BLOODY MONSOON

Photo by Pierperrone
Photo by Pierperrone

8 pensieri riguardo “BLOODY MONSOON

  1. Amica mia, era proprio una festa.
    Sono molte le “feste dei colori” che si celebrano da quelle parti, in quel continente vasto e diversificato (di cui ho visitato solo un piccolo spicchietto).
    Ho avuto la fortuna di incontrarne un paio, lungo il tragitto, di quelle feste, anche se non erano quella grande di cui parlano spesso anche i siti internet.
    Ma, come puoi vedere, l’esplosione di colore, il rosso, soprattutto è puro sangue gorgoliante, polvere di vita che schizza da tutte le parti.
    Io non ero rosso, e neanche i miei che mi accompagnavano: avevamo, puoi immaginare, problemi, mille, di igiene, di corredo, di chissà cos’altro…
    Ci siamo districati, diciamo così, fra uno sparo e l’altro, salendo su qualche tetto, su qualche balcone, in qualche anfratto, un angolo o un vico, cercando di evitare pioggia monsonica e cannonate polverose.
    Il monsone, poi, lo abbiamo incrociato, ci ha lavati e purificati e ci ha mostrato, ma con delicatezza, almeno per noi, quello che significa essere in balia della natura.
    Mi è capitato alcune volte, durante i viaggi delle vacanze, trovarmi, trovarci, in balia della natura.
    Il monsone, il terremoto, l’uragano… certo, siamo sempre con i piedi su una terra piena di brividi ed immersi nell’atmosfera che impiega nulla a farsi burbera e ululante.
    Beh, a pensarci, sono state esperienze un pò … fuori dal comune, hanno messo pepe nella vita/vacanza, hanno dato qualche brivido, ma poi, a ben pensarci, hanno lasciato qualche segno profondo.
    Qui, anche qualche foto dà l’idea, qualche altra situazione non ho saputo metterla in formato digitale…
    Ma resta, come a chiunque di noi, vive qualche esperienza anche solo un poco fuori dal comune, quella sensazione di averla scampata, di aver saputo fare lo slalom fra gli imprevisti… imprevedibili.
    Ecco, quindi, oltre alla festa, alla esplosione di colori, anche il monsone.
    Un bacione,
    Piero

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  2. Nelle prime immagini ho notando che gli ovini non sono grassi come da noi, eppure l’erba non manca, che ci sia qualcosa di strambo anche nei nostri animali domestici?
    Piero aumenta almeno di un livello la replica nei commenti, così come hai impostato al momento non arriva la notifica delle tue risposte.
    Ciao😉

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    1. Strambo da noi o da loro, chissà.
      Mi viene da pensare, caro Paolo, che quegli animali che si vedono nelle foto, non hanno una vera stalla, non sono nutriti con ormoni o additivi chimici di qualche specie marziana, non sono altro che bestie come quelle che fino a qualche decennio fa vivevano negli oscuri Sassi di Matera, facendo compagnia e dando conforto fino al sacrificio totale (e inconsapevole) a quelle famiglie agropastorali di quel meridione d’Italia, il più vicino a noi dei tanti sud del mondo.
      Un abbraccio,
      Piero

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  3. … a trasformare la polvere in fango, il fango in carne e la carne in cenere da lavare nell’acqua che eternamente fluisce, purifica e sale verso il cielo…
    ecco l’eterno ciclo della natura.
    il ciclo della vita e della morte.
    il ciclo fra il cielo e la terra.

    Un bacione,
    Piero

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