GIOVANI ANGELI AVVISTATI A GENOVA

Giovani angeli avvistati a Genova

Nell’ultimo racconto, suora Maria lascia questa terra perché, compresa la storia che l’angelo ferito le ha raccontato, ha capito anche tutto il resto.
Ciò che aveva sempre cercato non era nel convento che andava cercato.
Era altrove.
Ed è quindi partita.
E l’angelo, generoso e dolce, bellezza incarnata, che spaventa perché la purezza mette paura quando mostra le sue ferite che nessuna cura può ricucire davvero, sorreggendo la dolce Maria, l’ha accompagnata in quel viaggio.
Verso l’innocenza.
Sembra una storia metafisica, imbevuta di realtà ultraterrene, misteri ed atti di fede.
Eppure, quanto mi sono sbagliato nel vederla così!
Mi sarebbe bastato affacciarmi alla finestra dolente dei telegiornali per accorgermi della realtà che si nasconde sotto una storia tanto mascherata da sembrare un pagliaccio.
Mi sarebbe bastato vedere, e dire, che suora Maria altro non è che la nostra realtà quotidiana, quella che oggi, per esempio, prende il nome doloroso di Genova.
E’ ferita, e piagata dai dardi dorati piovuti dal cielo.
E l’angelo, precipitato in terra, sbattuto, crollato, tradito, ucciso nella carne mortale, ma pur sempre invincibile e puro oltre misura, forte, potente e indistruttibile, altro non era che la generosa messe di giovani vite preziose che si è prodigata per sollevare il povero corpo ferito.
Con le loro mani sporche di fango, che è il sangue degli angeli, quegli angeli hanno preso tra le braccia quel fisico piagato.
E con una battito l’ali potente ora la stanno portando nel cielo della storia.
Ecco, è questa la vera storia che si nasconde sotto i panni d’una carnevalata sentimentale.
Almeno, è questa la storia che oggi mi piace raccontare.
Anzi, è la storia, questa, che oggi sento il dovere di raccontare.

11 thoughts on “GIOVANI ANGELI AVVISTATI A GENOVA

  1. Vedi Amico mio? Il Bene e il Male… suor Maria siamo noi che viviamo la realtà di tutti giorni, anche se non sempre direttamente. Ma la vediamo e ne siamo sgomenti e cerchiamo risposte a domande che forse risposta non hanno. Tendiamo verso un’innocenza che vorremmo ma che non abbiamo, nessuno di noi ce l’ha se non forse, per brevi istanti, attimi,che non scordiamo e che continuiamo a tenere dentro di noi perchè sappiamo che lì, quella volta lì, siamo stati innocenti e puri.
    Ma l’angelo, quel Bene a cui aneliamo, c’è, esiste e se sai che una cosa c’è, istintivamente la cerchi, la tocchi anche, per un momento e ti chiedi perchè? Perchè, se ci si riesce una volta non ci si può riuscire sempre? Perchè siamo così codardi o forse no…non si tratta di codardia, ma di logico assecondare una immutabile natura.
    Di angeli ce ne sono tanti al mondo: oggi sono i ragazi di Genova, o i medici di Emergency, o le suore di Madre Teresa, o i volontari delle associazioni animaliste e tanti, tanti altri… e anche noi, quando nella vita di tutti i giorni ci chiniamo su qualcun altro… Tutti con le nostre fragilità, con i nostri limiti ed errori, ma tutti, per un po’ raggiungiamo l’innocenza per poi perderla magari un attimo dopo, e poi ritrovarla e ancora… ancora. .. Noi con le nostre domande senza risposta, noi…esseri umani.
    Un caro abbraccio

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  2. Mia carissima Patrizia, le tue parole potrebbero essere comodamente le mie.
    Le condivido una per una.
    Noi questo siamo, fragilità e purezza, forza e peccato, abisso e sublime…
    Bene e Male.
    E così, alla fine, l’angelo e Maria sono l’una l’altra faccia dell’altro.
    Per questo si sono capiti, si sono mischiati come un innesto e si sono fatti una cosa sola.
    Si sono allontanati solo per sfuggire al mondo che li leggeva come due elementi separati.
    Per rifugiarsi dove, invece, le differenze non dividono ma arricchiscono, non respingono ma attraggono, non separano ma uniscono…
    Avrebbe potuto essere semplicemente una storia di unione fisica, di commistione di nature che si attraggono, di pulsioni, di desideri, appostamenti, cacce e catture…
    Una storia d’amore.
    Anche convenzionale.
    Ma raccontare è molto bello (a me affascina, lo sai, raccontare queste storie) perchè permette di vivere mondi magici, fantastici, che esistono davvero dentro di noi, se sappiamo acchiapparli.
    In fondo i miei esperimenti riescono solo se sanno catturare.

