Un messaggio di dignità al mondo. La scelta di Alexis Tsipras

Io lo ribloggherò, perché una dialettica politica è necessaria, in Italia, in Europa, ma anche nel mondo.
Per questo è necessario sostenere anche posizioni eterodosse, non allineate, eretiche per l’ideologia dominante.
Però con una considerazione chiara.
Questa non è una vittoria.
E’ una sconfitta per tutti.
Per gli europei, che si sono allineati alle tesi integraliste del Fondo Monetario di Washington, che non hanno prodotto altro che macerie sociali dove sono intervenuti con le loro ricette da salasso del malato.
Ma è una sconfitta anche per i greci.
Sarà drammatica la situazione, dopo l’uscita dall’euro.
Non so se è chiaro cosa voglia dire vivere con un’economia di cartone, con una moneta di cartastraccia e con stipendi da terzo mondo (per i più fortunati, gli altri invece non avranno neppure quelli).

Purtroppo il ricatto è vero.
O si è allineati o si è contro.
È la guerra monetaria che ha sostituito quella armata.
Cosa succederà con il referendum?
Vincerà la tesi della “bella sconfitta”?
Eroica, come Epaminonda alle Termopili.
Tuttavia, morto troppo giovane.
Oppure i moderati “borghesi” sconfesseranno la scelta di Tsipras e Varoufakis?
In Grecia si apriranno scenari inquietanti.
Alba dorata, il neofascismo, o i neocapitalisti ortodossi… stanno dietro l’angolo, come falchi, squali, avvoltoi…

Una visione più ampia era necessaria.
Adesso resta la sconfitta.
Che si porta appresso anche le speranze degli altri, spagnoli, italiani, portoghesi…
Saremo ribaltabili, più di prima.
Adesso sappiamo che non si può essere “contro”.
Non c’è una via alternativa.
Il governo greco doveva essere appoggiato e reso consapevole della sua estrema forma di “resistenza”.
Purtroppo, la politica, a sinistra, non ha saputo guardare verso orizzonti più larghi dell’ aut aut.
Euro o vecchie monete?
Allora, noi italiani, almeno, con un sussulto d’orgoglio, scegliamo il “sesterzio”.
Per secoli fu Moneta europea ed assicurò benessere e prosperità.
Almeno, come l’euro, per coloro che sapevano esportarlo sugli scudi!

Essere Sinistra

All’una di questa notte, Alexis Tsipras, ha diramato questo messaggio di cui presentiamo la traduzione in italiano circolante in rete. 

E’ per noi la voce più alta e nobile sinora ascoltata in risposta alle folli richieste del Fondo Monetario Internazionale e le Isttuzioni europee. E vogliamo che tutti i nostri lettori ne comprendano il senso. Il senso della libertà e della democrazia. Che rinasce dalla Grecia.

La Redazione

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«Amici greci,
da sei mesi il governo greco combatte una battaglia in condizioni di soffocamento economico senza precedenti, per implementare il mandato che ci avete dato il 25 gennaio.
Il mandato che stavamo negoziando coi nostri partner chiedeva di mettere fine all’austerità e permettere alla prosperità ed alla giustizia sociale di tornare nel nostro paese.
Era un mandato per un accordo sostenibile che rispettasse la democrazia e le regoli comuni europee, per condurre all’uscita finale dalla crisi.

Durante questo periodo di…

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4 pensieri riguardo “Un messaggio di dignità al mondo. La scelta di Alexis Tsipras

  1. Cosa accadrebbe se la Grecia stampasse miliardi di €uro senza copertura inondando il mondo di carta colorata?
    Forse da questo punto di vista bisognerebbe apprezzare l’onestà di Tsipras.

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    1. Beh, idea abbastanza originale, ma non troppo: se ricordi, anche l’ex cavaliere di casa nostra propose la stessa ricetta.
      Sappiamo poi come è andata.
      Resta che con il crollo di lunedì sono stati bruciati (dicono così, no?) 250 miliardi dalle borse europee (ma non da quella greca, che, prudentemente, era rimasta chiusa), pari a tre quarti dell’intero debito pubblico di Atene (non quello annuo, in scadenza, non la rata, che sono bruscolini, ma proprio l’intero debito cumulato, pari a circa 300 miliardi).
      Se avessero “rimesso i debiti” cristianamente, oggi, a parità di salasso, staremmo stappando champagne in tutta Europa (e oltre!).
      Non c’è della vera follia in tutto ciò?
      Dobbiamo estendere all’Europa ciò che Flaiano diceva per l’Italia:
      La sitauzione è grave, ma non è seria!

      Salutone,
      Piero

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