TRAMONTO SU MARTE

Tramonto del sole sul pianeta Marte - Photo by ANSA. Per l'articolo cliccare sull'immagine
Tramonto del sole sul pianeta Marte – Photo by ANSA. Per l’articolo cliccare sull’immagine

Non riesco a trovare altre parole che Estasi, Meraviglia, Miracolo, Incantesimo.
Come Astolfo sulla luna, in cerca del senno di Orlando, il paladino di Carlomagno, nell’Orlando furioso del Tasso, agli inizi del 1500, questa fotografia ci porta con gli occhi su un altro pianeta.
Solo le immagini dell’astronauta Armostrong che posa il primo piede umano sulla stessa luna di Astolfo, in quella diretta televisiva in bianco e nero che, nel lontano 1969, ci tenne attaccati alle tivvù ancora con lo stabilizzatore ed uno, o forse solo due canali, solo “il piccolo passo di un uomo ma un grande passo per l’umanità” ci diedero un’emozione come quella che svela questa foto.
Assistere al tramonto su un altro pianeta.
Essere testimoni oculari della vita dell’universo.
Si, della vita, perchè in quel tramonto blu c’è la vita di ciò che si muove, di ciò che muta, si trasforma, diviene, c’è il senso del tempo, delle mutazioni, dei cicli, della natura.
Ecco, la natura, l’ambiente di cui l’uomo è parte.
Ambiente più vasto del pianeta che abitiamo, immenso, infinito, incommensurabile…
Non bastano la mente umana, la ragione, la scienza, gli strumenti e le macchine per dare una misura di quella vastità che si può misurare solo col cuore.
Eppure, per quanto vasto e immenso sia, l’universo, un cuore è grande abbastanza per contenerlo tutto.
In tutto o in parte.
Ma se il cuore dell’uomo è una caverna così ampia da offrire riparo all’intero creato, c’è da dire che in quelle profondità così insondabili, purtroppo, non riesce a giungere sguardo umano, luce solare, brillar di stelle: chè quelle che il cuore sa vedere sono altri luccicar di astri, frutto dei sogni, delle immaginazioni, delle creazioni artistiche, sono chimere e fantasticazioni…
Invece, da questa stasera, siamo testimoni oculari di un fenomeno quotidiano, regolare, ordinario e ripetitivo, ma anche unico, assoluto, tremendo e devastante, perchè se è vero che la normalità delle cose che appartengono alla natura sta nel loro ovvio, stolido ripetersi, l’osservazione diretta di quei fenomeni, quando sono così speciali ed unici ad essere posti sotto i nostri occhi, devastano ogni precedente rappresentazione della piccolezza umana.
Ecco, siamo minuscoli, granelli di sabbia, pulviscolo immateriale.
Ma negli occhi ci rimane impressa quell’immagine, quelle montagne, quel cielo, quel calar del sole, che non appartengono al mondo nostro.
Sono un mondo nuovo.
E qui, nuovo, è parola che assume un significato mai visto precedentemente, che ai miei occhi non si era mai presentato prima!

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8 Replies to “TRAMONTO SU MARTE”

    1. Cara Mistral, è vero, siamo piccoli in questo infinito, però, in questo infinito siamo gli unici che hanno occhi, o sguardo, abbastanza acuti per vedere la Bellezza di questo spettacolo!
      Un bacione,
      Piero

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  1. Faccio miei tutti gli aggettivi con cui hai iniziato questo articolo. Aggiungo Magia…perché – diciannovenne – il mio cuore è volato sulla luna con l’Apollo 11 ed ha deciso che l’infinito del cielo è meraviglioso come l’incanto della terra.
    Gli occhi riescono a guardare quello che sembra invisibile… questo stupendo tramonto del sole e le immagini che ci manda Curiosity da Marte, la nostra terra vista dall’alto, come se ci sdoppiassimo nell’infinito, dalla ISS ….
    Che sogno! Nelle notti serene scruto il cielo ma l’inquinamento luminoso mi rende quasi cieca….solo poche stelle, spesso solo i pianeti, riescono a sfondare il nero e cerco di ricordare quando da bambina il cielo era puntellato da miriadi di stelle e vedevo perfino la Via Lattea!!!!

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    1. Beh, è davvero una magia quel tramonto sul pianeta alieno.
      Solo che… una volta era il pianeta rosso, mentre, chissà perchè, adesso l’hanno fatto diventare il pianeta azzurro … che una volta, invece, era la terra: ma qui lo capisco, con l”inquinamento e il riscaldamento globale, forse l’azzurro si è sbiadito e si è perduto; così, l’hanno rimesso in funzione lassù .
      Un salutone,
      Piero

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  2. Bellissima immagine, straordinaria. Un’immagine che trasporta i nostri sogni, mette loro le ali, ci fa emozionare e fantasticare. Come non rimanerne colpiti, come non emozionarsi, come non sentirci piccola parte di tutta questa meraviglia che è il nostro universo…e di questo essere felici ed orgoglioso.
    Però Amico caro, quanto vorrei che tutte queste belle emozioni ci servissero per riflettere anche sulla fortuna di vivere su un pianeta meraviglioso che stiamo distruggendo. Come vorrei che queste immagini potessero farci comprendere l’importanza di tutelarlo, di trattarlo come una fragile cosa preziosa che ci consente di vivere e gioire delle emozioni, di sognare e fantasticare…
    Come vorrei che “il cuore dell’uomo fosse sempre e per davvero una caverna così ampia da offrire riparo all’intero creato.
    Un bacione

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  3. Eh, lo so, hai ragione.
    Dovremmo preoccuparci di più della Terra, del nostro pianeta, e della vita, degli uomini, della nostra storia e del nostro futuro.
    E invece?
    Palmira è in mano ai barbari.
    E’ il simbolo di un’epoca in cui l’irrazionalità, la prepotenza, l’arroganza, la violenza sono diventati vincenti.
    La paura del diverso, dell’altro, della varietà, delle sfumature, delle discordanze hanno preso il volto fascistoide del nuovo segretario leghista, compagno di merende dei suoi colleghi ladri e corrotti, eppure tanto televisivo…
    E’ un brutto mondo, questo, adesso.
    Forse non riesco a vedere il bello che c’è intorno, forse sono troppo incazzato.
    Non lo so.
    Ma resta quella/questa foto.
    Resta che quella foto materializza il desiderio di un altro mondo, di un tempo migliore, di un futuro radioso.
    Il sole che tramonta sulla superficie di un altro pianeta ci insegna che esistono altre realtà che non vediamo, ma che esistono lo stesso.
    Come il bene, anche se non lo vediamo, continua ad essere da qualche parte.
    Prima o poi ci apparirà dinanzi.
    Noi continuiamo a cercarlo, a lavorare per tenergli un posto.
    Cos’altro potremmo mai fare?
    Sai che la rassegnazione è impossibile.
    Almeno, forse lo è.
    E fino a quando questa convinzione, questa fede nel Bene resta accesa, come una candelina, una scintilla, noi continuiamo ad ardere.
    E’ la vita, Amica mia.
    Io la chiamo così.
    Un bacio anche a te.
    Piero

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