1976 – VENDERO’

il gatto e la volpe

il gatto e la volpe

Ecco il testo.
Lo trovate qui, a questo link: Venderò.

Il video è già partito?
Allora, scorre la melodia, con le sue parole ben scolpite.
Dalla rapida ricerca su internet – mai si finirà di benedirlo abbastanza, il nostro supermercato delle informazioni – scopro che “Venderò”, di Edoardo Bennato è una canzone del 1976.
Oggi, mentre tornavo a casa, la riascoltavo nell’auricolare.
Mi porto appresso un bel bagaglio, in tasca, quando esco di casa.
Per quanto riguarda la musica, limitandomi a quella, porto un pò di tutto.
Rock, jazz, italiana… soprattutto molti classici, quelli evergreen, quelli incancellabili, che mi piacevano una volta, mi piacciono ancora e mi piaceranno sempre.
Si, lo so, manca un pò di contemporanea.
Me lo dico sempre anche io.
Ma non è del tutto vera questa critica.
Nel jazz ho alcune cose, anzi ho soprattutto cose abbastanza contemporanee.
E anche alcuni altri capolavori di oggi, mi piace riascoltare spesso.
Ma qui, non è di questo che voglio parlare.

Nel 1976, Bennato pubblica l’ album La torre di Babele in cui c’è la canzone Venderò.
Il 1976 è un anno, tanto per dire, fuori dal comune.
Qualche esempio:
Nel 1976 comincia la prima puntata di Domenica In (che fu presentata da Corrado), che continua ancora adesso (a parte la pausa estiva), prolungando in qualche modo quell’anno là come un elastico slabbrato… mentre Renzo Arbore dà inizio alla mitica Altra Domenica, che non è stata più replicata (e anche questo vorrà dire qualcosa).
Il film Ultimo tango a Parigi, di Bertolucci, che viene poi sequestrato e censurato (nel 1976, non nel 1679!), ma anche Qualcuno volò sul nido del cuculo, di Forman, che vince l’Oscar di quell’anno (il primo non l’ho mai visto, il secondo lo considero uno dei film più belli che ho mai visto, da sempre!).
Poi.
Viene prodotta dalla IBM la prima stampante laser, mentre Steve Jobs, con un altro amico, fondano la Apple Computer.
E’ l’anno della strage della funivia del Cermis, ad opera di un jet militare americano (gli aviatori americani sfuggiranno alla giustizia italiana), però la prima donna si “laurea” all’accademia militare americana di West Point…
Intanto, in Germania, Ulrike Meinhof della RAF (Rothe armate fraktion, specie di brigate rosse tedesche) si uccide (forse) in carcere.
In Cina, muore Mao Tse Tung…
A Cuba, diviene presidente del consiglio del popolo (o qualcosa di simile) l’inossidabile Fidel Castro.
In Argentina, invece, il generale Videla fa il colpo di stato,
In Francia, vengono rubati 119 (dicasi CENTODICIANNOVE !!!) quadri di Picasso dal Palazzo dei Papi di Avignone (ma che ci facevano, lì, non lo so),
In Vaticano, viene scomunicato monsignor Lefebvre, cattolico iperconservatore del sud francese, poi riabilitato da papa Bendetto XVI !
Però, sul pianeta Marte, atterra la prima sonda Viking, mentre nei cieli terrestri decolla per la prima volta il superjet Concorde…

