ZINGARI

Photo by ANSA
Photo by ANSA

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

BERTOLT BRECHT (1932)

Nel 1932 vennero a prendersi Berlino…
Ora stanno tornando a prendersi il resto…

Pierperrone

12 pensieri riguardo “ZINGARI

  1. Mi trovo ad abitare da tre settimane in un feudo leghista, ti dirò dove, lo smantellamento dello stato sociale è il loro fulcro, mostrare nemici dappertutto, spostare l’attenzione all’esterno per fare le vaccate più immonde con il voto dei c…., insomma la vedo dura ma comincio a divertirmi e aspetto un loro passo falso, però la smettessero giornali e parlamentari a dar fiato ai cretini, questi su quelle frasi ci vivono, certe espressioni le senti in tram o al bar e certamente non ci si fa caso perchè gli ubriachi parlano sempre a sproposito. Salvini usa la grappa per lavarsi la faccia, non è nemmeno un parlamentare se non facesse comodo a qualcuno gli estremi per una denuncia ci sarebbero già, mi chiedo perchè non venga fatta e chi lo protegge, ma tant’è …. se ti chiami Grillo o Salvini più castronate spari più alimenti il gioco dell’antagonismo.

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  2. Caro Piero, questa è la realtà purtroppo. Se non ci toccano personalmente, tutto quel che sappiamo essere, dire, fare, è indifferenza. E l’indifferenza, lo sappiamo bene, è stata sempre portatrice di disastri. Lo so bene, perchè ci vivo in questa fogna e mi vergogno, dio se mi vergogno d’esser veneta… Tu non immagini quanto questa gentaglia abbia presa nelle mie zone,
    Bisogna dare alle persone gli strumenti per comprendere e in questo anche la scuola ha fallito e mi chiedo perchè? Dove sta l’errore? Noi, con tutti i nostri progetti sull’intercultura, sulla prevenzione del razzismo e della discriminazione, sull’educazione al dialogo, al confronto, all’accoglienza… Dove abbiamo sbagliato e dove stiamo sbagliando?
    Io una riflessione l’ho fatta: la scuola fa, con difficoltà, ma fa. Ma si è creato uno scollamento con tutto il resto. Non c’è più continuità e condivisione di obiettivi tra scuola e società.
    A scuola si fa, nei limiti che ci consentono di fare, ma poi, se il brodo barbaro in cui galleggiano i nostri ragazzi( media, ambiente culturale, famiglia…) è più forte… è sempre o quasi il nostro braccio a cedere. E il disegno non è ancora terminato, è molto ambizioso. Perchè la distruzione della scuola pubblica è alle porte, la libertà d’insegnamento se ne sta andando e con essa le pur poche possibilità di cambiare qualcosa. Posso dirti che ho paura?
    Un abbraccio

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  3. Caro Paolo, poi mi dici dove ti trovi.
    Intanto le tue parole mi parlano di un posto e di un luogo triste e degradato, culturalmente, intendo.
    E’ stato il dio denaro, a fare tutti questi danni.
    Arricchirsi vendendo l’anima al diavolo.
    Non è la prima volta e non è il primo posto dove è successo.
    Non so dire di più.
    Non posso prevedere il futuro, nè nel bene nè nel male.
    Posso solo dire che ai momenti brutti seguono quelli belli.
    Che dopo il tramonto viene l’alba.
    Dopo il degrado la ricostruzione.
    Da sempre l’uomo ha fatto così.
    Noi, quelli della nostra generazione, abbiamo già vissuto “il miracolo”, e non mi riferisco a quello economico.
    Adesso… abbiamo quest’altro spettacolo davanti.
    Se vivremo abbastanza, vedremo di nuovo anche il sorgere del sole (ed è una metafora! non occorre che fai gli scongiuri sotto al tavolo!!!! Sporcaccione!).

    Un abbraccio,
    Piero

    P.S.
    Insistendo sei riuscito a postare il commento: prendilo come una metafora della vita, o almeno della politica….

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  4. Mia cara Patrizia,
    come sai, una parte della mia famiglia è lì, dalle tue parti, in Veneto.
    A Vicenza.
    In parte sono informato e so capire quello che dici.
    In questi ultimi tempi mi hanno descritto anche lo sconcerto, la smarrimento, il panico che si è diffuso da quelle parti per effetto della crisi economica.
    Sono rimasti… nudi.
    Hanno perso le certezze.
    E anche il pudore.

    Certo, è triste scoprire come è fatto un uomo nudo, nudo nell’anima intendo.
    Come un cadavere in putrefazione.
    E’ quello che mi descrivi anche tu, anche se, poichè sei un angelo, non usi parole sconce come le mie.
    Ma mi descrivi i sentimenti che provi di fronte a quegli zombie.
    E poichè sei un angelo, resti inorridita.
    Ma sei l’angelo che porta un pò di anima a quei ragazzi, cosa vuoi di più?

