PICCOLA AUTOBIOGRAFIA LIBRESCA – L’ARCOBALENO

Un bel libro deve sempre avere qualcosa di magico.
Così leggere, l’esperienza della lettura, diventano qualcosa di fantastico, suggestivo, meraviglioso.
Appunto, magico.
A me, infatti, piacciono i libri che sono così, hanno questa caratteristica di mettermi in contatto con il mondo della magia.
Anche se, vorrei precisare, io parlo di una magia speciale, niente ciarlatanerie, niente superstizioni, niente credenze, niente inganni o cedimenti all’ignoranza o all’irrazionalità.
Parlo della magia di un libro, cioè, di quel potere sovrannaturale che solo certi autori posseggono, che solo i veri maghi sanno esercitare.
Parlo della magia che si spande dalle pagine di un libro quando si raccontano certe storie.
Secondo me bisogna raccontare storie speciali, per impregnare le pagine di un libro di certe speciali magie.
Scegliere le storie e coglier le parole giuste per raccontarle.
Questi sono gli ingredienti giusti per questa misteriosa pozione magica.

Perchè parlo di magia?
Cos’è, questa magia che cattura quando si legge un libro?
La magia è qualcosa che, si sa, ha a che fare con i sogni.
E particolarmente col sogno più grande di tutti, quello che l’uomo sogna fin dagli albori della sua storia, il sogno di dominare la natura.
Innalzarsi sopra le leggi stabilite della vita e della morte, per piegarle al proprio volere.
In questo sogno, la magia diventa il mezzo con cui l’uomo vorrebbe farsi dio e sfruttare la natura rendendola schiava, obbediente, ordinata e disciplinata.
La natura, lei, sempre così imprevedibile e volubile, indipendente, libera, ingovernabile…
Mi viene in mente Micky Mouse, l’apprendista stregone – storia tratta da un’antica fiaba tradotta da un papiro egizio di poca tolomea e che ho trovato in un (altro) libro (di cui non parlo, qui)  – e la sua ridicola e goffa pretesa, fallita sul nascere, di prendere il controllo sulle forze oscure della vita, quelle che, nel cartoon, animano l’acqua, elemento libero e irrequieto.
La stessa forza che abita in tutti gli elementi naturali…
Sogno di follia.
Questa è magia cattiva, magia nera, diciamo così.

La magia di un libro, invece, è una magia di altro genere.
Ha a che fare col sogno, si, ma con un altro genere di sogno.
Parlo della magia che c’è nel sogno dei sapienti, dei saggi, dei filosofi.
Parlo del sogno forse irrealizzabile della conoscenza.
Non so se si tratti di una magia migliore di quell’altra, o di un sogno, in definitiva, meno impossibile.
Ma forse quest’altro sogno è un sogno carico di un desiderio tanto potente da innalzare l’uomo sull’altare degli dei.
La conoscenza, forse, la conoscenza del tutto, è l’appannaggio, il segno, lo scettro della divinità.
Non è forse il frutto dell’albero proibito, ed il divieto assoluto di mangiarne, il primo comandamento, il primo ordine, il primo divieto che la divinità ha impartito alla povera creatura discesa dai rami?
Alla scimmia non era proibito.
All’uomo, invece, si.

Il desiderio di rubare agli dei quei frutti così nutrienti è il sogno più alto che l’uomo possa fare.
Forse alla mia età è puerile credere a questo genere di storie, eppure, nonostante la punta di cinismo che gli anni si portano appresso, o di più matura dose di consapevolezza, ma a me sembra possibile scorgere una chiara differenza fra il delirio di onnipotenza della magia “nera” che vuole comandare sul mondo, ed il sogno pieno di desiderio del sapiente che aspira alla “conoscenza”.
Questa, forse, è una magia buona.
In quella differenza, che è anche la differenza fra il bene e il male, corre la storia dell’uomo, il concetto stesso di evoluzione.
Forse, chissà, la storia della bestia ignara che scende dall’albero e, cercando la conoscenza, lentamente e faticosamente, si evolve man mano che mangia di quel frutto proibito, è la storia della magia buona.
Fra il delirio di potenza ed il desiderio della conoscenza si svolge il cammino dell’uomo su questa terra.
Un cammino dal mondo del male che procede verso quello del bene.
Non so se sia davvero così che va raccontata la storia dell’uomo.
Ma a me piace, è bello crederlo, pensarlo.
Così, la storia dell’uomo, la magia di un sogno, la storia della magia buona, diventa la storia della conoscenza.
E poichè la conoscenza è un processo graduale che procede lentamente, credo si possa anche anche raccontare la storia della sua evoluzione.
E forse, chissà, allora si può anche dire che l’evoluzione dell’uomo è la stessa evoluzione della conoscenza…
Chissà.
Se non fosse che nella mente faccio una rapida ricognizione delle mie scarse nozioni di storia e vedo un andamento che ha a che fare più con le curve spirali che con le rette diritte, mi verrebbe da pensare che sarebbe davvero molto bello poter credere in una storia così.
Ma, almeno nella magia, nel sogno, nel desiderio, perchè non dovrei crederci?