Per quanto riguarda l’Italia, politicamente instabile – allora forse più di adesso, anche se vengono i brividi a ricordarlo! – vengono arrestati i brigatisti rossi Renato Curcio e Nadia Mantovani… ed anche il generale Maletti e il capitano La Bruna vengono arrestati per la strage di Piazza Fontana.
Viene ucciso da componenti di Ordiine Nuovo il giudice Occorsio, che stava indagando sulla strage di piazza Fontana e Bettino Craxi è eletto segretario del Partito Socialista Italiano.
Il comunista Ingrao viene eletto presidente della Camera mentre Fanfani va a quella del Senato (dopo ennesime elezioni susseguenti alla caduta del governo, mentre arresti e condanne decimano, spesso solo temporaneamente, le fila del terrorimo di Stato e neofascista, e Edgardo Sogno, piduista?, Massone?; Fascista? chi lo sa!, tenta il gole bianco)…
Si scioglie Lotta Continua…
Viene messo in libertà vigilata, a novembre, il generale nazista Kappler, ma a dicembre viene di nuovo “incarcerato” nell’Ospedale Militare del Celio, da cui scapperà (il giorno di Ferragosto) nel 1977 (morirà, poi, nel 1978).
I politici Tanassi, Gui e Rumor vengono messi in stato d’accusa per lo scandalo Lockeed.
Esplode un’altra bomba a Brescia (facendo un solo morto e diversi feriti)…
Nasce il movimento Alleanza Nazionale…
E viene pubblicato il primo numero del quotidiano “La Repubblica”…
Per l’Italia, si segnala, ancora, però, la Nube tossica della ICMESA di Seveso…
Il terribile terremoto del Friuli miete la sua messe di morti (quasi mille morti, migliaia di ferirti e 80.000 senza tetto).
Panatta stravince i gran prix d’Italia e di Francia e la nazionale italiana di tennis vince, nel Cile di Pinochet, la coppa Davis di Tennis…
In Sardegna, evade il bandito sardo Graziano Mesina, ma dal carcere di Lecce,

Ecco.
Ho solo fatto un breve e abbastanza sintetico riassuntino dei fatti di quell’anno.
Ma andate al link: 1976.
Sicuramente troverete dell’altro.
Poi, se qualcuno vorrà fare una ricerca più accurata, non mancheranno pagine di storia più dettagliate, sul web.

Tornando alla canzone…
(Intanto è passata una serata intera, a ricordare gli eventi di quell’anno così lontano)
Venderò è una canzone che ho sempre trovato molto vicina al mio modo di sentire lo cose (sentire le cose è diverso dal sentire le canzoni, ma le due cose viaggiano poi insieme, anche se su dimensioni parallele)…
Nel senso che la canzone racconta … i “turbamenti” di un giovane come tanti, come ero anch’io, allora.
I “turbamenti” di essere una persona di successo che entrava a contatto con il mercato.
E ci diceva che, certo, tutti siamo sul mercato, in un modo o nell’altro.
Si, tutti.
La nostra generazione è cresciuta con questo rischio, esposta come mai nessun’altra, forse, al contagio, alla malattia, o, se si vuole, alla tentazione, al peccato.
E nelle parole di quella canzone ognuno di noi era citato, almeno indirettamente.
Io ero studente, allora, e le porte del mercato della vita e del lavoro mi si spalancavano davanti, io almeno questo speravo, come i miei genitori, che con sacrificio (che parola, allora, quanto veniva usata!) mandavano a scuola me ed i miei (due) fratelli (un maschio ed una femmina).
Ma nel “vendersi” c’era qualcosa di più sottile: “vendersi” era (è) molto diverso che “affidarsi” e
il mercato, a quel tempo, era considerato qualcosa di malato, appunto, o peccaminoso.
E quanto avevano ragione, quei tempi, mi verrebbe da dire oggi!
Ma se lo dicessi sarei certamente fuori dalla corrente del tempo, che oggi, non ha altro Dio che quello.
Il Mercato!
Il vero idolo moderno.
Però, mi viene da pensare, quell’idolo non è come il famoso “vitello d’oro” ?
Quello che – pure, in tempi di “controtendenza” – fece tanto infuriare il tanto Potente Yahweh contro gli ebrei idolatri nel deserto, mentre il povero Mosè se n’era andato sulla montagna a ricevere le famose tavole dei Comandamenti… ?
E che Famiglia, e che quella di Yahweh !
Ce la doveva avere una qualche vena di sinistra, o, almeno, una punta di ideologia anti-mercatista.
Mi ricordo pure che il suo Discendente diretto, il Figlio, Yehoshùa, Gesù (è interessante assai questo link per la traslitterazione dall’aramaico del nome del nostro Gesù), venuto dopo di Lui, fattosi Uomo, qualche tempo dopo, più o meno nella stessa zona, sfuriò con tanto di sfratto violento (no, violento, no, ma, diciamo, deciso e fattivo, frutto di una volontà chiara e precisa), contro i mercanti nel famoso Tempio!

