PINK FLOYD – ECHOES HD

PINK FLOYD – ECHOES HD

PINK FLOYD – ECHOES HD

Che spettacolo è stato, per i 4 favolosi inglesi, suonare in un teatro così!
La natura spossata, dolente, consunta, avvolta, protetta, nuda, abbracciata, aggrappata al mantello magico del teatro antico di Pompei mangiato dal fuoco e consumato dal tempo.
Ma lo spettacolo vero, per me, son queste immagini, che rivivono più vive del vivo momento in cui la musica rotolava giù per i cavi dagli strumenti accordati col le onde d’un tempo altro, ulteriore.
Un tempo più sottile del tempo degli anni e degli astri.
Un tempo impalpabile, imprendibile, imperdibile.
Un tempo che si dipana lungo sentieri che non seguon le normali leggi del tempo.
Lo posso chiamare “tempo interiore”.
Ed ecco, quel tempo, appena evocato, si muove, ora, dietro lo specchio lucente dei miei occhi assorti e perduti.
Si muove con ignare cadenze e ritmi che son suoi solamente.
Sul davanzale, invece, delle finestre degli occhi, si srotola il film e gioca il suo tempo, come il gatto col topo.
Attonito, resto con lo sguardo sgranato.
Meravigliato, resto impigliato nei ricordi che sgorgano dallo specchio d’un tempo che, misterioso, gioca anche con me.

La musica mi porta indietro negli anni.
Credevo di aver dei ricordi, immagini di quel tempo passato, memorie di quello che una volta son stato.
Ricordi fantastici, vaghi, confusi.
Mi rendo conto, invece, che son solo sogni svagati.
Informi sogni, vuoti, deformi.
Sogni ricolmi solo d’un bisogno di fantastici mondi lontani.
Insaziabile fame d’un cieco digiuno vagare per vasti universi che si nutron di musiche arcane, segreti, chimere, sconosciute sapienze perdute, eppure, appena, a portata di mano.
Avevo un’astronave, a quei tempi.
Aveva ali potenti e scalpitanti cavalli volanti.
Veniva sospinta lontano da rombanti motori scoppianti.
Su quella, spiccavo salti giganti.
Sorpassavo le astrali frontiere del tempo e mi dirigevo verso lontani pianeti rotanti.
L’immaginazione… ara alimentata dal carburante del tempo… e da sinuose musiche dolci.
Non ho mai amato troppo le assordanti band roboanti, le electric guitars distorte ed i rullanti picchiati e violenti.
Piuttosto amo sempre i ritmi, le melodie, i cadenzati passi del tempo.
Ho consumato i dischi dei 4 favolosi inglesi.
Ho catturato quei 4 cavalieri erranti del tempo.
Li ho annessi all’impero del cuore.
Li tengo stretti, lì, legati ai ricordi, sottomessi, imprigionati, avvinti, stregati.

2 thoughts on “PINK FLOYD – ECHOES HD

  1. Una musica che prende il cuore e fa sognare….. forse ora i sogni non mi fanno più volare alto ma sicuramente la musica scende con ancora più profondità, sfiora la pelle e arriva dritta al cuore!

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  2. Sono sicuro, cara Fausta, che i tuoi sogni ti portano ancora più lontano di tanti anni fa, solo che oggi, per volare attaccati ai sogni, bisogna fare sogni più … speciali di una volta.
    A me la musica, certa musica, fa l’effetto di un tappeto volante, mi rapisce e mi porta in un mondo tutto mio.
    Lì, forse ci sei anche tu, anche se non ci parliamo e non ci facciamo caso.
    Ma sono convinto che in quel mondo ci sei tu e anche altri eletti.

    Un abbraccio,
    Piero

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