AUGURI DI BUON NATALE

24/12/2014
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«Carissimi quest’anno festeggiavo i miei 38 anni e avevo voglia di viaggiare e vedere Paesi nuovi. Sapete quanto io sia innamorata dell’Africa, sono stata innamorata di tantissime persone, chi mi ha ospitato lo sa bene quanto sono morbosa. Ora sono cresciuta, sono famosa in tutto il mondo e tutti mi cercano, negli aeroporti non sapete cosa ho dovuto fare per non farmi riconoscere. Sono andata in America, in Spagna, poi mi sono innamorata di un medico italiano, un colpo di fulmine. Lui aveva tutti i sintomi febbre, cefalea, mal di pancia. È fatta, mi sono detta, mi faccio portare in Italia. Voi fratelli (Hiv-Hcv-Hbv) mi avevate sconsigliato di andare allo Spallanzani perché non vi siete mai trovati bene e io non vi ho dato ascolto».
«All’arrivo all’aeroporto pensavo di conoscere altra gente, invece ci hanno isolati chiusi dentro un contenitore come i lactobacillus dentro un tetrapak. Lo Spallanzani poi si è rivelato un posto veramente inospitale. Durante il soggiorno, nonostante sapessero che mi dava fastidio l’ipoclorito di sodio, ne hanno usato a fiumi. Il personale dell’ospedale ha ostacolato in tutti i modi questa nostra luna di miele, hanno parlato male di me, addirittura hanno creato un’unità di crisi per non farci vivere questa storia d’amore data in pasto alla stampa».
«Allora ho preso una saggia decisione, ora che è Natale forse lo lascio! Auguro a Lui e a tutta la sua famiglia un Buon Natale. Auguro Buone Feste anche a tutto il personale dell’Ospedale Spallanzani, nonostante mi abbia reso il soggiorno un inferno. Torno in Africa, vostra Ebola».

4 thoughts on “AUGURI DI BUON NATALE

  1. Oh…. carissima…grazie! La tua presenza non era proprio gradita! Ma non tornare da dove sei partita, lascia in pace quei popoli….. fai un salto e supera lo spazio della gravità così te ne andrai per i cieli!
    Auguri Pietro, tantissimi e di cuore!

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  2. Ho trovato molto bella questa letterina di auguri perché solo chi la ha scritta poteva davvero permettersi di farlo senza offendere nessuno e senza ferire le coscienze buoniste e perbeniste.
    Noi non vogliamo certo che qualcuno si ammalia o peggio, s’infetti di nessuna peste vecchia o nuova, qualunque colore abbia la pelle o fede in qualche Dio.
    Questa Africa di cui si parla qui, è una casa, un luogo d’origine, come per qualunque assassino esiste un luogo d’origine, una casa. Stia a casa sua, il male, e magari, proprio come dici tu, Fausta cara, magari emigri al di là delle stelle, più oltre… verso l’infinito e oltre… come diceva un cartoon che vedevo spesso quando mio figlio era piccolino.
    Stia bene li e non torni.
    Un abbraccio a te e tanti carissimi auguri.
    Piero

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