    Si, lo so, vedi e tocchi l’impoverimento culturale, la desolazione, il vuoto che si sta diffondendo intorno a noi, come una malattia contagiosa, un morbo, una peste…
    La scuola, che dovrebbe essere il luogo di cura, sta diventando invece un lazzaretto.
    Lo so, amica mia dell’anima.
    Ho un figlio che è all’università e combatte la sua battaglia.
    Ed io, come suo… scudiero, soffro, in questo periodo.
    Come te.

    Però, mia cara Patrizia, non riesco a ridurre in cenere la brace della speranza.
    Io ci credo davvero che là, dietro l’angolo, c’è il mondo migliore.
    Lo vedo, mi pare quasi di poterlo toccare.
    Poi, però, la mia mano resta impiastricciata della melma quotidiana.
    Ma non posso fare a meno di sperare.
    E non è una speranza disperata, no.
    Io vedo altri come me.
    Vagano a tentoni, come noi, ma ci sono.
    Stanno qui, a fianco nostro.
    Io, tu, Fausta, Paolone, Francesco… per esempio, qui sul blog.
    Siamo inutili?
    No.
    Stiamo facendo la nostra lotta.

    Domani il sole si alzerà di nuovo.
    Oggi, è vero, c’era già il sole.
    Ma ieri, o ieri l’altro, o l’altro giorno prima, non c’era forse il temporale, la tempesta?
    E cosa l’ha convinta a calare la testa?
    Non lo so.
    Ma qualcosa, una forza del tempo, l’ha sconfitta.
    Lo stesso destino toccherà all’ignoranza.

    Mi dici che poi, un giorno o l’altro tornerà a piovere?
    Certo.
    Hai ragione.
    E lotteremo, allora, ancora una volta, la nostra semplice e non eroica battaglia.
    La nostra vita quotidiana.
    E’ questo che siamo.
    Non siamo altro.
    Poco?
    Molto?
    Ma perchè usare un metro, una misura?

    Un bacio, amica mia,
    Piero

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  5. Quello che non riesco a capire è come riescano a far tanta presa sui giovani e su persone che ritengo intelligenti! Ma…e mi ripeto… è che io vengo da un’altra epoca, dal tempo del dopo guerra con i suoi slanci verso il futuro, un futuro che fosse condiviso da tutti…
    Fortunatamente vedo anche adesso tanti giovani – e parlo di giovani perché sono il futuro, i meno giovani sono già vecchi, morti dentro, con l’unica voglia di seminare odio, quell’odio di cui sono pieni…. e in questo poggio la mia speranza….
    Un abbraccio…

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    1. La speranza, lo dico sempre, non può morire mai.
      La vita di ognuno, bella o brutta, o anche orribile e tremenda, è speranza fattasi carne.
      In fondo è ciò che anche Salgado (nell’altro post che ho pubblicato ieri) ci mette sotto gli occhi con le sue foto e non solo quelle dell’ultima Genesi, ma anche quelle dei diseredati, dei più miseri, dei perseguitati, dei reietti… anche in quelle condizioni estreme c’è chi sogna, chi sorride, e tanti che sperano, tutti!
      Vedere la vita e sperare guardando i giovani, cara Fausta, è l’atteggiamento giusto.
      Noi dobbiamo continuare a sentirci e ad essere vivi.
      E so che tu, io, e gli altri amici di questa pagina lo siamo, tutti, con calore.
      Altrimenti non staremmo neanche a parlarci.
      Un caro abbraccio,
      Piero

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  6. Se un parlare così fa presa sui giovani e non , è perché il tessuto sociale è marcio fino al midollo. Oggi siamo tutti stanchi di quello, quello e l’altro ma… c’ è un Ma. Grande come questo mondo: è il Ma dell’ abitudine a tutto e il Ma delle chiacchiere da bar e del menefreghismo .
    Un abbraccio
    Mistral

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    1. Mia cara Mistral,
      è proprio l’abitudine, il benessere acquisito, l’assuefazione al superfluo a generare questi mostri della ragione.
      Purtroppo, l’uomo, la vita dell’uomo, il destino dell’umanità, viaggiano come su onde, che salgono e scendono e la storia è proprio quest’andare dell’onda…
      Poi, però, l’uomo è anche ragione, coscienza, responsabilità: e sono certo, sono i più numerosi i casi come questi, anche se poi non si fanno notare, non fanno notizia.
      In fondo il soggetto che ho messo nella foto non trovo pericoloso, piuttosto volgare e ignorante.
      E in quanto volgare e ignorante mi dà fastidio e mi offende.
      E’ questo che volevo evidenziare nel post.
      E non credo affatto che abbia possibilità di successo nella politica italiana, almeno non più di una rendita parassitaria di posizione – un altro mangiapane a tradimento, un altro grillo parlante.
      Pagheremo con le nostre tasse anche la sua quota di democrazia…
      Un caro abbraccio,
      Piero