Bennato metteva l’accento sull’anima commerciale delle cose.
Sul rischio che, rincorrendo il mercato, si perdesse il senso più profondo delle cose.
Le cose – oggetti, sentimenti, princìpi, valori – hanno un senso loro proprio, intrinseco, una finalità “ontologica”, dicamo così.
Un martello serve per inchiodare.
I chiodi servono per essere inchiodati.
La libertà serve per essere liberi, qualunque cosa ciò voglia significare.
Ma se il senso proprio di una cosa, il suo valore reale, è sostituito dal valore commerciale, allora si svilisce quella cosa e la si rende vile idolo d’oro, il famoso vitello.
L’esempio migliore è proprio l’oro.
O il denaro, un suo surrogato.
Il senso, il significato, il fine proprio dell’oro, o quello del sui sostituto di basso valore, il denaro, qual’è?
Esprimere il valore del metallo prezioso (che, tradotto nei simboli della civiltà dei commerci, nella quale il denaro sostituisce l’oro, vuol dire che il denaro serve come mezzo per comparare le cose).
Ma se l’oro, o il suo vile sostituto, il denaro, da mezzo, si fa fine/scopo, come accade oggi?
Si deprezza il valore…
L’oro si svaluta se la quantità aumenta, come il valore del denaro, della moneta, si svilisce se ne viene stampata troppa…
Oggi, tutto ha un valore commerciale.
Anche la libertà, la democrazia, la politica.
E forse anche la religione.
Forse viviamo l’epoca della simonìa cosmica.
Venderò, forse, metteva in guardia, avvisava, forse cantava quello che noi già (ancora) pensavamo…
La parola Commerciale – sinonimo dell’odierno POP – era considerata abbastanza male, era quasi un epiteto, abbastanza offensivo.
Almeno nel campo della cultura.
O, forse, di una certa cultura.
Venderò…
Vendersi, cantava Bennato, voleva dire affidarsi… al Gatto e la Volpe (altra meravigliosa canzone di Edoardo (per chi vuole, metto il link: il Gatto e la Volpe)

E poi ?
Poi… scoprire che l’intera nostra nazione si è affidata proprio a loro, al gatto e la volpe, o ad un mangiafuoco qualunque, ad un marionettista scaltro e vorace, ad un impresario privo di scrupoli… Tutti come sprovveduti Pinocchi…
Ma questa non è altro che la peccaminosa, ma fedele, metafora dell’umanità intera.
Marciano tutti, pare, i popoli della terra, verso questa folle destinazione.
Viaggiano a velocità differenti a seconda del punto di partenza.
Ma è qui che vogliono arrivare…
Eppure era già stato tutto scritto…
Come si può cadere nella rete così ingenuamente?
Forse, però, non non si tratta di vera, sincera, ingenuità.
Forse si tratta soltanto di un accurato calcolo malizioso.
Non lo so.
Non voglio giudicare.
Mi limito a chiudere questa specie di mini antologia sgangherata con i versi finali di “Venderò”.
Per chi ci crede, restano ancora veri.
Come lo sono, ancora, per me:
“…
Ogni cosa ha il suo prezzo,
ma nessuno saprà
quanto costa la mia libertà”.

6 thoughts on “1976 – VENDERO’

  1. Sembra incredibile vero? L’attualità di questa canzone…
    Dici bene, tutti siamo dentro al mercato in un modo o nell’altro: nel senso più ampio del termine ed anche nelle sfumature meno evidenti, più subdole(ma forse nemmeno poi tanto…) Prendi il mio lavoro ad esempio: la scuola e primaria per giunta. Potresti immaginare qualcosa di meno soggetto a una qualche regola del mercato o comunque ad interessi di tipo economico? E invece no, Amico caro, anche qui, anche qui… A cominciare dai corsi abilitanti e di formazione a pagamento che arricchiscono chi li mette in piedi, al famose baraccone INVALSI che ci costa l’ira di dio e su cui ci sarebbe tanto da discutere, alle case editrici che vendono i libri per preparare i bambini a questo scempio. Mi fermo qui, non è questo l’argomento del tuo post e non voglio andare troppo fuori dal seminato.
    Tutti siamo dentro il mercato volenti o nolenti e…siamo sinceri: ci piace, ci piace troppo salvo poi piangere quando ci accorgiamo della fregature e vorremmo tornare indietro e non si può… In quanto alla libertà, continuiamo a stringercela tra i denti, almeno la venderemo a caro prezzo.
    Un abbraccione

