PICCOLA AUTOBIOGRAFIA LIBRESCA – L’INUTILE

Mi piacque subito fin dal titolo, questo libro.
L’autore è un regista, Werner Herzog, uno di quelli che anche io, che di film ne vedo pochissimi, conosco un poco.
I film di Herzog che io ho visto sono “Aguirre furore di Dio” e “Fitzcarraldo” (ho trovato su youtube i due film, chi vuole può vederli cliccando sui titoli, anche se non sono italiano.
In tutti e due i film il protagonista era quel pazzo di Klaus Kinsky, attore e interprete oltre ogni limite del possibile.
Due film nella foresta tropicale.
Due film che raccontano storie di pazzia totale.
Due film in cui un uomo insegue un sogno assoluto.
Due film su quella forza interiore che spinge un uomo oltre le frontiere del senso e del buon senso..
Due film con un protagonista probabilmente pazzo rappresentato da un attore probabilmente pazzo.
E forse anche il regista è un pazzo, se ha osato girare film come questi.

Il libro l’ho trovato nello scaffale di una biblioteca romana, una di quelle meravigliose iniziative pubbliche di cui si parla sempre troppo poco.
Questa di cui dico qui è situata in un bibliocaffè, un locale che dentro ha, ovviamente, un banco bar, ma anche una casa editrice, un palco, per musica e altro, incontri di teatro, meeting politici, mostre di pittura, presentazioni di libri, laboratori di poesia e di recitazione, postazioni internet… ed anche la biblioteca comunale.
Caffè letterario, questo è il suo nome.
Non è fornitissima, come quantità di libri, ma è un bel posto in cui andare e passare un pò di tempo.
Alle volte, più o meno spesso, mi fermo a prendere un tè, ai tavolini, e spulcio fra le pagine di un libro, giro fra gli scaffali, sfoglio una rivista, passo un’ora.

Il libro l’ho trovato un pomeriggio, appunto, girando e guardando.
Il titolo già bastava da sè.
La conquista dell’inutile.
Io già ne ho un altro, con il titolo che trovo delizioso: Elogio dell’ozio.
Lo vidi e lo comprai, senza pensarci su neppure un momento.
Era un saggio di un sociologo famoso, che raccoglieva considerazioni su questa speciale attività al negativo, partendo da un titolo di Bertrand Russell, intorno al tema dell’ozio creativo.
Ma di ozio, o meglio otium, si occuparono anche autori dell’antica Roma di primaria importanza, Lucrezio, Cicerone, Sallustio, Catullo, descrivendo le mille qualità di quest’attività meditativa che accresce ed arricchisce l’animo, purchè non lo si intenda in forma decadente, come accidia, o noia, come magari, in qualche romanzo di fine ottocento.

Il titolo valeva già da sè.
Perchè parla di una lotta, di una conquista, di un’impresa.
L’autore mi era noto, come già ho detto, e mi ha quindi incuriosito scoprire di quale “inutile” impresa si sarebbe mai parlato nelle pagine di quel piccolo volumetto.
Si, perchè non sono poi molte pagine.
La conquista dell’inutile ha a che fare con l’utopia.
Con la conquista di un sogno.
Anche questo sarebbe potuto essere un giusto titolo.
Così, ho allungato la mano e l’ho preso.

E’ la storia di quello che sta dietro alla realizzazione del film Fitzcarraldo.
La pazza storia di un regista pazzo che decide di girare un film pazzo su un imprenditore pazzo che vuole portare la musica lirica in giro su un fiume dell’Amazonia.
Costruire un teatro nell’Amazonia e farci cantare Enrico Caruso.
Che cerca anche di aprire nuove vie ai commerci.
Il sogno di costruire un teatro d’opera in mezzo al nulla.
A Manhaus, nel luogo più caldo, umido, intricato e pericoloso che c’è sul pianeta.
E per girare il film non vuole servirsi di sale di posa, studi cinematografici, scenari fotomontati, effetti tecnici, luci ed altre diavolerie artificiali.
No.
L’idea è chiara.
Il film deve essere girato dal vero.
Nel centro della foresta.
Nell’Amazonia.

