NOTTE DI LUNA NUOVA

photo by Pierperrone
photo by Pierperrone

Da qui, stasera, ti accarezzo, figlio mio.
In questa notte senza luce, io sono tua Madre.
Sono il cielo, nero, infinita carezza distesa che si sporge nell’abbraccio del suo povero figlio.
Io sono la luna, luna nuova, senza luce, speranza invisibile, speranza eternamente presente.
Io, stasera ho sul volto il sorriso dolce di madre che accoglie il figlio ferito.
Il mio sospiro d’amore è medicinale, tenero figlio, e curerà ferite e paura.
Non temere, figlio issato su una croce, non temere il dolore e la morte.
Il mio manto infinito ti stringe, t’accoglie, si protegge e ti scorta.
Il mio amore ti salva, figlio mio tenero, che gli uomini vogliono morto.

Stasera io piango un pianto felice, anche se piango di lacrime amare.
Stasera t’abbraccio, amante che un giorno fosti feroce con me, ora che hai udito una voce lontana.
Sordo, hai udito solo la voce dell’odio.
T’ha accecato il lampo violento sprigionato da una lama lucente.
Non hai esitato nell’affondare il coltello nel ventre che sa donare la vita.
Mi hai spento per sempre, io, che ero una luna lucente.
Gli amanti a me si volgevan tremanti sospirando eterne promesse d’amore.
Le stesse promesse che anche tu mi facesti, mio feroce amante crudele, prima di dimenticarle per un assurdo puntiglio d’amore.
Poi, affondasti il pugnale, dimentico, e l’offristi all’atroce ferita del male.
Ma era già tardi.
Il mio giovane corpo di donna aveva già seminato sanguinando la vita.
E dalla mia prima, più antica, ferita era già sgorgata la vita.
Non esiste ferita più eterna, per un uomo, più infetta, di quella che non si può curare, nel fertile corpo flessuoso di donna.

Io ho offerto la mia dolce ferita ad un angelo biondo in camice bianco che ha bussato, forse per caso, alla mia casa,in una dolce notte di luna.
Il mio sangue ha dato, dopo l’amore, l’annuncio d’una nuova luna piena che si sarebbe levata, domani, per illuminare, in un istante, la notte del mondo.
Mentre il suo palpito ansimante lentamente s’acquietava, i suoi grandi occhi d’argento già guardavano lontano.
Ormai, l’angelo biondo si muoveva già verso altri mondi.
Oltre le stelle.
Annunciando già un nuovo destino, in chissà quale nuovo mondo sperduto.

La mia pelle di luna, invece, ancora fremeva.
Ero una giovane candida luna che vibrava alta nel cielo.
Miei figli, adesso,sono gli astri, nella volta, e le stelle, che brillano.
Pulsano palpitanti scosse d’amore.
Battiti.
Ho conosciuto il piacere, io, giovane luna d’argento.
Una notte soltanto.
Quando l’angelo venne ad annunciarmi il destino.
Poi, d’improvviso, la nuvolosa coltre dell’odio mi strappò il manto di luce.
E sulla terra restò soltanto l’oscuro orizzonte notturno.
Solo la notte.
Nel mio cuore, invece, brillava l’amore di madre.
Io, l’odio, non l’ho mai concepito.
Ho solo un figlio, l’amore.

Stasera, figlio mio t’abbraccerò col mio oscuro manto notturno.
Nasconderò il tuo debole corpo alla vista dell’uomo.
Nessun flagello potrà piantarsi nel tuo costato innocente.
Nessuna sentinella veglierà il tuo cadavere svanito nel buio.
Io ti darò la vita eterna che spetta agli astri notturni.
Ti indicheranno col dito, giovane eroe morto di supplizio su un’alta croce di legno.
Ti daranno un nome, Salvatore, tu che ti salvasti levandoti in alto, lassù.
E ti pregheranno di donare la pace ai cuori in tumulto.
Sorriderai, figlio mio, il dolce sorriso innocente dei bimbi.
Il sorriso degli dei e delle stelle notturne.
Donerai un brivido all’ombra notturna.
Un barlume fioco che stempererà l’oscuro abisso che avvolge la vita.

