PRIMO MAGGIO (Pensieri sciolti)

PrimoMaggio1

Primo maggio.
Uomo e lavoro.
Il lavoro, merce rara, ormai, di questi tempi.
Un desiderio, una fantasia, un sogno….
Primo maggio, uomo e lavoro.
Si, ma un uomo cos’è?

Cos’è un uomo?
Cos’è mai un uomo?
Terra e sputo di un dio.
Carne, sangue, umori, amori.
Chimica e fisica degli elementi.
Cellule, organi, apparati, materia.
E questo non basta, tutto questo non basta.
Cos’è un uomo, allora?
Cos’è oggi un uomo, ancora?
La meccanica ha trasformato l’uomo in un meccanismo complesso.
L’elettricità lo ha animato di nervi, impulsi, palpiti, lampi, fibrillazioni e defibrillatori.
L’idraulica, l’ingegneria, l’elettronica lo hanno modellato, montato, smontato e rimontato, mosso, scosso, connesso disconnesso…
Un uomo cos’è, infine, oggi?
Chilometri di canali vascolari, matasse di reti neuronali, grovigli e ammassi di derma, fluidi, plasma e flussi…
Una macchina, un organismo ibrido, hardware…
Ma …
E il software?
Macchina bionica, estensione di protesi, sensi, sensori e organi virtuali comandano, ormai, le connessioni che interlacciano fibre nervose ed elettroconduttori.
Naturale e artificiale fusi e confusi in una creatura meta-fisica.
Masse cellulari manipolate e qualificate, valorizzate, geneticamente modificate, ibridate e sfruttate…
Verrà il tempo del maggese, come un weekend o il tempo delle ferie.
Rigenerazione della terra e della carne, come pile da ricaricare.
E poi verrà anche il tempo del blackout.
Cos’è un uomo?
Madre, padre, figli, fratelli, sorelle, mogli, mariti, clan, comunità, società…
Cos’è un uomo?
Vita e morte.
E mi accorgo che maternità, paternità, nascita, parentela, e anche vita e morte, sono ormai concetti mutanti, mutevoli, definizioni metamorfiche, proteiformi…
Panta rei…
Quanto suona consolatoria la voce dell’antico filosofo, che invocava la mutazione continua come un flusso spontaneo della natura delle cose…
Ma come suona inquietante, oggi, quella voce, ora che l’inimmaginabile è divenuto possibile ed è ormai a portata di mano!
Potremmo scoprire che dio non è altri che uno scienziato in un laboratorio, e l’umanità nient’altro che un esperimento in una immensa provetta.

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8 Replies to “PRIMO MAGGIO (Pensieri sciolti)”

  1. L’uomo è un continuo divenire e io aspetto con ansia, aspetto ancora nonostante tutto, lo sai Amico caro… Non credo che riuscirò a vedere l’Uomo nuovo, se mai ci sarà, però…aspetto ancora, per quanto mi sarà concesso.
    Buona festa del lavoro!
    P.S questa volta te lo lascio un regalo: questa canzone che mi è balzata alla mente leggendo il tuo racconto.

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  2. Vedi? Non conoscevo neanche questa qui, di canzone, eppure Guccini si che l’ho frequentato fin da quando ero ragazzo…
    Grazie moltissimo del regalo.
    Mi fa piacere assai.
    Poi, che dire dell’Uomo nuovo?
    Verrà?
    Ci sarà un tempo nuovo?
    Io e te siamo della generazione che si è mossa per andargli incontro, a quell’Uomo nuovo, ma il lungo cammino ci ha stancati, e a un certo punto ci siamo seduti ad aspettare…
    Ma non credo che andare o aspettare bastino a contenere l’esperienza della nostra vita, sai?
    E’ che la vita va, cara Patrizia mia, va, e sai che la metafora che preferisco per dire come e dove va è quella della zattera nell’oceano infinito.
    Noi siamo su quella zattera, tutti, quelli che vanno, quelli che tornano, quelli che aspettano e anche quelli che non sanno o non vogliono o vorrebbero scendere…
    Tutti andiamo su quella zattera, e l’oceano che attraversiamo non è qualcosa di indefinitamente esistenziale, almeno non per me. E’ una precisa esperienza terrena, di vita, la nostra, il nostro tempo, il progresso, le trasformazioni, le novità, le rivoluzioni, gli sconcerti, gli sgomenti, le ansie, le paure, le ossessioni…
    Questo si prova ad andare in zattera nell’oceano.
    Questo siamo.
    Ma ha anche il sapore della meraviglia, l’avventura di questo viaggio.
    Assaporiamo il gusto di trovarci al di là delle colonne d’ercole di ogni tempo e di ogni generazione prima della nostra, questo almeno sotto tanti punti di vista, in particolare proprio quelli che sgomentano di più…
    E allora, noi, noi siamo i primi in questo oceano, noi siamo come pionieri, come esploratori, come cercatori di tesori, come vedette, sentinelle…
    Stiamo assistendo all’inveramento della fantascienza e del fantastico – generi letterari che mi hanno sempre entusiasmato – e chiaramente siamo un pò spaventati.
    Ma, sinceramente credo che nè tu nè io preferiremmo scendere alla prossima stazione, o nel prossimo porto…
    Un abbraccio,
    Piero

