LA SPINA DI BORGO

Roma, piazza S. Pietro (da: http://www.iloveroma.it/photogallery/sanpietrofoto/foto9.jpg)

Roma, piazza S. Pietro – ADUNATA DELLE CARROZZELLE (da: http://www.iloveroma.it/photogallery/sanpietrofoto/foto9.jpg)

Un documento veramente d’eccezione.
Il cuore di Roma come non c’è più…

MI DISPIACE: WORDPRESS NON CONSENTE DI CARICARE ALCUNI VIDEO PUBBLICI.
E’ UN LIMITE CHE NON MI PIACE.
E’ INUTILE.
PERCHE’ E’ STATO POSTO QUESTO LIMITE?
PROVVEDERO’ A POSTARE IL VIDEO SU FACEBOOK.

Ecco comunque il link al video:

http://video.repubblica.it/edizione/roma/quando-roma-cambio-volto-la-distruzione-della-spina-di-borgo/166640/165128

8 thoughts on “LA SPINA DI BORGO

  1. Guardare questo video mi ha fatto ricordare i racconti di mamma…. lei diceva che arrivare in piazza san Pietro dalla stretta via della Conciliazione levava il fiato con la sua immensità. Certo lo è ancora ma ci si abitua alla sua grandezza man mano che ci si avvicina.
    La messa in posa dei nuovi lampioni, invece, la ricordo personalmente….

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  2. Peccato.A me piaceva di più prima, da quello che ho potuto vedere dal video. Abbattere edifici storici è sempre un errore, secondo me, anche se al suo posto sorgono cose strabilianti, non ci si guadagna mai.
    Un abbraccio

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  3. Sai, Fausta, quello che diceva tua madre l’avevo letto in qualche libro che raccontava le sensazioni dei viaggiatori famosi passati da Roma nei secoli.
    Ma è più bello, per me, che sia una persona vera, tua mamma, a … raccontare la sua sensazione.
    E’ più vero.
    Certo, quando hanno deciso di fare uno scempio del genere c’è voluto una vera faccia di bronzo… ma non è che oggi sia tanto diverso, a Roma, e forse anche in Italia: quanta bellezza stiamo distruggendo? Quante macerie stiamo producendo? E non parlo delle macerie materiali soltanto!

    Ma tu, scusami, Faustì, com’è che ti ricordi personalmente dei nuovi lampioni? Non stai a firenze?
    Qua, occorre che mi racconti meglio le cose.
    O sono io così rinco?

    Un abbarccio,
    Piero

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  4. Cara Patrizia,
    io la penso come te.
    In questo nostro tempo moderno, forse abbiamo perso le ancore, le certezze, le radici, ecco.
    E così cerchiamo di attaccarci ai resti, alle tracce dei tempi passati, come se quelli ci dessero stabilità, sicurezza, forza.
    E’ così, per me.
    Mi piace moltissimo andare in giro, a vedere pietre e ruderi.
    Mi riempie il cuore oltre che gli occhi.
    Sono stato domenica, in un posto, qui, vicino Roma, a Pratica di Roma, all’Antica Lavinium.
    Il luogo fisico in cui sarebbe attraccato Enea, da Troia, quello cantato da Virigilio.
    Ecco, non ti puoi immaginare l’emozione!
    Anche quei resti, un masso a rappresentare una tomba, una circonferenza di pietre a ricordarci il tumulo di un antico re, forse un principe o un generale, una statua votiva, terracotte e pochi resti di bronzo, e una serie di altari di tufo straordinari, resti di migliaia di sacrifici, orientati nella rosa dei venti, perfettamente allineati al centro fra l’Oriente che evoca la nascita, l’inizio, la vita, e l’Occidente del tramonto, della fine, della morte…
    E sono andato a vedere anche i resti (mirabili a dire il vero) della via sacra che portava al santo tempio federale in cima al monte Cavo, da cui si ammirano gli Occhi di Diana, due spendidi laghi (di Nemi e di Alabano) verdi come quelli di una dea, belli da baciare, da farsi innamorare…

    Io la penso come te.
    Ma non posso evitare di pensare che, comunque… il Colosseo lo costruirono sopra i ruideri della Villa di Nerone, demolita per la danmatio memoriae tributata all’imperatore ucciso/suicidato, cantore e piromane, palazzinaro e poeta.

    Un bacio,
    Piero

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  5. Non sei affatto rinco…..i lampioni li hanno installati verso il 1950 ed io sono venuta a Firenze quando mi sono sposata, nel 1967….
    27 anni di vita a Roma e 47 di vita a Firenze….per questo oramai mi sento fiorentina (senza abbandonare la mia “romanitudine”)
    Ah… dai 47 vanno scalati tre anni di vita a Siena…anche lì ho lasciato un pezzo di cuore….
    Ultimamente sto assistendo – con un dolore infinito – allo scempio che viene fatto di Firenze….

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  6. Lo scempio lo stiamo compiendo in questa povera nazione.
    E forse lo scempio è anche l’avanzata del tempo che non possiamo fermare.
    A me non piace questa disgustosa distesa di cemento che stanno stendendo sulla bellezze delle nostre belle città, dove arte, storia e gusto del bel vivere sono strettamente intrecciate.
    Ma… non so come dirla… è la democrazia, cocca! Vogliamo tutti avere una casa di cemento con il tetto sulla testa e le pareti che ci riparano dal freddo? Il formicaio resistente al soffio del Lupo cattivo?
    Siamo diventati 7 miliardi, sul pianeta, saremo dieci miliardi fra pochi anni… tutti che vogliono una casa…
    Ma certo che il buon gusto potrebbe prevalere…
    E la bellezza governare…
    Piero

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  7. Si potrebbe trovare anche una sana via di mezzo…..sì alle costruzioni senza però distruggere quella che è la nostra memoria storica e tenendo sempre presente che la bellezza è fonte di vita!

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