che hanno il sapore dei ricordi liceali.
Nomi dentro una storia vera.
Una storia della Chiesa fatta di sangue, roghi, eresie, scomuniche, cigolii di catene, portoni di segrete, dibattiti teologicali e fiamme sfrigolanti.
Le fatue fiamme di falò oppure le fiamme eterne dell’inferno.
Poco importa, insomma, è una storia declinata al più remoto dei passati…
Questa storia però è quasi una profezia.
Non ci ricorda un poco ciò che sta accadendo oggi?
In forme meno cruente, certo, ma non per questo meno epocali e, sotto certi profili, altrettanto traumatiche.
Noi abbiamo visto, dopo settecento anni, un papa che ha dato le dimissioni!
E un papa dei poverelli ch’è subentrato al Sacro Soglio.
Siamo allibiti, certo.
Ma forse anche poco presenti a noi stessi: non ci troviamo, oggi, forse, di fronte ad nuova guerra nel seno di una Chiesa lacerata?

6 pensieri riguardo “DIMISSIONI – Piccola autobiografia libresca

  1. Fontamara! Anche per me stato libro di formazione, ricordo l’insegnante che me lo dette in prestito, poi l’ho comprato ed ho ancora voglia di mettere punti di domanda in giro😉
    Ripasserò per vedere i due filmati, lo prometto perché lo desidero.
    Ciao

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  2. Mi sono arrabbiata con Dante, anche se l’ho perdonato (perché non si può essere sempre d’accordo…e poi lui è quel genio che è) per via di Celestino V. Quella parola “Viltade” mi suona proprio male. Secondo me per lasciare il potere ci vuole un gran coraggio, non viltà.
    Silone penso di averlo letto tutto e questo è uno dei miei libri preferiti. Anni fa – in villeggiatura in Abruzzo – ho voluto andare a visitare il suo eremo.
    Certo la similitudine è sconvolgente…. un profezia che forse non riusciamo a leggere…
    Fausta

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    1. Non ti devi arrabbiare con il povero Dante.
      Forse voleva solo dire che si aspettava da PierCelestino perfino il sacrificio estremo e, comprensibilmente, l’essersi dimesso potrebbe essergli sembrata una viltà.
      Anche per me quel libro è stato uno dei preferiti.
      E quando ho visto lo sceneggiato (adesso, non allora, perchè in tivvù non l’avevo visto) il testo scritto mi è sembrato di una potenza e di una lungimiranza veramente profetici.
      Davvero una gran testa, Silone.
      Anche se poi adesso lo stanno mettendo in discussione con le polemiche sulla presunta complicità col fascismo…
      Ma le polemiche di oggi mi sembrano davvero sterili.
      Chi critica non ha nessun titolo per salire in cattedra se non quello di essere als ervizio del potere o di qualche momento di gloria.
      E comunque, anche se dovessero essere critiche reali, oggi, quale testimonianza i antifascismo porterebbero i critici contemporanei?
      No, si tratta solo di pretesti.
      Un caro abbraccio, Fausta.
      Piero

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  3. Ho visitato più di una volta la Basilica di Collemaggio ( l’ Aquila) voluta da Celestino v e letto il libro di James Redfield: “La Profezia di Celestino , un pò delusa ( parere mio, ovviamente)
    In questo nostro Viaggio i corso e ricorsi non sono sorprese, a volte
    Oggi come ieri, la chiesa, è sempre stata un covo di intrighi e potere
    Un caro abbraccio
    Mistral

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