Il libro comincia raccontando l’impresa di raccogliere i fondi.
Fra i ricchissimi produttori californiani.
Tra ville e ricevimenti vip.
Dove la foresta è solo una lontana location di cui si parla in giardini ben pettinati e dove le selvagge tribù native sono solo truppe disciplinate di fedeli giardinieri.
Quindi, la prima impresa pericolosa, e veramente disperata, è stato di riuscire a rimediare i finanziamenti per realizzare l’opera mirabile.
Poi, solo dopo, i pericoli reali della foresta, e del fiume, e della pioggia, e dei selvaggi, e delle frecce velenose, e degli animali di ogni specie, durante la lavorazione del film.

Mille pericoli veri.
Ragni e serpenti velenosi.
Ombre di indios che si sporgono dall’ombra della riva, armati di frecce al curaro.
Improvvise piogge tropicali.
Secche inesauribili.
Febbri e bollori.
Ed assalti di furore.
Baracche di legno e villaggi primitivi.
Due navi di legno da tenere a bada sulla corrente impazzita.
E sempre due navi di legno da trasportare a spalle fin sulla cima di un monte.
E fango, e piogge.
E correnti volubili, rivi fluviali, fasciame da issare a spalla…
E sentieri sperduti nella foresta vergine…
Cos’altro, per rendere disperata un’impresa oltre il limite di ogni ammissibile ragionevolezza?
Una bella febbre venefica che vorrebbe portarsi via tutta la troupe?
Oppure la paura che fa capolino nelle capanne di legno immerse nell’afa notturna fra i mille suoni della foresta pluviale?

Eppure il film lui l’ha girato, perchè davvero io l’ho visto.
Fitzcarraldo.
Con la splendida Claudia Cardinale.
E con la voce tenorile di Enrico Caruso.
E la pazzia di Klaus Kinsky.
E, naturalmente, con la disperata volontà di Werner Herzog.
E le mille altre comparse.
E gli indio della foresta, protagonisti impegnati per giorni a lavorare nel film.
Quest’opera non si potrebbe definire altro che folle.
La conquista di un sogno.
La conquista dell’inutile.

Annunci

5 pensieri riguardo “PICCOLA AUTOBIOGRAFIA LIBRESCA – L’INUTILE

  1. La conquista dell’inutile è la più esaltante delle imprese.
    Lo sai quando ebbe inizio l’alpinismo l’uomo era ancora intento a scoprire nuove terre e sorgenti di fiumi, l’alpinismo fu classificato proprio come la più inutile delle conquiste e a me l’alpinismo piace 😉

    Liked by 1 persona

  2. Così ho da vedere i film oltre a leggere il libro…. sono sempre interessanti le tue scelte, particolari, stimolanti!
    Questo libro, in particolare, mi attira…da bambina mia madre mi chiamava “L’artista delle cose inutili” e da buona romana l’otium fa parte del mio essere….non l’ozio che è speco di tempo, ma quel tempo quieto che lascia spazio ai ricordi, alla meditazione, al silenzio, anche alla noia, perché no….
    Ogni tanto (dovrei dire ogni poco, purtroppo) vado alla meravigliosa Biblioteca delle Oblate, dietro al Duomo, biblioteca e spazio culturale nello splendido ex monastero delle sure Oblate. Penso che ti piacerebbe molto….
    Caso mai capitassi a Firenze….
    Un caro saluto
    Fausta

    Mi piace

    1. Caso mai capito a Firenze ti chiamo, ho sempre il tuo numero, a per la biblioteca c’è posto e piacere.
      I libri che racconto non sono consigli, cara Fausta, ma racconti.
      Racconti di libri letti sempre con piacere; gli altri, quelli magari noiosi o meno interessanti, me li tengo per me.
      Un abbraccio,
      Piero

      Liked by 1 persona

  3. Sì, sono racconti ma talmente coinvolgenti che ogni volta vorrei avere quel libro a portata di mano per scorrerne le pagine e vedere quali sensazioni mi mandano….
    Un abbraccio
    Fausta

    Mi piace

I COMMENTI SONO GRADITI

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...