Io, luna nuova invisibile ai ciechi occhi dell’uomo, mamma di tutti i figli del mondo, vi abbraccio tutti, stasera col mio vasto mantello.
Guardate dalla finestra il cielo nero profondo.
Non affondò quella lama nella mia carne di luce.
Il mio stesso sangue che bagnò le mani dell’umo che m’aveva promesso amore solenne, non può essere sangue di morte.
Io dono la vita!
Sono eterna.
Seppure invisibile agli occhi d’ognuno.
Soltanto tu, figlio mio, potesti vedermi e udire il mio respiro.
E anche tu, debole uomo che cedesti all’istinto assurdo degli uomini.
Io agli angeli ho creduto fino in fondo, offrendo tutto il mio amore.
Sapevo che il cielo è più alto.
E ha spazio per tutti.
Anche per voi.

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8 pensieri riguardo “NOTTE DI LUNA NUOVA

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  2. un bel racconto che segnala quanto amore c’è nel mondo ma accanto a tanto amore c’è il male che sovrasta e cerca di annullare tutto, con il suo nero mantello. La fioca luce dell’amore sarà sufficiente per accendere altre lampade affinché ci sia ancora speranza.
    Le tue parole sono speranza, che l’amore è immenso e non avrà fine.
    Caro Piero mi è piaciuto molto questo brano.
    Con affetto
    Francesco

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  3. E’ un bel racconto, come sempre del resto, ma questo è più fluido, più “naturale”. Le parole scorrono quasi da sole. Non fraintendermi, non voglio dire che gli altri fossero “costruiti” ma forse perchè qui è una madre che parla, tutto diventa più semplice, più immediato. Segno questo che sai immedesimarti anche in realtà che non ti appartengono. E’ solo un mio parere ovviamente, ma questo racconto l’ho sentito così…
    Per il resto mi unisco al commento di Francesco, La speranza d’amore non si può spegnere o si spegnerebbero il mondo, la vita. Per questo io spero ancora, anche se nel mondo di oggi diventa sempre più difficile e forte è la tentazione di lasciarsi andare all’dea che l’uomo sia inesorabilmente diretto verso l’autodistruzione. Ma la speranza continua e chissà…forse troveremo il modo di evitarlo.
    Ciao caro Amico, un abbraccio 🙂

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  4. Grazie, caro Francesco.
    Questa storia, in fondo, è una storia delle mille e mille storie che ogni giorno si scrivono sulla terra, in tutte le lingue del mondo, con tutti gli inchiostri possibili, e a volte, troppe volte, anche col sangue, si scrivono queste storie.
    Io ne ho scritta una che assomiglia ad un’altra, eterna ed universale, trascendente e metafisica, solo per mettere in luce che anche dietro la storia evangelica, anzi proprio dietro la scelta dell’incarnazione divina, del farsi uomo da parte di Dio e del salire sulla croce, c’è un racconto, una storia umana, dei fatti, una realtà che si può vedere e conoscere, raccontare, vivere.
    Io lascio fuori da questo racconto l’aspetto religioso e di fede del vangelo.
    Lo prendo come un espediente per raccontare un’altra storia simile, meno nota, meno famosa, una delle mille e mille che gli assomiglierebbero al di là degli aspetti religiosi.
    Ecco, la voce per una storia che altrimenti non esisterebbe nemmeno, un racconto di vita come ce ne potrebbero essere tanti altri…

    Un caro saluto, Francesco.
    Piero

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  5. Mia cara Patrizia,
    grazie, mi hai detto parole bellissime: se la storia parla una lingua naturale, se a modo suo riesce ad essere vera, allora vuol dire che ho fatto bene a scriverla.
    Mi basta poco, che sia viva, almeno per un attimo, la pagina che racconta una storia.

    Per il resto, sai cosa penso, non possiamo prescindere dalla realtà delle cose, della vita, e là, in quella realtà, in quella vita, ci sono sempre il bene ed il male intrecciati stretti, in lotta, in combutta…
    Noi vorremmo che vincesse il bene, ovviamente, eppure il male persiste, e lotta…
    E’ questa lotta eterna, l’epica della vita…

    L’amore, la vita, la morte, l’odio, il sangue, la coscienza, la colpa, la giustizia…
    In questa storia, nei suoi capitoli, si parla di questo.
    Una madre, un padre, un povero giudice presuntuoso e sconfitto, un martire forse involontario e inconsapevole, o forse un mistico svanito, un vanesio predicatore, una donna con i suoi desideri, i suoi fremiti, i suoi guai, un angelo come tanti che passa e sparisce lasciandosi dietro una scia di cui non si rende neppure conto, un popolo come tanti, nè eroe nè santo, povere cose, grandi dolori, amori sconfinati, cose da persone normali…

    Un grande abbraccio, carissima Patrizia,
    Piero

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