LA MUSICA

dsc56291.jpg
Photo by Pierperrone

Una dolce sera d’inizio inverno…
Una sera che s’allunga e mira la notte…
Un rauco raspare in gola…
Una coperta rossa, protettiva, calda, materna…

E un pò di musica, perchè no?
Che dolce, s’allunga anch’essa verso la notte…
E m’accompagna, un pò misteriosa…
Arriva da lontano, come un richiamo ancestrale, anche se è accurata e precisa, urbana e non tribale…
Il cuore ha invitato ad un ballo l’anima e la tiene stratta fra le braccia…
Si guardano fissi, come gli innamorati.
Stretti, come se uno appartenesse all’altra.
Forse, dietro l’ombra calata, laggiù, come un casto sipario, si stanno baciando, ora…
Si sente ansimare.
E’ l’amore, certo.
L’amore, che la musica regala dal suo generoso ventre.
Sono uno schiavo che deve obbedire.
Come tutti quelli che amano, che sono schiavi dell’oggetto amato.
Ma la musica è dolce, stasera.
Lenta.
Ha qualcosa di dolce, come d’ambrosia, miele e rossa spremuta d’uva.
Scorre nelle vene, lieve.
Accarezza il corpo, delicata.
Entra in punta di piedi, ma senza bussare.
Sa d’essere lei a comandare, stasera…
Sento, lontano, un palpito d’ali, nel parco dove avvenne, anni fa, il concerto che stasera si replica per me…
Le ali del tempo.
Battono il tempo.
Seguono il ritmo…
E quel battito d’ali mi prende, mi porta nel cielo alto, lassù, su quel prato, vasto, che s’allarga sconfinato verso la fine del mondo…
Il tempo sta a guardare, da dietro la volta del cielo.
Corre, di solito, verso chissà cosa, mi sono sempre chiesto, ma tanto non so darmi una risposta.
E poi, tanto, a lui non interessano, la domanda o la risposta…
Ma stasera no.
Stasera non corre.
E’ sempre indaffarato, di solito non si cura della bellezza che vorrebbe distrarlo, afferrarlo, scuoterlo e mostrargli le migliori ragioni per stare al mondo ad osservare la vita scorrere lenta, come una musica dolce…
No, stasera, neanche lui, il tempo dei businessmen, ha più voglia di correre.
Sta lì, nell’angolo.
Lo vedo di traverso, con la coda dell’occhio.
Quasi si vergogna.
Sente il peso immenso della colpa, lo so.
Ha fermato, per stasera, il corso degli eventi.
Tutto s’è dovuto fermare, immobile, congelato.
Perchè s’è fatto catturare dalla magia della musica.
Maliarda e fascinosa amante che si concede con gusto.
Conosce mille trucchi d’amore.
Sa stendere le reti dei pescatori, nelle quali restiamo presi, persi, svagati come abitatori ciechi d’un mare che ci culla, amorevole balia.
E intanto una scala leggera s’alza piano verso il cielo stellato.
Scalino dopo scalino, si leva dal niente della polvere che copre le assi del palco dove ballano i piedi dei cantanti ipnotizzati nel loro mantra primordiale…
E, sorretta dal soffio del vento, dall’aria che viene smossa delle vibrazioni degli strumenti accarezzati dalle mani sapienti dei musicanti, piano, senza fretta, spensierata, la scala, fiore dopo fiore, foglia dopo foglia, alza al cielo i suoi frutti profumati…
Una scala come un albero, un cielo come un prato, una notte come un dolce lago nero…
Fa scherzi strani, la musica dolce.
Il tempo, bellissimo angelo sempre distratto, s’è incantato.
Forse dorme, finalmente, la sua prima notte di sogno.
E chissà quali sogni saprà fare, una volta raggiunte le lontane terre di Morfeo…
E adesso siamo soli.
Persi, qui sulla terra, mentre le solite coordinate nelle quali siamo immersi, si sono perdute e vaghiamo incerti, in cerca del nostro essere puro.
