IL MAESTRO (1)

Photo by Pierperrone
Photo by Pierperrone

Non so se riuscirò a raccontare la mia pazzia fino in fondo.
La pazzia, alle volte è un lucido programma, un progetto pianificato fin nei minimi dettagli, è una folle idea che s’intromette fra la mente e la vita e ne condiziona ogni sviluppo, ne compromette ogni possibilità di reagire e rifiutarsi di obbedire, di salvarsi.
La pazzia è quella cosa che vuoi fare ad ogni costo, alla quale non puoi opporsi, non ti puoi rifiutare, ti lega, ti obbliga e alla fine ti condanna.
Ma nella pazzia vi è una lucidità, alle volte, che è all’estremo della ragione, al limite, al confine, fra il possibile e l’impossibile, e non è detto che, ogni volta, ciò che inizialmente appare impossibile, e quindi potrebbe essere considerato folle, o frutto di pazzia, poi, in realtà, non si dimostri, invece, solo un sogno che si è potuto realizzare, un’impresa, o meglio, un’avventura che si è voluta vivere d ogni costo.
E quando il successo arride ad un’impresa difficile, ardua, estrema, alla folle lucidità di un sognatore, o, più ancora, all’ispirazione assoluta di un artista, allora, anche la pazzia, o il suo intervento nella realtà quotidiana diventa somma e sublime realizzazione dell’animo umano.

Ebbene io sono un artista, no, io sono l’artista.
Anzi, no, io sono l’Artista.
Io sono colui che ha nell’anima il bisogno assoluto di realizzare la somma aspirazione di ogni artista.
No, devo riuscire a spiegarmi, in questo modo non è chiaro in che modo io sono l,artista assoluto, il sommo, il più grande, colui che vuole realizzare l’ideale dell’arte nella misura a cui nessun altro è riuscito, prima d’ora, nemmeno di tentare.
Io sono un musicista.
Un autore, come si dice in volgari parole.
Ed ho anche un discreto successo, si, sulle scene, sui palcoscenici di tutto il mondo.
Le mie serate fanno il pieno nei migliori teatri del mondo.
Praticamente ogni sera è un successo, un successo dietro l’altro.
Il mio nome è sui cartelloni, sulla stampa, nelle riviste specializzate ed anche in molto dotti saggi e volumi.
Non sono più giovane, purtroppo.
Ma è solo con l’andare avanti degli anni che ho compreso la mia aspirazione, il mio sogno, il mio bisogno di assoluto, il mio desiderio di realizzare ciò che nessun altro, prima di me, ha saputo neanche concepire, immaginare, sognare…
Il mio desiderio di toccare la vetta dell’arte è smodato, senza limite, oltre ogni passione, al di là di ogni umana capacità di resistere.
È il possesso dell’animo umano, del mio animo, da parte di un demone, una belva crudele, che mi asseta, mi sottomette, mi domina, mi possiede, ed al quale io non posso ribellarsi.
E nemmeno lo vorrei!
Ribellarsi!?
E perché?
E a che cosa?
Al sogno di realizzare l’arte nella più assoluta pienezza?
Al folle progetto di compiere l’opera più alta che l’ingegno e l’estro di un uomo abbiano mai progettato?
Alla possessione demoniaca che ordina di donare all’uomo il capolavoro più alto di tutti?
Alla pazza idea di realizzare l’impensato, di immaginare l’immaginato, di osare l’inosato?
Se è follia, pazzia, tutto questo, ebbene, si, io, allora sono pazzo.
Ben potete, allora, domani, dare in pasto alla stampa, all’opinione pubblica che io, l’artista, il pianista noto e affermato, il maestro, il vero maestro, il Maestro che è stato finora osannato dalle folle fino al delirio, ebbene si, egli, ora, delira a sua volta!
Si, se è questa la pazzia, allora, viva la pazzia, sia lode ad essa, si canti, si brindi, si levino calici ed osanna alla Pazzia!