    Un bacio, amica mia.
    E meno male che gli angeli ci sono, anche qui a su questa terra, come a Genova, che sarebbe un mondo ormai morto, senza di loro (morte, sarebbero, sia Genova, sia questa povera terra).
    Piero

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  3. Avevo cominciato a scrivere, appena ho letto questo post…l’unica traccia che è rimasta è il “mi piace”. Un fulmine caduto abbastanza vicino mi ha fatto saltare il computer e quando sono riuscita a collegarmi di nuovo ovviamente il “già scritto” era sparito.
    C’era quel qualcosa di più profondamente mio che avevo solo accennato…. l’ho sentito come segno che doveva rimanere nel silenzio.
    Così sottoscrivo quello che ha scritto Patrizia perché è quello che anche io penso, e vedo che anche tu sei sulla stessa frequenza d’onda: siamo impasto di Bene e di Male e lo saremo fino al momento in cui supereremo il limite dello spazio e del tempo, Maria e Angelo allo stesso tempo in un cammino che rende sempre più consapevoli ma non per questo completamente “salvi”.
    Riflettendo sui giovani di Genova pensavo a quanto diventi spontaneo e naturale il Bene quando ci si lascia raggiungere e coinvolgere dagli avvenimenti:
    Forse il più delle volte abbiamo paura di lasciarci andare, non avendo abbastanza fiducia che alla fine sia proprio il Bene a vincere…..
    Buona serata!

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  4. Mi ha riempito il cuore di vita vedere tante persone andare spontaneamente a prendere il badile in mano, a stringere e spingere la pala nel fango, a svuotare il mare di fango col cucchiaino della paziente fatica.
    Cara Fausta, quale segno più evidente di ciò che resta da fare, oggi, per salvare questa nazione dal declino in cui è caduta?
    Quanti “maestri” si vedono in giro, tutti pronti a prendere la parola per dire “ma è così facile mettere a posto, come mai nessuno lo fa?”.
    Già.
    Ma questi maestri, intanto, come tutti i grilli parlanti, incluso il miserabile guitto da baraccone che ha scambiato il teatrino della politica con un teatro nel quale recitare le sue catilinarie da quattro soldi, non si sono sporcati le scarpe di fango!
    A Genova, quei volontari, giovani e meno giovani, sono sangue fresco, forze vitali che demoliscono i muri e gli steccati di ogni populismo e FANNO, agiscono, operano…
    E’ QUESTA LA RIVOLUZIONE, mia cara Fausta.
    Almeno è come io la vedo.
    Fare quello che è necessario per la propria collettività.
    Per questo mi si è riempito il cuore di vita proprio in questi giorni in cui trabocca la malinconica trafila delle immagini di distruzione e dolore.

    Questo vuol dire anche che il Bene ed il Male sono intrecciati?
    Certo che si!
    E’ questo che vuol dire essere uomini.
    Non si può pensare agli esseri umani come se fossero delle superfici ad una dimensione soltanto, si “appiattisce” l’idea di Uomo schiacciandola sotto il peso di qualche ideologia, fosse pure una buona causa ideale o religiosa.
    Ma la realtà resta là, siamo complessi, complicati, profondi, strati su strati da scoprire, da quando siamo ragazzini fino a quando un briciolo di vita ci resta in corpo.
    La vita è questo scoprire/scoprirsi continuo.
    E, tra quelle scoperte, ci sono le vene di Bene e di Male che ci corrono sotto la pelle.
    Se ne spezzassimo una, se ci volessimo nutrire solo dell’altra… cosa ne resterebbe di noi?
    Io credo ad una sola santità, quella delle persone normali, che sanno essere eroiche fino all’estremo, ma che hanno scheletri negli armadi da nascondere anche a loro stessi.
    Solo la pietà (nel senso di amore profondo) può salvarci dall’orrore di noi stessi.
    Ma non quell’ipocrita pietà che fa dimenticare le orrende colpe sepolte dentro ognuno di noi, maestri, come siamo, nella pratica dell’accomodante amnesia.
    Io parlo di quella pietà che si prova quando ci si trova dinanzi ad un uomo e, sapendo che quello è impastato di Bene e di Male, come ognuno di noi, ci dobbiamo dire: “Io perdono le tue colpe, fratello, anche se sono gravi, se le hai commesse senza il dolo e la mala fede”.
    E siamo noi stessi nostri stessi fratelli.
    Perchè ci dobbiamo guardare con altrettanta pietà, quando, allo specchio, ci guardiamo negli occhi.
    Anche se siamo “buoni”, non abbiamo rubato, non abbiamo peccato, non abbiamo infranto la legge (o la Legge), dentro di noi scorre anche quell’altra vena, quella del Male, e, sono certo, in buona fede, avremo certo dimenticato qualche atto malvagio compiuto magari senza volere…

    Cara Faustina, vedi dove mi ha portato questo commento?
    Le tue parole, anche quelle cancellate dalla “censura” astrale, e quelle di Patrizia, hanno calcato l’accento sopra un tema molto serio, importante…
    Grazie.
    Un abbraccio, carissima Fausta,
    Piero

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  5. Sono bellissime le tue parole! e mi fa così piacere leggere che “ti scaldi” (lo dicono sempre a me quando un argomento mi sta a cuore!)….una delle cose che mi fanno più male è l’appiattimento del pensiero….. qualcosa che diventa di uso comune e non ha più le radici nella vita!!!! Grazie di cuore!

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  6. P.S.
    Il pensiero: quale altra meravigliosa creatura!
    Sai che pure potrebbe essere quello l’angelo che ha preso Maria tra le sue braccia?
    Non mi metto adesso a rifare commenti e reinterpretazioni… ma pensaci!
    Piero

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  7. Caro Piero, gli Angeli sono sempre intorno a noi, sia nel bene che male
    A Genova gli angeli erano tanti e con nomi diversi: Misericordia, Pietà, Solidarietà, Dolore etcc…
    Un abbraccio da Mistral

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