Il discorso integrale di Papa Francesco al Congresso – Corriere.it

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Il nostro mondo sta fronteggiando una crisi di rifugiati di proporzioni tali che non si vedevano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Questa realtà ci pone davanti grandi sfide e molte dure decisioni. Anche in questo continente, migliaia di persone sono spinte a viaggiare verso il Nord in cerca di migliori opportunità. Non è ciò che volevamo per i nostri figli? Non dobbiamo lasciarci spaventare dal loro numero, ma piuttosto vederle come persone, guardando i loro volti e ascoltando le loro storie, tentando di rispondere meglio che possiamo alle loro situazioni. Rispondere in un modo che sia sempre umano, giusto e fraterno. Dobbiamo evitare una tentazione oggi comune: scartare chiunque si dimostri problematico. Ricordiamo la Regola d’Oro: «Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te» (Mt 7,12). Questa norma ci indica una chiara direzione. Trattiamo gli altri con la medesima passione e compassione con cui vorremmo essere trattati. Cerchiamo per gli altri le stesse possibilità che cerchiamo per noi stessi. Aiutiamo gli altri a crescere, come vorremmo essere aiutati noi stessi. In una parola, se vogliamo sicurezza, diamo sicurezza; se vogliamo vita, diamo vita; se vogliamo opportunità, provvediamo opportunità. La misura che usiamo per gli altri sarà la misura che il tempo userà per noi…:

Il discorso integrale di Papa Francesco al Congresso – Corriere.it

8 pensieri riguardo “Il discorso integrale di Papa Francesco al Congresso – Corriere.it

  1. Mi piacerebbe che non restassero SOLO PAROLE e che gli ascoltatori le mettessero in pratica. Cosa rimarrà di questo viaggio del Papa e del suo discorso? Non lo so, voglio sperare che porti un frutto nel futuro anche se questi incontri, queste cerimonie a volte le trovo inutili ed un tantino ” ipocrite” . Commozione, applausi e poi tutto come prima. Oggi sono pessimista. Scusami.

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  2. Nessuna scusa, anzi, condivido molto.
    Una cosa, però, ed è la ragione per cui ho pubblicato il discorso dopo averlo letto.
    Trovo che in questo Papa ci sia più coerenza di comportamenti di quanto normalmente la chiesa non abbia di solito. E difatti, al di là dei consensi televisivi, gli osannatori di professione e gli incensatori di facciata, ci sono molte divisioni e molti contrasti, intorno a papa Francesco.
    I poteri terreni, che si fanno sentire anche nella chiesa, non credo gli vogliano poi così tanto bene come potrebbe sembrare.
    Trovo che Francesco abbia messo molto l’accento sui deboli, i poveri, i derelitti, gli ultimi; credo che abbia messo la croce, invece, sui potenti, i venditori di braccia e di armi, i prepotenti senza scrupoli, gli sfruttatori di terre e di uomini.
    E mi sembra che oltre a fare bei discorsi cerchi anche concretamente di far seguire i fatti alle parole.
    Sono rimasto molto impressionato dalla forza con cui ha trattato il tema dei migranti, ma anche dei poveri e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla terra.
    Tutti temi molto sensibili.
    La pace, la misericordia, il rapporto con gli altri … oggi tutto è mercificato, tutto ha un prezzo, tutto si compra e si vende.
    Lui mette l’attenzione su questo marciume.
    E con coerenza cerca di indirizzare gli uomini verso … una via migliore.
    Non mi aspetto che faccia i miracoli, ma è una consolazione, a volte sentire discorsi forti che parlano dell’uomo, che volgono al bene dell’uomo.
    Non mi aspetto neanche che i politici americani si convertano, oppure che il mondo occidentale si trasformi improvvisamente in una assemblea di santi.
    Però, Francesco, Obama, Malala, te la ricordi, la ragazzina Pakistana che tentarono di uccidere per affermare una visione del mondo oscurantista, forse qualcun altro, sentire discorsi forti fa bene.
    Oggi si sentono solo discorsi deboli, magari urlati a squarciagola per farli sembrare più forti, ma senza successo.
    Apre il cuore che ci siano uomini che parlano forte al cuore di altri uomini.
    Io ci credo alla forza delle parole, se sono supportate dalla coerenza dei comportamenti.
    Anche se non ho l’illusione che il mondo si aggiusti improvvisamente perchè tutti rinsaviscono o si convertono, sono certo che il lavoro della “cultura”, cioè delle parole vere, dell’educazione e dell’esempio siano l’unico strumento per liberare l’uomo dallo sfruttamento, dall’ingiustizia, dalla sopraffazione.
    Nell’ignoranza, invece, si resta schiavi.
    Ho trovato VERE le parole a mezza voce di Francesco.
    Hanno rimbombato in quell’aula di politici e politicanti.
    Ma rotoleranno anche fuori da quelle quattro mura, e qualcuno le ascolterà.
    Qualcuno allora forse si metterà in cammino.
    Anche se sarà uno soltanto, a me basta la speranza che ciò avvenga.
    Per questo ho pubblicato quel discorso.
    Un caro saluto,
    Piero

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  3. Anche a me piace molto papa Francesco soprattutto perchè quello che chiede agli altri, lui lo pratica. Non posso fare altro che darti ragione su tutta la linea, mi hai fatto riflettere e tirato fuori da un momento di pessimismo. Grazie Piero.

