GENESI

Londra-National Gallery_Venere e Marte

Sandro BOTTICELLI – VENERE E MARTE

Da sempre era il Nulla.
Eterno e persistente.
E dal Nulla sorse, sorprendente, l’aurora boreale.
Fu la prima, densa e rosa.
Dolcezza d’un tiepido rossore che, lento, s’avvampò nell’intimità del Cielo vuoto.
Fu un montare, inarrestabile, d’inquieti istinti naturali.
Una rugiada, fresca, un bacio capriccioso.
Il bocciolo rosa, nel vivo oscuro caos, s’offrì al bagno d’oro della luce.
Fremente alla carezza del primo alito di vita, la dolce bionda Aurora volle farsi donna.
Così, la soave gemma rosea irradiò l’estasi lucente: fu l’alba mattutina.
Ma l’Amor non può attendere a quell’ora.
Giunse di lungi un cavaliero sconosciuto.
Si compose nel primo cielo, lentamente.
Come distratto, adolescente, ignorante dell’arte degli amanti.
Col primo raggio s’illuminò il seno rosa.
E poi, con un altro, le incerte forme tonde.
Si sfioraron pelle a pelle, l’Alba dolce del Mattino e il nascente Sole dell’amore.
Una leggera nebbia s’avanzò indecisa, guardandosi attorno titubante.
Nulla davver si scorse della copula celeste.
Ciò che si racconta oggi son solo favole mitologiche.
Io so la storia vera e m’appresto a raccontare.

Il primo istante nacque da un gemito profondo.
Un lamento intenso d’irriducibile piacere.
Una pulsazione genetica, una luce fioca, uno sdilinguir d’aurora rosa.
Il sorger d’un bagliore, fino a divenir un’accecante vampa.
Un sole, un dei mille e mille.
Quel ch’ho visto io.
Così s’accese, nell’avviso mio, l’universo intero, fra un palpito e un sorriso.
Non proprio all’improvviso,
Così mi par di potervi dire.
Il cielo, potente e maschio, si sprofondò, in quell’attimo che dura ancor ora intensamente, per sparger dappertutto i suoi raggi di fecondo seme.
E s’affannaron vogliose, la terra, e l’acqua, e l’umida materia, amanti d’insaziata siccità.
Bramavan d’accoglier la pioggia d’oro che sgorgava dalle viscere di quel sole spumeggiante.
S’apriron a quell’amante le valli più feconde del più dolce ventre femminile.
Volle, così, il primo ventre fertile, farsi ingravidare da quel sì prezioso seme!
Poi, con le cure del più tenero amor materno, quel seme fu nutrito, e fu germoglio ricco, arca dell’intero cosmo animato.
Materia della stessa materia di cui furon tutte le cose prima che il mondo fosse fatto.
Così, si uniron gli Elementi nell’amore eterno che dura ancora oggi.
Ne sorsero fiumi e mari e tutti gli oceani sconfinati.
E le plaghe dure, e nere, dove s’ode ancora il profondo rotolar d’un’eco.
Zoccoli ungulati e guizzanti pesci.
E miriadi operose di formicolanti creature.

Il primo istante è stato un lungo gemito persistente.
Profonda e intensa vibrazione che si propaga ancor per l’universo intero.
L’odon gli scienziati, che con i loro stupidi apparati intellettuali, appellan col nome vano di radiazione cosmica.
Si, ed è come chiamare lux, il culminante istante che di baluginante vita al suol c’accese.
Mio padre, gentile e dolce maschio, a momenti burbero e severo, si diè del tutto, quella volta.
E lei, la mia cara madre, l’accolse col suo corporale amor, per me divino sentimento.
Così, s’accese l’universo tutto, di piacere infinito e immenso.
E arde, oggi, ancora, pur se la pioggia batte gelida, e schiaffeggia, il vento, l’aria e, flebili, si fan le cose.
Ancor s’irradia per ogni dove quell’energia infinita, onda di piacere intenso che l’originario amplesso propaga da allor nel mondo.
Senza quella, oggi, non ci sarebbe più vita alcuna.
O rotear di stelle.
O rivoluzione d’astri…
e orbite, perfette e pure..
O galassie infinite e belle…
…caste e vergini vertigini…

Il primo istante fu una scossa di piacere voluttuoso.
Tremiti convulsi di corpi stetti forte nell’estasi amorosa.
Sfinimenti languorosi di visceri animali.
Dev’esserci, ancor lassù, nel cielo più profondo, un antico talamo nuziale.
Ove ancor si stringono sudati, gli amanti primigeni, prigionieri degli sguardi innamorati.
Scuri vortici infiniti d’interminabili armonie celestiali.
E’ il moto cosmico dei corpi, giuramento d’un amore sconfinato, che garantisce, invero, il perenne permaner del movimento.
Un istante, insomma di supremo orgasmo permanente.
Cos’è, allora, la tristezza che la morte nel cuore a momenti si raggela?
Chi l’amore, in terra ha conosciuto, sa che all’ardore segue un malinconico rinculo.
Un pausa del respiro.
Un singhiozzo che si stringe nella strozza.