Il libro “storia dell’arcobaleno” racconta una delle mille magie del sogno della conoscenza.
Racconta, per dirlo con un’immagine, il continuo prelevamento dei frutti da uno dei rami di quell’albero proibito.
Furono condannati come furti, quei prelevamenti, quei raccolti non autorizzati.
Ma, in ogni tempo, scribi, sapienti, filosofi e scienziati… insomma il fior fiore del genere umano ha attinto con gusto, avidità e nessuna parsimonia a quell’albero benedetto.
Questo libro è il racconto di un sogno che accompagna tutta la storia dell’uomo.
Un sogno, la storia di un sogno, che tiene testardamente in equilibrio l’uomo sulla via della conoscenza.
Questo libro racconta il cammino, incerto ma determinato, dei tanti uomini sapienti che hanno cercato di spiegarsi uno dei misteri naturali più belli, più incantati, più magici che si possa vedere ad occhio nudo sulla terra.
Anzi, in cielo.
L’arcobaleno è infinita fonte di sogni, desideri, incantamenti poetici, speculazioni filosofiche e scientifiche.
Ogni uomo o donna, di fronte a questa magia del cielo, resta incantato: si sprigiona nei nostri cuori quel sentimento di stupore che mette il fuoco nelle parole dei poeti.
Ed anche gli studiosi di ogni tempo sono restati così, a bocca aperta.
Ma poi, superata la meraviglia dell’incanto, si sono interrogati.
Cos’è, quali leggi lo regolano, come è possibile.
In fondo, ci chiederemmo noi, più ignorantemente, di cosa è fatto un arcobaleno, come si raggiunge, da dove nasce, e dove porta, reggerà il nostro peso, chi lo messo in quel punto, cosa c’è davvero al di là ….
resta mistero ciò che non si riesce a svelare.
E, in qualche modo, resta ancora misteriosa la natura di questo effetto naturale così meraviglioso.
Almeno in parte.
O, almeno, in ciò che ancora neanche la scienza moderna è riuscita a spiegare.
Si, perchè, quel fenomeno che è magia, è manifestazione del divino, aspirazione dell’uomo al cielo e al numinoso, non ha trovato ancora una spiegazione scientifica completa.
Insomma, gli scienziati ancora guardano con meraviglia immutata al cielo ed all’arcobaleno.
E meno male che loro ancora nel cielo scorgano infinite domande!
Ho il terrore del momento in cui qualcuno dirà: bene, ormai abbiamo già tutte le risposte!

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2 Replies to “PICCOLA AUTOBIOGRAFIA LIBRESCA – L’ARCOBALENO”

  1. Amico caro, tu parti dalla magia dei libri. Non posso non condividere. Molti libri letti anche se avrei vouto leggerne molti di più (ma c’è ancora tempo, no? :-)) quasi tutti belli, alcuni molto belli, ma solo pochi davvero magici…Il perchè alcuni libri ti rimangono dentro in modo particolare, non lo so. Perchè alcune storie diventano quasi parte di noi e della nostra anima non lo so, ma è meraviglioso che sia così. E poi, fai caso, quando quei libri speciali li rileggi, non importa quante volte, ogni volta ti lasciano qualcosa di nuovo: nuovi pensieri, nuove emozioni, nuove interpretazioni. E’ incredibile…
    Un abbraccio.
    P.S. Bellissimo “Fantasia”. Da quanto tempo non lo rivedevo…
    Grazie!

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    1. Mia carissima Patirizia,
      E’ proprio di quella magia che volevo parlare; tu lo sai, perchè ami i libri come me. Certo, non tutti, perchè solo alcuni conoscono la strada per penetrare nell’anima nostra, noi siamo tanti, noi esseri umani, intendo, e loro, allora, devono dividersi il fardello, il compito, il lavoro… perchè deve essere duro scavare quelle gallerie dentro il nostro duro essere umani.
      Per me quella magia serve a farci conoscere qualcosa di noi e del mondo.
      Ed è tanto.

      Permettimi, come amore, di offrire anche un bacio a tutte le maestre ed i professori, che aprono le nostre porte, per primi, sbarrate dall’ignoranza.
      Dopo di loro, i libri possono continuare il lavoro.

      Un abbraccio,
      Piero

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