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  3. Nemmeno io ho ancora voglia di scendere…nonostante tutto…
    Anche se con più fatica resto ferma su quella zattera che va, un po’ in avanti, un po’ indietro…ma non si ferma, navigando tra meraviglie ed errori, tutti insieme – volenti o nolenti.
    Quello che cerco di fare è restare dalla parte di chi cerca il vento che porti novità…. e le novità le vedo sotto questi esperimenti che mi fanno un po’ paura… come in un bosco al di sotto delle foglie cadute spuntano piante nuove….
    Anche se riesco a proteggerne una non sarà stata vana la vita….

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  4. Carissima Fausta siamo davvero tutti sulla stessa barca, sballottati e un pò sottosopra, ma come potremmo mai desiderare di far finire il nostro viaggio-avventura?
    Oggi, se qualcuno riuscisse ad inventarsi un’esperienza del genere, si farebbe pagare profumatamente per portarci in giro … e invece noi andiamo gratis !!!
    No, a parte gli scherzi, credo che siamo anche fortunati a vivere un tempo come questo: in fondo… non c’è tempo per annoiarsi, per invecchiare e … per fare arrugginire i nostri attrezzi! Dobbiamo tenerci al passo e aggiornarci, ci piaccia o no… e anche se non ci piacesse mica potremmo scendere…
    Altro che salvare una sola foglia, noi dobbiamo salvare foreste intere, coninenti, universi che ancora dobbiamo scoprire!!
    Un abbraccione, Nonnafausta!
    Piero

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  5. “Potremmo scoprire che dio non è altri che uno scienziato in un laboratorio, e l’umanità nient’altro che un esperimento in una immensa provetta.”

    Se facessi una tale scoperta per me sarebbe la fine di tutto, niente più avrebbe senso.

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  6. Credo che in ogni caso si devono fare i conti con la realtà, qualunque essa sia.
    Io non so esattamente quale sia la verità, o quale realtà l’umanità costruisce, o ha costruito o costruirà.
    Il senso ai propri giorni lo costruisce ognuno, con la propria coscienza, i propri sentimenti, la propria visione della vita.
    Io sono un viaggiatore, diciamo così, che si guarda meravigliato intorno, a volte spaventato, a volte stupito, mi faccio tante domande, Lucetta, e più delle risposte, resto in ascolto delle domande che ognuno si fa, perchè credo che la verità di ognuno sia più nelle domande che nelle risposte.
    Sono molte le risposte che si sono ritenute verità, dall’alba dei tempi ad oggi, ma nessuna, credo, sia stata in grado di sostenere un’intero giro della terra su se stessa: da oriente ad occidente si giustappongono tante risposte, alle volte si sovrappongono, altre volte si prendono per meno, altre volte ancora si cercano ma si perdono… le risposte finiscono per acquietare l’ansia con cui si vive questo nostro affascinante viaggio nella Vita; ma sapremo se sono anche una Verità solo quando sarà troppo tardi. Per molti, lo so, in quel momento si apre una nuova vita, quella promessa ed eterna. E’ splendido e auguro che sia così.
    Io, a mio modo, resto un viaggiatore.
    Un carissimo saluto, Lucetta, e grazie del commento.
    Piero

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    1. Grazie Piero. Ho letto con attenzione ed apprezzato tanto la tua risposta. Tu resti un viaggiatore ed anch’io resto una viaggiatrice in cammino verso la vita eterna in cui credo fermamente. Ciao Piero e grazie a te. 🙂

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