LA MISURA DELLA GRANDEZZA

photo by Pierperrone

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4 thoughts on “LA MISURA DELLA GRANDEZZA

  1. Mi piacerebbe avere il coraggio di provarci, li ho sempre invidiati…credo che da lassù e con quelle emozioni si possano comprendere molte cose. Credo che ormai sia tardi per pensarci e del resto non ci riuscirei mai, ma la grandezza dei voli pindarici fatti con la mente, anche se non dà probabilmente la stessa emozione, è ugualmente entusiasmante :-))
    Ciao e un abbraccio

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  2. Cara Fausta,
    la grandezza e la piccolezza sono i due opposti di una dimensione che vede l’uomo al centro.
    Io ho pensato alla grandezza, all’immensità, all’infinito… perchè volare ci mette in contatto con quella dimensione e… ci fa sentire immensamente piccoli, no?
    Ho anche pensato ad una metafora, alla grandezza divina che si misura con la misura umana, ma non volevo andare oltre il titolo.
    La foto parla da sola.
    E così le lascio la parola.
    Un abbraccio, cara Fausta,
    Piero

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  3. Cara Patrizia,
    anche io ho provato lo stesso desiderio di provarci.
    Appena posso carico le altre foto che ho fatto domenica.
    Sono andato a visitare, vicino Latina, il giardino di Ninfa, e poi Bassiano, e infine Norma/Norba.
    Norba, in particolare, che è l’antica città al cui fianco è nata poi Norma, è su un pianoro che si butta giù da una collina a strapiombo.
    I resti archeologici sono molto belli e sono resi ancora più suggestivi da questa posizione da cui si vede tutta la piana pontina, quella fatta bonificare dal duce, e si vede fino giù al mare, che brilla laggiù…
    Da quel precipizio si lanciano i … quelli che praticano il parapendio.
    Erano tanti, domenica, una ventina, forse di più.
    Ma erano di tutte le età, anche più anziani di me, e c’erano maschi e femmine.
    E non si tratta di uno sport troppo atletico…
    Almeno così si vedeva…
    Certo, a parte imparare a manovrare l’attrezzo, che si muove grazie ad alcuni fili che gestiscono la direzionalità del parapendio (una specie di grande spicchio di luna volante), la parte difficile dev’essere stringersi il cuore per buttarsi di sotto dal precipizio.
    Anche se, secondo me, non si tratta proprio di buttarsi, come si fa col paracadute da un aereo, ma di planare agganciando la spinta del vento, che fa alzare la vela ed il viaggiatore insieme a lei…

    Patrì, ma io sono uno che ha paura addirittura di salire sulle giostre, figurati se mi posso buttare da lì.
    … però, la voglia… e che voglia!!!!!!!!!!
    Un abbraccio,
    Piero

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