NOTTE P.F.M.

VINCENT VAN GOGH – Notte stellata

Eddài, ormai c’è aria di vacanza dappertutto.
Solo la pioggia non pare essersene ancora accorta.
O forse vuole, anche lei, restare ancora un pò con noi.
S’è affezionata, la cagnetta, un pò troppo appiccicosa.
Nell’aria, però, c’è quel profumo di lenta agonia del tempo che solo d’estate si può respirare così a fondo.
Le strade si stanno svuotando, il sole picchia pesante, il sudore bagna la camicia.
Manca appena appena che arrivi il momento di chiudere anche con il lavoro ed aprire la parentesi delle ferie…
Ed allora, non vale la pena mettersi ad ascoltare il tempo che batte e scorre?
In cielo, vi sfido a guardare, sta crescendo la luna.
Bianca, in stato interessante, il pancione che si fa sempre più grande…
Esplodono le stelle, esplode l’estate, esplode la musica…

Eddài, il ritmo è forte e dà una scossa tutto attorno.
La sera che si fa notte, prima di lasciarci, prima di andarsene a dormire, ci guarda con i suoi dolci occhi neri.
Ci chiede qualcosa, un altro giro di danza, un ballo, ancora un pò di tempo.
E allora, è questo il momento.
Prendiamola per mano e abbracciamola.
Poi, passo dopo passo, in sua compagnia, compiamo la giravolta delle costellazioni e con gli occhi pieni di stelle stendiamoci nel gran prato dell’armonia.
Ritmi, passi, cadenze, arie, melodie, suoni, tutto è fuga e destinazione.
Questa è la vita d’una sera d’estate che non vuole morire.
Per lasciare un segno nel tempo, basta un attimo.
E allora…

L’aria soffiata dal flauto s’incontra nel vento, se la si sa riconoscere.
Il vento, si sa, porta lontane memorie che sembravano perdute.
Profumi, ricordi, vibrazioni, chimiche che il corpo sa riconoscere solo con la sua occulta sapienza.
Il nostro tempo scorre, o batte, o resta sospeso…
Forse non sono solo le leggi alchemiche della chimica del corpo a regolare quel galoppo irregolare e sbizzarrito.
Le stesse leggi della fisica corporea si mettono in moto con i loro moti rotatori e rivoluzionari.
Nulla, così, resta al suo posto, fermo, immobile, stabile, certo, sicuro.
Tutto vacilla e nessuna certezza ci resta per fissare questo andare e venire di qualcosa che corre e si ferma, va e resta, oscilla e rimbalza.
E’ la musica, il battito del cuore del mondo.
E’ ciò che sfugge al controllo, ciò che ordina e che comanda.
E a noi… non resta che obbedire.

Gioia, piacere, felicità.
Cos’altro ci resta da chiedere alla vita?
Il gran ballo con la dolce sera dalla pelle di velluto ci travolge.
Il profumo irresistibile dell’amore ci avvolge, mentre il sapore inconfondibile del piacere ci rapisce.
Nella bocca il respiro si spezza e una sete di baci ci brucia le labbra.
Dobbiamo saziare questa sera, calda amante, farla diventare finalmente notte e scioglierle la veste di velluto che l’adorna.
Stringerla e, tendola stretta stretta finchè le forze non ci abbandonano, farle sentire il calore del sole che si alzerà, domattina, indomito cavaliere che scavalca l’orizzonte.
Ecco.
Non si sentono i cavalli che arrivano?
Gli zoccoli che battono?
Sono loro.
I cavalieri che scortano la luce.
Presto sarà un altro giorno.
Svelti.
In fretta…
Saltiamo tutti in groppa…
Prima che finisca una sera così…

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4 pensieri riguardo “NOTTE P.F.M.

  1. Tu sai ormai quanto io ami il finire del giorno, la notte e altrettanto il timido inizio del giorno. Queste sere d’estate si godono in modo diverso, sembra quasi di essere avvolti in una bolla, in un mondo parallelo a quello reale ma molto, molto più bello e coinvolgente. Le sere…di quest’estate un po’ stramba, spesso fresche (Almeno qui) quel tanto che basta a farti star bene fisicamente e mentalmente, quel tanto che basta a farti sentire il brividino che corre e che ti dà un tremito improvviso, Quel tanto che basta a farti star seduto in giardino a scrivere, sotto la luce, semplici impressioni su questo tempo che lentamente se ne sta andando, a farti guardare la luna, a pensare, anzi no…a sentire sulla pelle e nell’anima, quanto sono belle le sere d’estate, quando si fa silenzio e i pensieri, un po’ folli rimangono a farti compagnia, sotto la luce, sedui con te, in giardino.
    Ciao Piero
    Buona serata 🙂
    P.S splendida colonna sonora!

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  2. Che chicche di video hai scovato. L’ultima in particolare con Lucio Fabbri e Mauro Pagani mi riporta a due momenti, uno uditivo (Mc Loughlin chitarra in dialogo con JL Ponti violino ai tempi della Mahavishnu Orchestra) il secondo visivo con un’altra scena: Di Cioccio che eseguiva la Gazza Ladra sui piatti della batteria (1972 o 73). Insomma mi hai ricordato che in questi giorni di tiepida estate ho tanto pensato anch’io che settembre è alle porte.

