MYSTERIA (versi irregolari)

Photo by Pierperrone
Photo by Pierperrone

E’ un mistero, questa voce che viene e se ne va.
Mi parla, da qualche profonda cavità dell’anima
e, come megafono, mi usa per i racconti suoi.
Poi, all’improvviso, si nasconde, sparisce, vola!

Adesso, non son’altro che immoto silenzio muto.
Mi schiarisco la gola. Inutile, non m’esce suono.
E quando son certo d’essermi fatto freddo sasso…
ecco, allora, senza accorgermi, bocca mia canta!

E’ un mistero, questa meraviglia che mi dà l’arte.
Entrar dentro la melodia, o esserne attraversato,
come l’aria dallo stormir delle campane, o l’anima.
Poi, senz’avviso, il piombare grave del silenzio…

E’ lo stesso, l’entrare dentro un quadro, o uscirne,
tracciar segni, modellare, respirare fresche brezze,
bearsi d’infiniti panorami, e cieli tersi, ampli e vasti..
ecco, allora, senza dirlo, mi vive una vita immensa.

E’ un mistero, questo vago veleggiar nel mare giallo,
nel rosso tinto di turchese, nel lago di scintille…
Il tappeto volante d’uno spettro orientale m’ha rapito
e mi porta, per le infinite plaghe d’un mare di poesia.

Ecco, io vado e son portato; muto, recito il mio canto:
tu, Musa, mi comandi di lassù, ma vedere non potrai
le parole del mistero scritte, fitte, nel fondo cuore mio.
Tu puoi soltanto darmi la tua voce. Io ci metto la mia
forza immane!

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6 Replies to “MYSTERIA (versi irregolari)”

  1. Piero, ci metti molta forza ma anche un grande sentimento che accoglie con estasi chi legge oppure guarda i tuoi frammenti d’arte, provandone ampie emozioni. Proprio nei momenti in cui alcuni esseri umani perdono la loro umanità, l’arte può dare sollievo e scuotere le coscienze per una nuova opportunità.
    Ciao e grazie per quello che ci regali.
    Francesco

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  2. E’ un mistero sì, un mistero che non riusciremo mai a comprendere, ma Il silenzio che a volte e anche per lunghi periodi ci prende, è esso stesso voce: Come un’ubriacatura…che poi ci vuole un po’ per smaltirla, per ritrovare la coscienza di sè, per sentire quello che c’è intorno. E quando questo avviene…è un ritorno alla vita. Il silenzio è custode, benevolo protettore del nostro sentire e quando ci vede pronti, libera quel che abbiamo dentro…
    Ciao Piero, bentornato. Un abbraccio, con affetto.

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  3. Proprio perché è mistero la sua voce è così forte…..nei silenzi si forma il pensiero e poi prende slancio dal cuore, ma non da quel cuore che è a sinistra e che pure ci è tanto necessario, ma da quel cuore che è nel profondo, che è il nostro baricentro, dove solo l’anima parla e guida i pensieri!
    Bellissime queste parole!
    Un abbraccio
    Fausta

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  4. Caro Francesco, come al solito, grazie per le parole che mi dedichi.
    Si, la forza, la forza del sentimento, questo, forse è il dono dell’arte.
    Io mi limito a fare considerazioni, a raccontare quel che provo…
    Il resto, ce lo metti tu, e gli altri amici.
    Un abbraccio,
    Piero

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  5. Carissima Patrizia,
    fra il silenzio e la voce non c’è, è vero, tanta differenza.
    Il silenzio è pieno di significati, molti più che le parole, che sono ingannatrici, spesso.
    Ma anche il silenzio, può prendere in inganno.Ma è più… caldo, più pieno di possibilità.
    Il silenzio, alle volte è attesa.
    Che qualcosa giunga, fosse anche la voce della musa.
    Che ci parla, in mille modi, magari con la melodia d’una musica, oppure con i chiari e scuri dei colori o dei segni, o nei mille e mille altri modi che sa usare.
    Soprattutto col silenzio!
    Che è la sua voce misteriosa e più profonda.
    Un bacio, Patrizia mia.
    Piero

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  6. Mia carissima Fausta,
    mi piace il cuore del profondo.
    E’ vero, non abbiamo solo il cuore di sinistra, ma soprattutto quell’altro, quello del profondo.
    Si.
    Andrebbero riscritti i manuali di medicina.
    La semplice anatomia dimentica le cose più importanti.
    Si dovrebbe insegnare – e reinsegnare – l’esatto modo di funzionamento dell’uomo.
    Di solito si semplifica troppo oppure si esagera: o la mera fisiologia o l’ipertrofica trascendenza…
    Bastano le tue parole, invece, a descrivere esattamente com’è fatto un uomo.
    Un abbraccio,
    Piero

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