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  2. Ho sentito le canzoni di Bennato, e mi piacevano molto, quando avevo l’età liceale.
    Addirittura doveva fare un concerto nella mia città, a Benevento, dove abitavo allora (ma non sono nato lì, ricordalo, amica mia), ma poichè è un tipo … ‘nu poco pazzariello… si fece venire una crisi epilettica prima dello spettacolo e quindi rimontò tutto nel suo furgone e se ne andò (forse, chissà, non gli piacque il posto…).
    Appuntamento perso, questo, con lui.
    Poi ho risentito i suoi dischi da adulto, pochi anni fa li ho caricati nell’mp3 (ora li porto nel telefonino. la tecnologia si evolve, mia cara).
    Mi ha stupito non solo l’attualità, ma addirittura … la visione profetica!
    Prova ad ascoltare il famoso Burattino senza fili!
    E’ pari pari la storia d’Italia di questi ultimi vent’anni, incluso … il grillo parlante…
    Alcune canzoni sono veramente lo specchio di quello che pensavo allora… e di quello che credo ancora oggi, comprese le crisi e la storia che c’è passata in mezzo.

    Mi parli del mercato.
    Neanche io penso che il mercato sia il demonio.
    Ma certo… stiamo vivendo le conseguenze del consumismo sfrenato, come tu mi racconti sta accadendo anche nella scuola.
    Un poco ne sono al corrente perchè ho un fratello, con annessa cognata che insegnano (scuole medie) ed ho il mio giovanotto che bazzica l’università (in maniera abbastanza problematica)…
    In altre forme, il mercato sta massacrando anche i nostri uffici pubblici… tra spending review, tagli, carriere sponsorizzate, eccetera eccetera…
    E lo sai, lo stai pagando anche tu il prezzo, stiamo sul banco degli imputati, siamo noi i colpevoli di questa crisi maledetta!
    Mentre tutti gli altri, quelli che hanno scelto di seguire il gatto e la volpe, e anche quelli che stanno appresso al grillo parlante, quelli no, quelli sono le povere vittime, i taglieggiati, i rapinati.

    Ma non mettiamola su troppo sul serio.
    Adesso è estate, un pò di musica fa bene…
    Ti regalo un altro video.
    Un bacio.
    Piero

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  3. “Venderò la mia sconfitta…” Questa è una canzone senza tempo, attualissima per questi giorni nostri
    Non conosco molto bene Edoardo Bennato ( musicalmente parlando) ma alcuni suoi brani hanno fatto la storia della musica italiana. Le sue parole, il pensiero, la musica, l’armonica a bocca inseparabile, sono una necessità per la musica tutta
    Un grande abbraccio
    Mistral

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  4. Cara Mistral,
    ho ascoltato Bennato nell’età della scuola, e come ho raccontato sopra, mi piaceva molto e trovo ancora oggi le sue vecchie canzoni davvero … profetiche. E poi erano spesso anche un buon rock italiano, anzi, napoletano e per me che stavo da quelle parti era un piacere ascoltarlo (e, anzi, lo ascolto ancora…).
    Se ti capita ascolta le sue canzoni più vecchie, ti divertirai e forse le troverai anche interessanti nei testi
    Un abbarccio carissimo.
    Piero

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  5. Ho sempre amato le canzoni di Bennato e le amo ancora….. era profetico?
    Certo ora si sta svendendo tanto….Ma ascolto questa musica, condivido i tuoi pensieri ma voglio ancora avere fiducia….

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