LA SOGLIA

Photo by Pierperrone
Photo by Pierperrone

Varcare la soglia. Un passo.
Solo l’ultimo passo.
Cos’altro mi resta da fare?
Tuttavia, esitante, tremo.
Dinanzi all’uscio, attendo.
Attendiamo, tutti, inutili,
vani, il tempo che scorre
e va, passa oltre e, poi,
a piacimento, ci ripassa
sotto il naso.
Infine entra. E non esce più!
Deciso ha affondato la mano.
La maniglia, docile, ha ceduto.
Oh, avessi potuto sbirciare dentro!
Un attimo, lesto, almeno!
Presto, invece, l’uscio
sul mio naso s’è richiuso.
La soglia. Varcare la soglia.
Cos’altro mi resta da fare?
Una luce vivida nella cella
s’indovina.Bagliori sfuggon
dalla soglia come lampi.
Veloci si confondon, guizzando,
all’ombra, in fretta. Poi, sogni,
sfumano e svaniscono. Si disfano
nell’ombre le curve forme
dell’uscio che sbarra il passo.
Nel buio annega lenta, invece,
la piatta attesa senza tempo.
Son ferme le lancette ormai
e sul muro, là in giardino,
non corre più la meridiana.
Un passo. Un passo ancora
e dentro sarei ora. Svelato,
il mistero. Il tempo. Un passo.
Un passo ancora. Ma, esitante,
tremo. L’autunno s’avanza invece.
Rincorse, lazzi, giochi e scherzi,
con l’estate fanno a rimpiattino.
Così la lunga sera rosee guance
vezzosette mostra e imbroncia.
E là dietro l’uscio corre
a rifugiarsi. Poi, d’un lampo,
guizzando, dentro si rinchiude.
E l’uscio, sul muso, lesta,
mi rinchiude sulla faccia.

9 pensieri riguardo “LA SOGLIA

  1. E noi continuiamo ad aspettare, sulla soglia, indecisi….e attimi di vita ci sfuggono dalle mani.
    Perdiamo la vita di oggi per la curiosità di sapere cosa ci sarà di là, in quegli spiragli di luce che filtrano dalla porta..

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  2. Della soglia ho due immagini: quella da superare per entrare in una stanza buia, una stanza conosciuta ma in cui la fantasia costruiva paure, e poi la soglia di casa, quella che aveva un gradino che da bambini diventava panchina e tavolo da gioco. Col tempo la prima si è spenta con la razionalità, la seconda s’imbeve di nostalgia. Non resta che uscire.

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  3. Poesia complessa, molto. Densa di significati credo. Quei versi iniziali poi ripetuti, mi fanno pensare alla rassegnazione che l’età può portare: il sentirsi più vecchi e la celata ma realistica e presente consapevolezza dell’esistenza di quella soglia. Ci si ritrova forse a pensarci più spesso, a chiedersi cosa ci sarà, come sarà..A volte la si può vedere anche come qualcosa di attraente..E’ normale credo, umano…
    Ma l’autunno esiste dentro l’estate,, vive dentro essa, vive perchè il tempo che manca al suo arrivo lo fa esistere, si mescola con l’estate e noi li viviamo entrambi e ancora…non è tempo…Non sappiamo quando, ma ancora no, non è tempo. Ce lo dice l’estate,
    ciao Piero, un abbraccione
    PS: spero sia riuscito a capirci qualcosa, mi sa che non sono stata molto comprensibile🙂

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  4. Cara Fausta, é proprio come tu dici: tieni conto però che quella soglia é anche tutto ciò che di piccolo e banale noi chiamiamo quotidiano. e così l’esitante incertezza di vivere assume tutta la sua estensione esistenziale (se mi concedi un parole del genere).
    Un abbraccio.
    Piero.

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  5. Caro Paolo,
    io direi… che non resta che affondare la presa, stringere quella maniglia ed entrare! Poi…. sarà quel che sarà: ma più che un viaggio nell’Ade … sarà un viaggio nell’adesso!!!
    Piero

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  6. Mia carissima Patrizia,
    la complessità é ciò che chiamiamo vita: solo con peccato di superficialità possiamo farsene sfuggire le mille sfumature. Ed é, o sarebbe un peccato molto grave, uno di quelli che chiamiamo peccato mortale.
    La soglia di cui si parla sta nascosta sotto le mille scelte che giorno per giorno ci oncutono

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  7. … dicevo…
    la soglia é metafora delle scelte, delle mille scelte quotidiane, quelle piccole sole da varcare e che pure ci incutono timore, incertezza o anche paura… ma vivere cos’altro é se non stare continuamente là sulla soglia..
    Certo, ci sono sempre i furbi, quelli che passano avanti, che non rispettano la fila…il tempo, ad esempio e le stagioni e altre mille e mille figure che come fantasmi ci passano dentro e ci precipitano indifferenti verso quella soglia… E non non possiamo fare a meno di invidiare un poco ka loro sanzionata indifferenza…. o forse le prendiamo anche ad esempio di un poco di leggerezza….
    No, non c’é solo la morte là oltre la soglia: quante cose naif ci possono essere!
    Ed é questa, amica mia carissima, la complessita’ di cui si parla.
    Che é là complessità del cuore, dell’anima o anche della vita, che con le sue paure, certe volte ci fa sentire là morte dietro le spalle, in agguato.
    Ma, anche allora, non ci resta avere il coraggio di affondare la mano e spingere la maniglia. Un abbraccio,
    Piero

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  8. Irrequieto avanzavo con sguardo fisso, perché il tempo mi era dietro ed incalzava. Un giorno mi volsi per pensare e vidi il tempo come mia ombra, allora il passo accelerai imbucando ogni porta aperta perché li sotto, l’ombra spariva, perché li sotto era ripartire. Ma poi sentii quella voce e arrestandomi mi volsi perché volevo il significato, perché quello mi era negato. Presi in mano la maniglia, ma non volli fare forza, per me allora quella soglia era, giudicare la mia vita.

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  9. Caro Marzio,
    grazie per il contributo… all’opera.
    Il tempo è l’ombra nostra, come dici tu.
    E’ vero.
    E’il nostro passato, quell’ombra.
    Però il tempo è anche il raggio di luce che rimbalzandoci addosso ci fa generare quell’ombra.
    L’altra metà del cielo, potremmo dire, l’altra metà del tempo che ci è concesso: il futuro.
    La soglia, allora…
    La soglia, allora, mi viene da dire, siamo noi stessi.
    Siamo il luogo/momento di passaggio.
    Ciò che genera l’ombra.
    Ciò che genera il tempo.
    Che anche quello, come gli dei (come diceva il Filosofo, cioè Nietzsche, a proposito di Dio), non esisterebbero senza l’uomo a generarli (con/nel loro pensiero).
    A presto,
    Piero

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