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  7. Mi ero promesso di non parlare di politica nel blog e nemmeno commentare questo delicato argomento. Credo di poter mantenere la promessa. Di fatto il tuo post non la tratta. L’articolo fa riferimenti storici, attinenze con il nostro quotidiano.
    Vien da pensare : – la storia si ripete ! – E’ sempre successo, e…. si ripeterà. Nel nostro paese cosa succederà ? Cosa dovremo aspettarci ?
    Sarà necessario che il popolo si divida in più parti ? (e sarà bene ricordare l’adagio “divide et impera! – ) Personalmente sono molto tranquillo, ricordo il commento che ti scrissi quando eri preoccupato per la rivolta dei “forconi”. Era imperativo ignorarli. Si dissolsero in breve.
    Avremo la flemma sufficiente ad azzerare le preoccupazioni ? (pre – occupare non ho fatto latino, ma la parola ha origine da occuparsi prima …. ma di che ? non ci fa stare bene !)
    Potranno i nostri toni pacati attenuare la presunzione di certi loschi individui ?
    Riusciranno gli italiani dotati di umiltà ed accettazione ammansire gli arroganti di potere ?
    Il soggetto nella foto non è pericoloso, condordo con te, ma oltre ad essere volgare e ignorante è anche incoerente e questo speravo che qualcuno l’avesse capito. Mi conforta un fatto : – c’ è una grande quantità di informazioni di basso profilo su questi temi, ma quello che conta è l’informazione di qualità, e non importa che sia urlata. I post che pubblichi sono per “non dimenticare” ; credo che siano nella direzione giusta. Ne dovremo tenere conto.

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    1. Caro Roberto,
      innanzitutto grazie, per la compagnia e l’amicizia e anche per le tue idee pacate.
      Anche io penso che in sè e per sè il soggetto della foto non sia davvero politicamente temibile.
      Sono abbastanza sicuro che il suo populismo fascistoide non prenderà una maggioranza politica, anche perchè, fortunatamente, il populismo berlusconista è ormai al tramonto (o oltre).
      Ma la deriva populista, in Italia, è molto consistente (e forse non solo in Italia, ma anche in giro per il mondo…), ecco questo è evidente. E’ consistente ma, per fortuna, divisa in tanti segmenti: dico per fortuna perchè se si unissero, allora il pericolo sarebbe davvero serio per le nostre fortune (o, sarebbero, sfortune) italiche.
      Quanto ai forconi, caro Roberto, non era tanto la preoccupazione, quanto l’indignazione: la matrice reazionaria ed eversiva era evidente, devianze piduiste, scarti di antistato e cellule di antipolitica, ma è possibile che questo lerciume potesse liberamente occupare le piazze e addirittura dovessimo vedere le forze dell’ordine – una parte, solo una parte, perbacco! – levarsi i caschi in segno di deferenza?
      Perchè quando passano gli studenti, invece, si continua a menare manganellate a tutto spiano ancora adesso, pure se gli studenti non sono altro che bamboccioni disorientati ed avviliti?
      C’è una deriva ideologica in questo Paese, caro Roberto.
      Passa per l’antipolitica, per un desiderio strisciante di interruzione della democrazia, che ha radici nel senso di inadeguatezza e di smarrimento che sta attraversando il popolo italiano.
      Se vedi nelle pagine del blog di questi giorni passati, trovi anche qualche scritto che in senso astratto, diciamo figurativo, tratta questi temi…
      Questa è la realtà che vedo davanti agli occhi, in questo periodo.
      Poi c’è la politica, di profilo abbastanza scadente, direi, ma poichè la politica è l’immagine precisa del popolo che la esprime, almeno in democrazia (ma forse non solo…) piuttosto che parlare di politica o del popolo italiano, preferisco chiudere qua.
      Non prima di un caro saluto (come state voi? Simonetta? E la ragazza? Noi stiamo bene, tutto sommato, non ci lamentiamo).
      Piero

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      1. Complimenti Piero, da poche righe di commenti germogliano nuovi articoli. Mentre analizziamo la nostra società riusciamo a cogliere solo il fragore, le urla, le divisioni, posizioni di difesa arroccate e fuori dai tempi. Io sogno un po’ troppo e in articolo recente nel mio blog ho perfino concepito una piccola utopia per il prossimo millennio. Forse per rialzare la testa tutti insieme, occorre che gli italiani prima la abbassino, e non sospinti dalla forza come qualcuno forse auspica, ma dalla umiltà e dalla condivisione. Ma….. forse sto ancora sognando ! Piero ricambio il saluto, noi tutti bene, grazie, un abbraccio a tutti.

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