IL CAPITANO

Il capitano che volle inchinarsi per forza

Il capitano che volle inchinarsi per forza

9 thoughts on “IL CAPITANO

  1. Ormai siamo in balia di cialtroni, in tutti i settori… ma quello che indigna di più è che cascano sempre in piedi…Loro sono colpevoli d’imbecillità e fanno danni, gravi come in questo caso. Noi siamo colpevoli perchè non c’ incazziamo abbastanza. Tutto passa…tutto si dimentica…

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  2. A lui 16 anni ma niente arresto perché non c’è il rischio di reiterazione del reato (e ci mancherebbe che gli dessero un’altra volta il comando di una nave!..e ha anche fatto la sceneggiata del piantarello!)…. a Parolisi è stata tolta l’aggravante perché non sussiste violenza (39 coltellate non sono violenza? a quanto si deve arrivare?)..
    Mi domando se sono impazzita io a trovare tutto questo disgustoso e a sentirmi indignata e offesa o se è il mondo ad essere impazzito!
    Quelle due foto insieme palano chiaro su come la pensi…
    Buon sabato
    Fausta

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  3. Mia cara Patrizia,
    hai proprio ragione: non ci incazziamo abbastanza.
    E per questo siamo, in un certo senso giustamente, complici.
    Ma questa forma di generalizzazione è sbagliata, mette insieme pere e mele: dire frutta, non vuol dire dire granchè.
    No, voglio dire, che ci sono molti che subiscono passivi, ma anche molti altri che s’incazzano ancora.
    Non sono, non siamo tutti uguali.
    E, credimi, questa differenza conta, perbacco, amica mia, se conta.
    Ci aiuta a vivere, a essere noi stessi.
    Non sei una donna vuota, non sei una persona senza coscienza, senza ideali, senza valori, amica mia.
    E per questo, solo per questo ti considero una mia amica.
    Dirai, è poco.
    E’ ciò che è possibile.
    Ma se fossi una donna vuota, una persona senza coscienza, senza ideali, senza valori, non staremmo a nemmeno a parlarne: per me, quegli altri, contano zero.
    Certo, come l’ho impostata mette quasi paura, per quanto sono presuntuoso!, ma non importa, di fronte alla realtà di quel mostro parcheggiato in fondo al mare e di quell’altro mostro che la guidava, parcheggiato nel bel mezzo della secca della società che si ostina a riverirlo e invitarlo, io so con chi stare e da che parte.
    Non è un problema di civiltà.
    Solo di coglionaggine!
    Un bacio, amica mia.
    Piero

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  4. No, carissima Fausta, non sei impazzita.
    C’è della follia in questa storia.
    Follia che il dio denaro sta propalando a palate al nostro mondo venduto.
    Tra tutte le foto del video, quella che mi fa impazzire di più è quella degli spiaggianti che fanno il bagno indifferenti davanti all’ecomostro.
    Ma dovrei sturpirmi?
    Non vediamo ogni giorno l’indifferenza più assoluta per cose ancora peggiori? Foto, immagini, filmati, video… questo mondo internet ci vomita addosso quello che prima non vedavamo.
    Adesso dobbiamo fare i conti con la faccia oscura dell’uomo, adesso che ovunque c’è una telecamera pronta a riprenderla.
    Non ci piace?
    E come potremmo sfuggire alla realtà?
    Abbandonandoci alla follia? O alla cecità?
    Questo è ciò a cui ci troviamo di fronte:

    Un abbraccio,
    Piero

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  5. Cavalieerrante,
    grazie.
    Commovente scrittura, la poesia di Withman, che descrive la giusta sequenza del rapporto fra il capitano e la sua nave.
    Malinconica e triste, dolente e sofferta, questa poesia.
    Ha il sapore eroico dell’epica ed il sapore di morte di ogni atto d’eroismo.
    Esattamente l’opposto della farsa tragica dell’altro capitano, quello che è sfuggito alla morte dandogli in pasto la grande nave.
    Non conoscevo questa poesia, grazie.
    Piero

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  6. Sì … il mondo ( quello d’ oggi … quello di prima …. quello di sempre ) è fatto di cialtroni, ma anche di piccoli o grandi Eroi …
    E quando ci smarriamo, quando ci sembra che non valga più la pena di vivere … ecco che “quegli uomini” ci riportano il sorriso e la voglia di agire, di pensare …. di vivere ancora ! 🙂

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    • si, è vero. aggiungo, parlando di eroi (io non amo quelli con la E maiuscola), che quelli silenziosi, quotidiani, un pò grigi, che ogni giorno combattono la loro battaglia per una vita sincera e onesta, per dire, come le nostre mamme, ecco, quelli che chiamo “eroi normali”, quelli mi danno più gioia di vivere di tutti!
      Saluto.
      Piero

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