MURA DI SAN LORENZO

5 thoughts on “MURA DI SAN LORENZO

  1. Sempre bellissime le tue immagini, mi arrivano al cuore….
    Di chi è la voce che recita – anzi mi verrebbe da dire “canta” – la stupenda poesia di Eliot?

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    • La voce…. aspetta cerco un pò….
      La voce recitante è di una attrice che si chiama Elisabetta Pozzi.
      Io non la conosco, e devo dire che in qualche punto della recitazione, specialmente all’inizio, va un pò fuori tempo… ma poi si mette al passo giusto e con la voce e l’anima entra nell’atmosfera e nel ritmo giusto…
      E poi, a me piace tantissimo ascoltare le poesie recitate a voce alta.
      E’ come se tornasse bambino e mi sentissi raccontare le storie, le cantilene, le nenia che consolavano qualche solitudine che i bambini vivono fino in fondo…
      Un abbraccio, Fausta, grazie ancora.
      Piero

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  2. Tutta la magia, la pienezza, il mistero della vita e della morte, in questa poesia. Ottima scelta per altrettanto mirabili immagini. Bella
    l’intuizione di intervallare edifici ed umani ed i loro segni di vita.
    Hai creato un video molto intrigante e suggestivo.
    L’unica cosa che non mi piace molto, (ma questa è una mia mania, probabilmente dettata dall’ ignoranza in materia) è questo tipo di recitazione. La trovo eccessiva e non mi emoziona …ma ripeto, non so nulla di recitazione…
    Ciao Piero, buona domenica
    Un abbraccio

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    • Cara Patrizia,
      Ti confesso che non so ancora chi ha recitato quella poesia, io l’ho presa da un disco di Ivano Fossati, molto bello, e l’ho trovata appropriata alle immagini, almeno per alcuni aspetti.
      Forse potevo costruire una base di foto divisa, più specificamente legata al tema dei versi, ma non era esattamente questo che volevo: avevo le foto delle mura Aureliane scattate col telefonino durante alcune passeggiate da quelle parti. Li’ vicino c’è una biblioteca del comune di Roma dove sono andato a prendere dei libri e, passeggiando, buono rimasto veramente meravigliato, letteralmente colpito da quel posto, dove le mura cittadine si fanno ampie, larghe, alte, addirittura contengono un’abitazione di tre piani nella quale vivono delle persone…
      E pensavo che vivere dentro quelle stanze era come abitare dentro le stanze della storia, anzi, ancora più intimamente, fra le braccia dolci e forti della vita stessa, braccia che possono cullare o anche stritolare, ma sempre braccia del tutto fuori dall’ordinario…
      E un pò di questo sentimento c’era nei versi di Eliot.
      Non ho potuto scegliere la qualità della recitazione… ma ci accontentiamo.
      Ti ringrazio sempre e ti abbraccio,
      Piero

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