MIRACOLO A ROMA

photo by Pierperrone

photo by Pierperrone

Roma è la città dell’inganno.
Nessuna legge della natura può ritenersi al sicuro contro l’intervento del numinoso che si maschera per alterarne il corso, o prima, o poi, è destinato ad accadere.
E meno male.
Perché l’evento ingannatore, ogni evento ingannatore, è destinato ad sollevare il morale di chi è in difficoltà, oppure soffre, o è in stato di bisogno.
L’inganno si offre come intervento risolutore, alleanza, fraternità della debole volontà di vivere con la potente forza dell’oscuro.
L’ombra si fa casa, letto, tempio per accogliere il viandante stanco e pellegrino, casa abitata da mostri, letto infestato da velenose creature, tempio votato ai demoni.
E presto, la preghiera offerta all’inganno, viene ripagata con l’oltraggio, la promessa col tradimento, la fede con il peccato.

Roma è città del peccato.
Nessuna legge della natura può ritenersi al sicuro contro l’intervento del numinoso che agisce per alterarne il corso, o prima, o poi, è destinato ad accadere.
E meno male.
Perché l’evento peccaminoso, ogni atto peccaminoso, è destinato a sollevare il morale di chi è in difficoltà, oppure soffre, o è in stato di bisogno.
Il peccato si offre come scorciatoia contro il dolore, soluzione contro il male, alternativa alla fatica ed alla sofferenza.
Ma il peccato è, per legge di natura, fragile, caduco, corruttibile.
E lascia presto spazio, nell’anima appena acquietata da un sorso d’ingannevole frescura, all’inestinguibile sete della brama e del desiderio.
Non vi è fonte, o acqua, o cibo, in grado di saziare l’eterna siccità dell’anima, ma il peccato è la pozione miracolosa che si offre per saziare ogni sete.

Roma è città dei miracoli.
Nessuna legge della natura può ritenersi al sicuro contro l’intervento del numinoso che si muove per alterarne il corso, o prima, o poi, è destinato ad accadere.
E meno male.
Perché l’evento miracoloso, ogni evento miracoloso, è destinato a sollevare il morale di chi è in difficoltà, oppure soffre, o è in stato di bisogno.
Bisogna avere fede, è vero, e meritarseli i miracoli.
Eppure, sapere che non si è soli, che non si vive abbandonati, che vi è qualcosa di più alto a sollevare le sorti dell’uomo oltre la dimensione naturale, consente alla speranza di non morire, offre il sollievo dell’inatteso, spezza le catene dell’ineludibile.
Miracolo.
Ecco, bisogna solo vedere di cosa si tratta.
Chi ha fede sa che ogni miracolo porta con se la meraviglia.

Roma è città della meraviglia.
Nessuna legge della natura può ritenersi al sicuro contro l’intervento del numinoso che si ferma per ammirarne il corso, o prima, o poi, è destinato ad accadere.
E meno male.
Perché l’evento meraviglioso, ogni evento meraviglioso, è destinato a sollevare il morale di chi è in difficoltà, oppure soffre, o è in stato di bisogno.
La meraviglia si offre spontanea agli innocenti, ai puri, ai candidi.
E per questo, la meraviglia, è negli occhi, prima ancora che nei cuori, dei bambini.
Ma il tempo che corre fra uno sguardo ed un palpito del cuore, specialmente in un corpicino di bambino, ha la velocità del lampo.
E, saetta, fende l’anima prima dell’aria, la meraviglia.
Spalanca abissi, apre orizzonti, conquista cieli.
Ogni spazio inesplorato, dentro o fuori dell’uomo viene improvvisamente sovvertito e conquistato.
Basta offrirsi allo sguardo.
Con occhio puro, innocente e candido.
Con occhio giocoso di bambino

Roma è città di giochi, e giocavano, oggi, a Roma, parole, musica ed immagini di luce…
Roma è Roma, inganno, peccato, miracolo, meraviglia e tanto altro ancora.
Oggi, passeggiando, si mostrava, come sempre, offrendosi a tutti.
Troppo facili similitudini la sua bellezza seducente offre ai costumi scostumati di questo tempo e di ogni altro tempo andato.
Ma Roma resta, eterna etèra, geisha, concubina, pubblica moglie.
O santa sopra ogni cosa, eterna e casta.
Dea, demone e mostro.
Come i mille dettagli che offrono le sue strade, ad ogni angolo, ad ogni passo, ad ogni sguardo.
Non si può non esserne ammaliati.
E restare invischiati nei mille richiami di questa sirena senza veli.

6 thoughts on “MIRACOLO A ROMA

  1. E poi le persone si stupiscono che – nonostante ami pazzamente Firenze – la nostalgia di Roma è sempre lì, tra la testa ed il cuore!
    Bellissimo questo testo che si rincorre frase dopo frase legando un pensiero all’altro…..
    Complimenti Piero, ogni tuo scritto è una sorpresa….
    Fausta

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  2. Cara Fausta,
    grazie.
    E’ vero Roma è davvero speciale, ma anche Firenze non è da meno.
    Adesso è un pò che ci manco, un annetto circa, ma prima o poi veròò, stai sicura.
    E del video non mi dici nulla?
    Foto che ho scattato un pò qua un pò là, l’altro giorno.
    A presto.
    Piero

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  3. Mi hai fatto fare due passi per Roma…. è bellissimo il video ed è bella la musica che conosco anche se non ricordo di chi è…
    Hai un modo tutto tuo di legare le foto in modo da far loro raccontare la favola della bellezza…..

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  4. Roma…come si fa a non amarla ed io la amo
    Amore a prima ma anche a seconda vista e terza…
    Il suo incedere è Donna, è Madre: è la Storia
    Sei un maestro a “girare” video, bellissimo e la musica ….che musica.
    Caro Piero, ti lascio a un sereno e buon Natale a te e fam.
    Un forte abbraccio
    Mistral

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