FOSSE ARDEATINE, di Luchino VISCONTI

Luchino VISCONTI
Luchino VISCONTI

Sembra che la storia non abbia preso lezione dalla memoria.
Ogni volta che scorre il rosso sangue, l’odio il cuore acceca.
Solo questa cecità consente al boia d’eseguire la condanna.
E’ una forma di amnesìa volontaria, che nasconde la crudeltà.
Anche oggi, oggi, giorno di ricordo, da qualche parte, il mondo
piange.

4 pensieri riguardo “FOSSE ARDEATINE, di Luchino VISCONTI

  1. Amico mio, che cosa possiamo dire? Tutti i giorni dovremmo commemorare qualcosa, ricordare chi è morto per odio, per sbaglio, per ingiustizia, per un ideale.Chi è morto tanto tempo fa, chi muore ancora oggi. Che tristezza…Si dice che la storia è maestra…Tu credi? Lo credi davvero Amico mio? La storia dovrebbe essere maestra di vita, vorrebbe tanto esserlo, ma se mi guardo intorno…il dubbio mi viene. La storia è maestra di vita ma l’uomo è troppo stupido per comprenderlo, troppo avido di potere.Ciò che resta sono queste anime, la loro vita, la loro morte. Solo questo possiamo, far loro una carezza con il ricordo.
    Un abbraccio

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    1. Sono d’accordo con te, amica mia, completamente. Infatti le mie parole sono di rabbia, o di frustrazione, forse. Speranza poca. Ottimismo sempre; però (ma quello é in cura dallo psicologo). Un abbraccio. PIERO

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  2. C’è sempre un luogo al mondo dove si piange, anzi ce ne sono tanti..sempre di più.
    E ci sono tanti luoghi al mondo dove si sparge il sangue dei fratelli, troppi, tante vite falciate dall’odio, dalla violenza, dalla disattenzione…Non solo non abbiamo memoria… sembra che ci sia un’attrazione subdola che sta trascinando l’uomo sempre più in giù
    Ma in una parete del mio cuore c’è uno spazio di speranza

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  3. Si, cara Fausta, pare che il sangue attragga come l’amore, o forse di più, come pare di vedere certe volte.
    La speranza alle volte si raffredda, appassisce, secca.
    Ma non potremmo vivere senza speranza: la vita, l’atto di vivere, intendo, il materiale svolgersi della vita, cara Fausta, cos’altro è se non una incarnazione – nel senso letterale della parola, farsi carne, la mia, la tua, quella di ognuno – della speranza?
    Quindi il cuore è LA CARNE DELLA SPERANZA.
    Non possiamo fermarlo.
    Non fosse altro che per questo minimo dobbiamo guardare al domani, perchè ci riguarda, poi, se abbiamo fratelli , figli, nipoti, allora, se la loro carne ci interessa, dobbiamo sperare anche per loro?
    E non è già molto questo?
    Un abbraccio carissimo,
    Piero

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