Non so se riuscirò a raccontare la mia pazzia fino in fondo.
Ogni artista ha, nel cuore, il fuoco della passione.
È un fuoco alla massima potenza.
Un essere umano non potrebbe resistere alle temperature che ardono nel cuore di un artista vero!
Un uomo qualunque fuggirebbe spaventato, dinanzi ad un incendio di tal genere.
E, di notte, quando quelle fiamme bruciano più violente ed alte che mai, finirebbe, una normale creatura di Dio, per desiderare di porre fine ad una tortura tanto dolorosa, e presto, fra lancinanti strazi, deciderebbe di porre fine a tale forma di inferno.
Ma per un artista quel fuoco è vita!
Per un artista quell’inferno è la chiesa nella quale si celebra ilarità della Creazione!
E creare, per un artista è gesto divino, è l’innalzarsi al cielo e contendere il trono a quell’altro Creatore che non seppe, comunque, porre, poniamo, in musica il Creato.
Ma un artista, ogni artista, cosa fa?
Quale miracolo mai compie?
Non è forse sono la vanità della presunzione a fargli aspirare ad un Seggio così alto?
Se si tratta di trarre da un elemento, poniamo, la pietra, la figura che vi vive dentro imprigionata, quale miracolo mai sarebbe quello compiuto dall’artista di così limitato mezzi?
No, io aspiro ad altro, a qualcosa di più alto, alla vera opera della creazione artistica, la più completa e assoluta.
Io ho già assaporato la vana gloria della composizione, della creazione, dell’ordinamento degli elementi che danno luogo alle vibrazioni ordinate della melodia ed a quelle selvagge del ritmo.
Io già conosco il successo.
Conosco la sua vacuità.
Il vuoto della fama.
L’animo mio, l’animo dell’artista assoluto, dell’Artista, del Maestro, non si accontenta di una così misera messe.
Le masse osannanti?
Le sale in delirio?
Applausi e bis, e nuovi applausi e nuovi bis?
È questo che dovrebbe saziare la sete e la fame di Assoluto che mi divora e mi possiede?
Oh, com’è ingenua l’idea che mettere sul pentagramma una nuova composizione, fosse pure la più ardita e perfetta, possa soddisfare la mia brama!
Non l’avrei mai chiamata al mio fianco, la dea Pazzia.
Non avrei mai parlato di demoni e possessione e deliri notturni!

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6 pensieri riguardo “IL MAESTRO (1)

  1. Mamma mia, Piero, come può una mente piccola come la mia capire “la pazzia” ?
    Dunque ho cercato di comprendere cosa volevi esprimere ma penso di aver compreso ben poco.
    Sei divorato dalla passione per la musica, immagini scene deliranti di folle che ti applaudono per poi alla fine concludere che non è questo che può saziare la tua fame e sete di Assoluto.
    Per me solo Dio che è l’assoluto per eccellenza può farlo. Qualsiasi arte, musica, poesia, letteratura, è sempre limitata e solo in parte può soddisfarci.

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    1. Cara Lucetta,
      se avrai la pazienza di continuare a seguire questa storia, forse potrai fartene un’idea un pò più chiara.
      Se sarò capace di proseguire, ci sarà un seguito, e allora…
      Un caro saluto,
      Piero

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  2. Credo che qui il tema sia l’Arte vera, (o almeno questo è cio che credo di percepire dalle tue parole) e l’anelito dell’uomo artista di arrivare sempre più in alto, sempre più in profondità nella sua capacità di creare. Fino al punto di creare qualcosa che non esisteva prima. Ogni musica, ogni scultura, ogni quadro, ogni opera letteraria ha in sè le tracce di altre cose passate, già fatte. Il creare qualcosa di assolutamente nuovo, mai esistito. E’ forse questo ciò di cui parli?
    Ma non basta, Creare qualcosa di assolutamente nuovo e al tempo stesso Vero, qualcosa che scaturisca davvero dal proprio unico sentire che, anche se non compreso, possa ESSERE espressione di sè allo stato puro. Sono il plauso, il successo, la fama a dare il sigillo di arte alla creazione umana? Bella domanda… Forse è proprio la pazzia che non viene compresa se non, a volte, solo dopo, molto più tardi…Per questo l’Artista vero non se ne preoccupa ma insegue la sua pazzia, vi si abbandona, ci si nutre e ci si ammala anche.
    Un altro pensiero mi viene: l’arte come tentativo dell’uomo di svelare una sua ipotetica essenza divina, quasi volesse, attraverso essa dimostrare che dio non è altro che il riflesso di se stesso nell’atto sublime di una creazione.
    Ciao Piero, buona domenica e un abbraccio.

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  3. Mia cara Patrizia,
    se riesco a scrivere la seconda parte come vorrei forse ci saranno risposte alle tue domande.
    Al momento, non aggiungo altro per non togliere suspence all’attesa.
    A presto,
    Piero

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  4. Questo fuoco che brucia dentro, che ha bisogno e urgenza di trovare il suo sbocco e la sua espressione, che DEVE dare al mondo – ma prima di tutto all’Artista stesso – questa nuova creatura che è più di tutto quello che già esiste, che è novità assoluta….
    Questo fuoco che brucia dentro…. lo sento nella vita di alcuni Artisti che per questo fuoco si sono “regalati” alla pazzia…..+
    Questo fuoco…che può arrivare al punto di darsi la morte….
    Spero che tu riesca a trovare le parole per dare seguito a questa avventura ….

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