MATERA CULT(ura)

7 thoughts on “MATERA CULT(ura)

  1. Questo video è strepitoso!!!! C’è tutto, antichità e modernità, opere grandi e piccoli momenti di tenerezza (quel gattino!), amore per la natura e occhio attento che nota tanti piccoli particolari e li fa diventare opere d’arte… e poi la colonna sonora piacevolissima! Come è vero che quando la musica è bella ci si può divertire a trasformarla in mille modi ma sempre bella rimane e questo Bach classico-Jazz-swing è stupendo!
    Sono contenta per Matera, da tanto sogno di andarla a “incontrare” (non mi si adatta il termine visitare perché mi piace immergermi in una città nuova per conoscerla dal di dentro) ma quel pezzo di cuore che è rimasto a Siena, dove ho vissuto per tre anni, sarebbe stato contento pure se il titolo fosse stato assegnato a lei.
    Buona domenica Piero e grazie!

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  2. Beh, in Italia la scelta è comunque sempre difficile: le città grandi e piccole e perfino i borghi quasi senza nome sono pieni di memorie antiche, dal nord al sud…
    Se facessero il Paese della cultura europea, Fausta mia, quante sarebbero le Nazioni che potrebbero competere con il la nostra?
    E comunque sarebbero tutte nel Sud del continente, quello che adesso viene visto quasi con fastidio dai gallo-sassoni-celti…
    … comunque loro hanno sangue più fresco, i loro cromosomi sono più mobili e resistenti, il loro DNA più robusto… noi forse ci siamo seduti su quelle memorie antiche.
    In effetti, fra un Ateniese di 2500 anni fa ed uno di oggi, come fra un Romano di allora ed uno di oggi… c’è la stessa differenza che troviamo fra Ramsete II e Mubarak (nipotine a parte, ovviamente!).
    Adesso devo andare, ma forse ritorno, vorrei dirti altre cose su Matera e… il suo spirito, almeno per come si è mostrato a e.
    Un abbraccio,
    Piero

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  3. Per quanto riguarda Matera, hai ragione, non è un posto dove andare … vestiti da turisti.Non si può dire che sia un posto “bello”.
    La parte che lascia stupiti, colpiti, è quella antica, quella che ancora gronda lacrime e sangue, fatica, dolore…
    I cafoni che vivevano lì erano bestie, più che uomini.
    Lo dico nel senso dello sfruttamento che subivano in un sistema rurale praticamente fermo al medioevo, se non addirittura all’epoca delle caverne.
    Poi, quando hanno costruito la città nuova e li hanno trasferiti nelle case moderne per quel mondo “caveoso” c’è stato un salto del tempo quasi millenario…
    Ho trovato questo documentario sulla storia della città:

    http://shar.es/11f8Om

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-210df665-7024-4c33-a83e-dc42079e9fe9.html

    Ecco, Matera è una lezione di storia che dovremmo tenere bene a mente, perchè il tempo alle volte fa degli scherzi strani, sembra che corra, ma poi, ti giri indietro e vedi che lui è rimasto indietro… e poi, tutt’a un tratto, spicca un salto…

    Beh, adesso basta così.
    Un caro saluto Fausta.
    Piero

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  4. Piero, il video è molto bello, lo scorrere delle foto con il sottofondo musicale si sposano molto bene. In alcuni passaggi sembra di vivere un ritorno indietro nel tempo con le luci e le immagini che testimoniano come il tempo sia una dimensione che gli oggetti e la natura si lasciano scorrere senza importanza. Quello che mi colpisce di questa città attraverso le tue foto, sono gli ambienti dove la presenza dell’uomo si adatta al paesaggio in continuità, senza deturpare.
    Speriamo che mantenga questa dimensione e acquisti altra bellezza, perché proprio la bellezza è il miglior nutrimento per la nostra anima.
    Grazie per questo video che ci presenta la bellezza di Matera
    un caro saluto
    Francesco

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  5. Caro Francesco,
    grazie.
    Volevo solo precisare una cosa: I Sassi di Matera, vale a dire le vecchie abitazioni occupate fino a qualche decennio fa dai braccianti della città ora sono vuoti.
    Erano caverne, praticamente trogloditiche, dove vivevano esseri umani e bestie accomunati da una vicinanza che solo il mondo rurale conosce.
    Poi, quando decisero di costruire la città nuova, furono … in un certo senso “deportati” altrove, vale a dire gli furono assegnate abitazioni “civili”, di costruzione edile, non più grotte o spelonche inurbate.
    Ora, di quelle grotte, i Sassi, appunto, che costituivano la città vecchia, resta il grande patrimonio monumentale che rende unica la visita di quella città.
    Musealizzati, molti, ristrutturati in alberghi o strutture di accoglienza o servizi, altri, molti ancora vuoti da fare sgomento…
    Ecco quale è il panorama di quella visita.
    E anche la parola monumenti resta inadeguata, perchè in realtà non si tratta di altro che di grotte, o spelonche, che ancora oggi ci raccontano la storia di nostri parenti, consanguinei, nostri contemporanei tanto distanti da noi come modo di vivere: noi penseremmo che quella non è vita per esseri umani, ma dimore per bestie…
    Eppure, la storia, le mie foto, stanno a testimoniare che fino a ieri praticamente la differenza fra uomini e bestie da soma è questione di sfumature, quasi di pregiudizi.
    Un abbraccio, caro Francesco,
    Piero

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  6. Caro Piero, grazie per questa condivisione
    Spesso la Bellezza vera dei Paesaggi o delle cose, sta nella fatica e nella sofferenza dell’ animo umano
    Questa nostra Italia: Museo infinito e Corruzione anche infinita
    Un abbraccio
    Mistral

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  7. Purtroppo, cara Mistral, l’Italia è … croce e delizia.
    E forse proprio per questo Materia mi ha colpito tanto, perchè lì si fondono il dolore della fatica, il sudore dei sacrifici, la sofferenza dell’abbandono, la tradizione più conservatrice della miseria, quella che si portebbe chiamare schiavitù, ma solo per poter parlare della liberazione e del riscatto…
    Mi è sembrata una parabola vivente della nostra realtà italiana, dove il vecchio vive ancora dentro di noi, quasi che ce ne siamo dimenticati mentre guardiamo un pò distrattamente, quasi distaccati, il nuovo che da fuori ci assedia e di circonda…

    Un caro abbraccio,
    Piero

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