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  3. Le sere d’estate hanno una magia che non c’è in tutto il resto dell’anno, anche se privilegio sempre la sera tardi e la notte perché spegne i rumori e lascia ai pensieri la possibilità di farsi leggere con serenità o – meglio ancora – di tacere.
    Tra poco spengo il computer ed esco sul balcone, al buio, alla ricerca di qualche stella che riesca a rendersi visibile nonostante l’inquinamento luminoso…. solo quando “capita” da queste parti un pianeta, o le grandi stelle luminosissime….ma io riporto alla mente il cielo della mia infanzia quando era visibile anche la Via Lattea….
    Fortunatamente la mia è una strada molto tranquilla e i rumori della via principale non arrivano o sono molto attutiti per cui la pace è assicurata e il silenzio riesce ad essere quasi palpabile…
    Sono arrivata in fondo al post, godendomi la musica di quelli che da sempre sono miei “compagni di viaggio”, la PFM,. Il cuore però mi ha subito riportato più su, al flauto e si è perso in un ricordo degli anni della scuola….
    Ero iscritta all’AGIMUS che allora teneva bellissime lezioni all’Auditorium della Rai di Roma. Avevamo un maestro di cui tutte noi (i ragazzi erano rari) eravamo innamorate per la sua bravura, per la simpatia travolgente e per la semplicità con cui spiegava trasmettendo il suo amore per la musica. Quando voleva farci notare qualche passaggio particolare tirava fuori il suo strumento…. un flauto che anni dopo sarebbe diventato d’oro…
    Si chiamava Severino Gazzelloni!
    Grazie per avermi fatto stasera il regalo di questo ricordo…. Buonanotte Piero!

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  4. Che bei commenti, amici carissimi.
    Pare di stare insieme, a quel tavolino, con te, Patrizia, nel tuo giardino, in quella penombra estiva che non si fa mai completa notte.
    Solo le nuvole rapiscono, a tratti, la luminescenza delle stelle e, quest’anno, vanno denunciati alle autorità, numerosi casi di questi misteriosi rapimenti.
    E’ bello sederti accanto.
    Potremmo parlare delle mille cose che, pure da queste distanze immateriali ma interconnesse, sentiamo di condividere ed abbiamo imparato a scambiarci.
    Il silenzio e la lontananza, e ancora di più la strana impressione di conoscere chi non si è mai incontrato, faranno di queste serate un gioco di momenti a scatti, fugaci pensieri intercalati nelle nostre normali abitudini ed attività di vita.
    Guarderai, tu, la luna piena di domani o dopo, che sarà la più grande, forse, in cielo, di questo anno un pò particolare?
    Penserai a cosa?
    A me annega la mente, nel cielo, e mi piace questo nuotare estremo ed estenuante.
    E’ un cogliere la vita nelle sue propaggini più lontane, più estreme, più disperse.
    E’ un raccogliere il tempo sconfinato dell’universo fra le mani, e spremerlo per farne colare la memoria dei nostri giorni, sempre un pò incerta, fantastica, guascona, timida, petulante…
    Il venticello ed il silenzio danno brividi leggeri, pizzicori, qualche languidezza.
    Poi, un suono ci distrae, la tivvù, una serranda che cala, un’auto che passa in lontananza, un cane che abbaia…
    Un’altra serata è passata.
    Ma stavolta, almeno per un attimo, siamo stati amici vicini.
    Ti abbraccio come può un amico distante, che neanche ti ha mai vista, ma che ti vuole bene.

    E tu, Popoff?
    I tuoi ricordi visivo-uditivi hanno una consonanza forte con i miei, anche se immagini e suoni non coincidono perfettamente.
    Ma l’assonanza sta in questa che si sentono le cose come fossero le stesse sebbene piccole differenze le tengano separate.
    Spazi infinitesimali che non impediscono al flusso musicale di tessere le sue ragnatele negli anni e nei ricordi.
    Abbiamo in comune un patrimonio di sensazioni e sentimenti che rincuora.
    E’ molto bello, questo.
    No?
    Un caro abbraccio anche a te, Paolone, e tutti i tuoi.

    E a te,carissima Fausta?
    I tuoi ricordi romani, addirittura con Gazzelloni, sono, per me, stupefacenti.
    Quanto c’è nella vita di ognuno di noi che ci rende preziosi, senza che nessuna etichetta debba segnare il prezzo del nostro valore!
    Esperienze, tempo, anni, ricordi, tutti gioielli chiusi nelle nostre casseforti inespugnabili.
    E poi?
    Basta un momento, una serata più dolce delle altre, ed ecco, tu l’apri così, la tua, mostrandomi un contenuto che, immagino, per te sia più prezioso di una reliquia.
    Sai che io ho conosciuto il pianista, uno di quelli che, di volta in volta hanno accompagnato il tuo maestro in giro nei concerti?
    Luigi Pecchia, è il suo nome.
    E’ da tanti anni che non lo vedo.
    Siamo stati quasi amici, in alcune lunghe serate formiane… in un’altra vita, esistenze fa…
    Ogni tanto mi arriva qualche notizia su di lui, ma non l’ho più incontrato.
    Da qui, in qualche modo, lo saluto.

    E poi?
    Ora sono al mare.
    Le vacanze, quest’anno sono più stanziali.
    Niente grandi viaggi, ma un ciondolare fra il dolce far nulla, il saluto ad alcuni amici, qualche giro per le terre italiane, qualche incursione in mondi passati, nelle esistenze che si raggiungono solo a cavallo delle radici più profonde.
    Farò i conti più in là, con qualche spezzone di queste radici e qualche spuntone di questo tempo trascorso ciondolando…
    Sarà un viaggio preterintenzionale, dove le distanze non saranno chilometriche fila di luoghi sparsi da qualche parte sul pianeta, ma profonde immersioni nel tempo passato, una specie di diving esistenziale, alla ricrca dei pesci multicolore che abitano attorno alla mia barriera corallina…
    Che ne dite, amici carissimi, non è una prospettiva allettante anche questa?

    Un abbraccio a tutti.
    Piero

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