Non c’è più la vita che si consuma.
E’ sospesa la corsa del tempo.
S’è interrotta l’ansia della morte.
Fermi i treni sulle rotaie.
Appesi a mezz’aria gli aerei nel cielo.
Immobili i fiumi.
Piatti i mari.
Spenti i cuori e vuoti i polmoni.
Le voci, soltanto, solo le voci che si sono fatte melodia e canto…
Niente più si muove tranne la musica che danza dolce, nuda e innocente come una ninfa delle sorgenti.
Solo i suoi seni acerbi davanti ai miei occhi s’alzano al tempo d’un respiro che dura per l’eterno.
Sono questo.
Questa musica.
La mia vita scorre sul pentagramma, inciampa nelle pause fra due note, vibra al tempo sincopato di un’emozione colorata, s’appiattisce nella vibrazione del timore che tutto possa all’improvviso finire…
Poi vedo i tuoi occhi, e sento la tua voce.
Voi siete quello che io sono.
Io, la mia carne, la vostra.
Siamo un brano sanguinolento dello stesso corpo.
Sbattuti dalla stessa biscroma.
I nostri giorni si concentrano dentro lo spazio fra una sistole ed una diastole.
Stanno comodi, in quel palcoscenico e si godono lo spettacolo che si svolge tutti i giorni.
Sempre uguale… ma ogni volta sempre differente…
Ecco, adesso il giovane tempo bizzarro sembra scuotersi un poco.
Forse un pensiero l’ha infastidito, come un insetto che pizzica, una pulce, una fastidiosa zanzara…
E’ la solita vita che bussa alla porta.
Cos’altro, se no?
Importuna, a volte.
Bussa colpi pesanti.
Ma non ha il coraggio, ancora, d’entrare…
La musica, intanto, piano s’allontana…
Scorre, ora, anche se lenta, come un fiume, che ha qualcosa da fare, portare un messaggio, raccontare una storia a qualcuno…
Se ne sta andando…
S’allontana.
Saluta, sorridendo, garbata, con dolcezza svagata di bimba incantata…
Riccioli d’oro…
Soffi, respiri, sospiri, sorrisi…
Vezzi di bimba…
Ora vanno…
Il tempo s’è levato.
Ora, come un vento pigro, spinge le secche, stanche foglie d’autunno cadute dai rami della nostra esistenza.
Ogni foglia un giorno.
Ogni giorno una foglia.
E le foglie secche sono quelle che fanno un pò paura.
Perchè non m’ero accorto che un freddo autunno le avesse rese così fragili e leggere…
Eh, mi ricordo, ancora, si mi ricordo, quand’erano verdi e scricchiolavano quando con qualche malaccorto movimento ne spezzavo qualcuna…
Oddìo, quante sono le foglie, laggiù…
Un mare… un intero mare, in cui si sono raccolte quelle foglie d’ognuno di noi… il mare dei giorni passati, intere vite di tutti, esistenze senza numero, che non si possono contare…
Ecco, si, così sembrano interessanti da guardare… ma anche noiose…
Un soffio più forte le sparge…
Volano via…
Foglie come i sogni, che un soffio porta via, un raggio di luce, un sussurro più forte, dietro le finestre…
Brividi di freddo nell’anima calda d’amore…
La musica mi porta, si.
Si, si, amore, portami al ballo…
Sono tuo, ormaiSchiavo tuo.
Come i matti cantanti che sbattono i piedi sul palco.
Li vedete?
Non vi sembrano pazzi abbastanza?
Ma noi viviamo solo perchè anche noi siamo pazzi abbastanza.
Proprio come loro. E moviamo i nostri passi, qui sulla terra, come quei pazzi cantanti sul palco.
Ecco.
Ecco qual’è il segreto della musica.
Questo rapimento.
Rapimento di noi.
E meno male che lei c’è … e ci porta ancora via, lontano!
Almeno finchè lei ci rapisce noi non potremo mai essere morti.