4 thoughts on “GENESI

  1. Certo che raccontata così, è decisamente suggestivo. Bello! Bello pensare che sia avvenuto tutto per un moto d’amore. Amore di un dio? Amore di qualcuno, chiunque esso sia? Amore come forza di propulsione, sempre e comunque, e che noi abbiamo dimenticato, dimenticando quasi il suo potere e riducendolo il più delle volte a qualcosa di scontato, di calcolato, di “conviene o non conviene”? Qualcosa deve essere successo e quel qualcosa ce lo portiamo addosso così come ci portiamo dentro l’amore. Come possiamo, come sappiamo. Ma dell’amore siamo fieri, anche quando forse non avremmo molti motivi per esserlo, lo ricordiamo ogni giorno, ne parliamo, generalmente lo si desidera e lo si cerca. Salvo poi buttarlo via, spesso per mero opportunismo o per paura. Vigliaccheria forse…anche quella ci sta.
    Sto parlando di tutti i tipi di amore, non solo quello tra uomo e donna.
    di quello che tu chiami “Un malinconico rinculo” , (splendida…splendida similitudine!) invece, non vogliamo ricordarci, lo evitiamo, lo rimuoviamo, ma ne siamo pervasi. Nostra essenza quanto l’amore.
    Credo di aver farneticato un po’ e probabilmente sono andata fuori dal seminato…ma che vuoi fare…i tuoi scritti spesso mi fanno andare a ruota libera, forse troppo-
    Un grande abbraccio

    Mi piace

  2. Affascinante questa descrizione dell’inizio…inizio del tutto…
    Sono convinta che le prime cose che vennero alla luce siano state la bellezza e l’amore, e che ancora ne conserviamo dentro di noi l’impronta, ma che sia stata sommersa e gettata nelle “profondità più profonde” così che sia tanto difficile riuscire a riportarle alla luce. Eppure ci colpisce la bellezza fuori di noi e la sentiamo risuonare dentro la mente e il cuore e così l’amore, in tutto l’universo e nel nostro mondo, nel nostro io….e forse quel “malinconico rinculo” è solo la nostra paura a lasciarci andare completamente ad una nuova creazione….

    Mi piace

  3. Cara Patrizia,
    grazie, sempre, ovviamente.

    Ho sempre letto con estremo fascino i miti relativi alla nascita del tutto. Le cosmogonie, no? Tu che fai la maestra mi correggi, se non uso i termini giusti (e forse così potevo intitolare il post, in modo più preciso che genesi).
    Mi affascina quell’attimo iniziale, che nessuna teoria riesce a spiegare.
    Non, certo, il big bang, che lascia irrisolto il problema dell’attimo 1, della nocciolina che esplode, o forse, meglio, implode, o tutt’e due, insomma, quel chilotone che oggi chiamiamo universo in perenne espansione.
    Non spiega l’energia chi ce l’ha messa, come nasce, chi ci ha messo la nocciolina, chi l’ha compressa così tanto da farla scoppiare su sè stessa…
    Neanche le teologie mi convincono, perchè lasciano irrisolto il problema del Creatore, del Demiurgo, del Primo motore immobile, limitandosi solo a porlo su un piano diverso dal nostro.
    Mi affascinano i miti primordiali della creazione perchè sono spontanei, naturali, innocenti: mentre nelle religioni e nelle scienze ci vedo un peccato di superbia, perchè lì, qualcuno, quello che spiega, si mette al di sopra degli altri uomini.
    Mi affascina perchè sono come una favola.
    Dicono in modo semplice, che si possa capire.
    Ne ho letti diversi, anche alcuni meno “convenzionali”, per qualcuno provo un’ammirazione fuori dal comune, perchè sanno mettere in parole quel sentimento misto di mistero e di meraviglia che, sono sicuro, ognuno di noi ha provato quando ha esplorato con lo sguardo la profondità del cielo.
    Io ancora lo faccio, lo sai, e l’ho fatto anche qualche sera fa, sul terrazzo di casa. C’erano le stelle, c’era Venere… vedi mi viene di scriverlo con la maiuscola… ma mi riferisco al pianeta o alla bellezza fatta divinamente?
    Il mio racconto è ispirato ad un mito egizio, che vede la creazione come un amplesso fra cielo e terra, fra il dio Ra, il Sole e non so bene come si chiamasse l’altra…

    …Ma io non ho raccontato quel che accadde a loro due.
    Io ho espresso… una teoria cosmogonica nuova! La creazione per atto d’amore… che m’importa se è una poesia così bella? Devo forse contenderla agli scienziati? Oppure ai sacerdoti o agli scribi?
    No, no!
    Se ti è piaciuta così, è perfetta.
    … all’amore non si comanda!

    Un bacio, Pat.
    Piero

    Mi piace

  4. Si, mia cara Fausta, l’amore è una forza immensa.
    Non ci bada più molto, oggi, perchè si relativizza tutto e tutto si trasforma in vile moneta.
    Ma credo che questa vita così trasformata in polvere del diavolo lasci nelle persone un vuoto incolmabile.
    Il malinconico rinculo è una duplice realtà: il freddo che sopraggiunge dopo l’appagamento dell’atto d’amore, quando si sono terse le forze dell’amplesso, ma anche lo spauramento che pervade i corpi e le anime che si slacciano dopo gli stretti legami. Il timore che si resti svincolati per sempre. Soli. Per sempre. Dopo aver provato col corpo il piacere del legame più stretto ma anche l’incapacità di rendere più duraturo di un solo attimo quel legame che si desidererebbe che durasse (ma invano!) per l’eternità.
    Ecco, quel momento di vuoto è anche un momento di terrore, profondo, inconscio, se vuoi, frutto della consapevolezza che l’amore può finire.
    Ma può anche durare: perchè, poi… una seconda notte di fuoco, arriva, alfine. Una seconda occasione. Una seconda creazione.
    Ma l’inizio del tutto ha qualcosa di più fascinoso.
    Perchè non ha nulla di eguale.
    E allora, perchè non raccontarla?

    Un abbraccio stretto stretto, cara Fausta.
    Piero

    Mi piace

I COMMENTI SONO GRADITI

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...