SIAMO SARDI

GRAZIE FAUSTA.
Parole bellissime in questi giorni di dolore.
Ed estendiamo i confini di Shardana a tutto il pianeta, consumato dagli umani, cannibali e autofagi.
Grazie a Grazia Deledda ed a Fausta, alla quale ho preso il post.

LA PAGINA DI NONNATUTTUA

sardegna

Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.
Siamo le ginestre d’oro giallo che spiovono sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese.
Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto.
Siamo il regno ininterrotto del lentisco, delle onde che ruscellano i graniti antichi, della rosa canina,
del vento, dell’immensità del mare.
Siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri, di piante fosche,
di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta.
Noi siamo sardi.

(Grazia Deledda)

Dedicato alla Sardegna, al suo dolore, al suo coraggio!

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2 thoughts on “SIAMO SARDI

  1. Conosco la Sardegna. Mia cognata è sarda e sono state qualche volta in quella terra bellissima. Aspra e tenera, Ho visto il suo mare meraviglioso, la natura splendida e ho visto la terra sottratta alla sua gente e svenduta.
    Ma ho visto di più la Sardegna meno conosciuta, il cuore della Barbagia, con le sue tradizioni, i suoi riti, la sua cultura.
    Ho conosciuto la sua gente. E oggi prego che possano risollevarsi e vendicare questa loro meravigliosa e amara Terra, Lo faranno, lo so…
    Ciao e un abbraccio

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  2. Sposo le tue parole interamente.
    Ci sono andato, in quella terra alcune volte e ci devo ritornare fra qualche mese.
    E’ terra che mi è entrata nel cuore.
    E più ancora che il pur meraviglioso mare, per la selvaticitià della natura, che, lì, è ancora come Dio l’ha fatta.
    Amo la terra bruciata dal sole e schiaffeggiata dal vento, le pietre consumate, le civiltà primordiali che l’hanno resa nobile prima ancora che il mondo classico sorgesse…
    Cosa posso dire di più?
    Vedere le ferite che l’hanno martoriata mi mette una tristezza indicibile.
    Vedere che la morte s’ è portato via tante vite strappate non dalla brutalità degli eventi, ma dalla incuria ed irresponsabilità degli uomini, mi mette rabbia.
    La stessa rabbia che non riesco a placare da quando penso a ciò che accadde a L’Aquila, nel 2009, alle colpe impunite di chi per arricchirsi ha costruito case, strade, ospedali, edifici pubblici (e privati) che sono caduti come capanne di cartone quando il lupo cattivo gli ha soffiato addosso.
    Mi fa rabbia l’impunità, cara Patrizia.
    Invecchio ma quella rabbia mi resta attaccata addosso.
    L’impunità e l’ipocrisia di chi s’incensa il capo ma poi ravana per arricchirsi…
    Ad Olbia è la stessa cosa.
    Non si è allagata la campagna selvaggia, la terra bruciata dal sole…
    Si è allagata la città costruita sulla sabbia…
    I morti sono stati uccisi.
    Ma gli assassini continueranno a farla franca.

    Un abbraccio
    Piero

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