Annunci

6 Replies to “LA MUSICA”

  1. Scrivo questo commento col sottofondo del tuo video. E mi godo le tue parole, così diverse nel tono, da quelle a cui ci hai abituato. E spero che non te la prenderai se ti dico che ti preferisco quando scrivi così. Mi piace come scrivi e cosa scrivi, lo sai, altrimenti non ti leggerei. Ma quando scrivi così ti leggo ancora più volentieri. E’ una questione di corde credo,,,forse io sono più vicina istintivamente a questo tono.
    E’ strano che tu parli del tempo, o meglio, mi sono stupita nel leggere proprio ora questo scritto, ora che un altro anno si sta aggiungendo alla mia conta e mi porta a riflettere su questa dimensione.
    Meglio è affidarsi alla musica e lasciarla compiere la sua magia. Avere l’illusione (e forse nemmeno troppo illusione) di poter fermare davvero questo tempo che corre, corre, corre…
    Non potevi scegliere colonna sonora migliore per accompagnare le tue parole che descrivono benissimo i momenti magici che ci regaliamo, ogni volta che ci sdraiamo sulle ali della musica e ci lasciamo andare….
    Grazie, un bellissimo regalo, arrivato con un tempismo perfetto, Ma che hai? Doti di veggente? :-))
    Ciao caro amico e un abbraccio grande…
    P.S. Auguri per il tuo raffreddore,,, ;.)

    «Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare.
    Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.»
    (Alessandro Baricco, Questa Storia)
    .

    Mi piace

  2. Beh, cara Patrizia, se il tempo mi ha dato doti di veggente è solo per poterti voler così tanto bene.
    Nelle mie parole non c’è ovviamente la furia d’un Dongiovanni, ma solo la gioia che tu mi dai, adesso, per le parole che mi hai scritto e per gli AUGURI che ti ho dato senza sapere (ma che tu ti sei presa con l’affettuosa presenza che mi regali).
    E’ giusto no?
    Oggi è il tuo compleanno?
    Allora sia la gioia, questo il mio regalo, gioia dolce, come una carezza, come la voce dei due, qui sopra…

    La musica dei due attempati giovanotti è davvero speciale…
    Non l’ascolto spesso, perchè me la tengo da parte, come qualcosa di raro… chissà per quale ragione, ma è davvero così.
    Non lo so spiegare, le loro voci, le loro chitarre mi fanno uno strano effetto. Mi riportano indietro ad un tempo indefinito… non posso dire quale età, non lo so… è un mondo in cui si è … si era, si è stati, si è sempre, si sarà…
    Non lo so… un tipo particolare di magia.
    Ma sono contento che piaccia anche a te.
    Si, è una dolcezza particolare, unica…
    Diciamo che me la sono tenuta da parte per fartene dono, oggi.

    Un bacio,
    Piero

    Mi piace

  3. Amo da sempre questi due attempati giovanotti, Tu lo sai, non sono mai stata una rocKettara, se non per alcuni brani di gruppi vari, che guarda caso, erano sempre meno rocKettari del solito Ho sempre preferito il genere di questi due qui, di Jackson Brown, di John Denver, di Cat Stevens ecc.ecc. (L’elenco sarebbe un po’ troppo lungo…) E’ questo tipo di musica, quella che ha dentro la dolcezza che tu cogli benissimo con le tue parole, quella che mi ha sempre incantato, quella dei momenti magici.
    Per questo l’ho considerato un regalo, il racconto e la musica. Perfetti per i 52 ormai… Ma sorridiamo, sempre…
    Riciao 🙂

    Mi piace

    1. Beh, le parole a me sono venute fuori mentre ascoltavo quella musica, quelle voci…
      Le ho rilette, di solito lo faccio, dopo la pubblicazione di un post. Rileggo per correggere un pò e dare una “mano” definitiva…
      Hai detto bene tu… parole che volano leggere, immagini che scorrono come un fiume…
      Inseguono la musica, che va, va. va…………
      Amo molto l’arte, tutta… e la musica… sangue, magia, mistero, passione… la musica è vita.

      Sempre grazie, Faustì!
      Un abbraccio.
      Piero

      Mi piace

I COMMENTI SONO GRADITI

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...