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  4. Ho letto con attenzione, quanta ne merita, questo discorso: se si vuol capire vi si legge tanto di più di quello che è detto…. lo si può leggere con superficialità ed allora è una carezza, mentre in realtà è un pugno in pieno viso, un urlo “sveglia, non perdiamo altro tempo”!
    Grande questo Francesco che vuole riportare il cristianesimo alle sue origini evangeliche, la fede al suo valore forte e concreto!
    Mi ha fatto molto piacere sentirlo nominare Thomas Merton, di cui amo i libri – primo fra tutti “La montagna delle sette balze” – forse meno conosciuto tra i quattro Grandi..
    Grazie Piero, tra la semina e il raccolto passa sempre tempo, ma intanto qualche piantina comincia a spuntare…
    Con affetto
    Fausta

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  5. Grazie a te, e bentornata.
    Mancano, di questi tempi, i discorsi di alto profilo, quelli che si vogliono ancorare a grandi principi ed ideali.
    Si sprecano invece quelli che prendono a pretesto cause ideologiche o religiose.
    Ormai viviamo nella società del messaggio, ma occorre dare il giusto significato a questo termine.
    Potrebbe sembrare che finalmente il messaggio, i messaggi, il contatto fra le persone sia diventato il valore fondante, la caratteristica prevalente di questa società. La chiamano “social”, no?
    Ma il termine messaggio individua una mera comunicazione formale, fredda, superficiale, estetica, apparente. In definitiva, vuota, falsa, sorda.
    Comunicare dovrebbe significare mettere in contatto due mondi, due realtà, due diverse anime, e per contatto diremmo qualcosa non di superficiale e istantaneo, ma qualcosa si profondo e continuativo.
    Il social di oggi è per lo più privo di comunicazione vera. È sordo e per auesto finisce per essere muto.

    Francesco invece secondo me comunica, anche con chi non è d’accordo con lui.
    Lui mette sul piatto la sua persona, quando parla, e chiede a chi ascolta di mettersi in gioco a sua volta.
    Per questo è molto forte il suo messaggio.
    Ma non per questo, secondo me, lui è molto amato, almeno dai potenti di varie appartenenze.
    Anzi, credo che lui percepisca benissimo la distanza fredda con cui molti potenti tengono a distanza i suoi messaggi.
    Il Congresso americano, fra questi, così come l’apparato europeo, inclusi gli stati, francese, tedesco, eccetera….
    Immagino che lui veda i migranti come persone, uomini come lui, come figlio di migranti si è presentato ad Obama, indicandolo come altro fratello di genitori migranti.
    Obama è un altro uomo che si è messo in gioco molto fortemente, ma il sistema americano lo ha imbrigliato e si è immunizzato. Troppo potenti i dollari per essere sconfitti da lui.
    La stessa lotta è in atto in Vaticano.
    Le regole dei due mondi sono molto differenti, ma non possiamo essere in alcun modo certi che il papa avrà la meglio sui potentati purpurei.
    Io penso che loro sanno aspettare.
    Morto un papa se ne farà un altro.
    E vedremo che cosa accadrà dopo…

    Un caro saluto,
    Piero

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  6. Caro Piero, sicuramente questo papa è migliore dei suoi predecessori. Servono parole forti. Da chiunque vengano, sono importanti.
    Quello che mi porta a smorzare l’entusiasmo è che la storia del sistema chiesa è troppo, troppo lontana dal Bene. E finchè si fa parte di un sistema così complesso come essa è, vedo difficile un cambiamento davvero radicale. Forse lui ci sta provando, ma tu lo sai… come sono… sento puzza d’interessi di facciata…
    Con il rispetto e il beneficio del dubbio che ognuno merita, questo sicuramente.

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    1. Sai bene anche tu come la penso.
      Mi fa piacere che ci sia lui, adesso, a dire cose alte e fare cose umili.
      Ma la storia bimillenaria della chiesa è molto tortuosa, sale e scendo, è piena di tornanti e meravigliose vette…
      Io la tratto dal punto di vista terreno, non entro in questioni religiose, e per questo sono stato contento di un discorso anche ispido e pungente, dato l’uditorio che il papa aveva davanti.
      Il resto… sta nella lotta degli uomini, per farsi liberi ogni giorno.
      Un carissimo abbraccio,
      Piero

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