POVERA ITALIA

L'Unità - traffico, parcheggi in doppia fila

L’Unità – traffico, parcheggi in doppia fila (fare click sulla foto per andare alla galleria di immagini dal sito)

Non è facile dire cosa si prova, oggi, in questa povera Italia ammalata.

Almeno, chi cerca di vivere, ogni giorno, secondo i princìpi che ci insegnarono i genitori quando fummo virgulti da educare, oggi, vivere in Italia è diventato difficile, frustrante, triste, malinconico.

E’ più il passato a trattenerci, a tenerci legati, come un’ancora che ci trattenga dalla risacca che vuol rapirci, che il presente ad invitarci a restare su questa spiaggia ormai quasi desolata.

Ma cos’è che ispira sentimenti tanto negativi?

A guardare l’Italia da questa città fantastica che si chiama Roma, con l’aria tiepida anche d’autunno, le strade eterne che hanno conosciuto fasti e tregende, i segni della storia che lasciano negli occhi e nello spirito la traccia indelebile del tempo e della gloria dei popoli, la luce dorata che sa farsi largo anche in mezzo alla paccottiglia di nuvole pigre, le strade piene di gente indaffarata e distratta, turisti d’ogni nazione, uomini e donne d’ogni continente… ecco, vista attraverso gli occhi della Bellezza, l’Italia sembra una donna di grande fascino, attraente, ammaliante e maliarda…

Ma, ecco la prima nota negativa, quest’immagine inganna.

Non donna fatale, ma fatale ingannatrice.

Ecco.

Appena lo sguardo scivola dall’attenzione ai fasti passati al presente…

Quell’oggetto che ci aveva attratti e sedotti si rivela per quel che è.

Una creatura senza classe, senza fascino, sboccata, volgare ed àdita a fare commercio del proprio corpo.

Si. E’ la definizione più precisa che io riesca a dare.

Non farò, qui esempi.

La politica, l’economia, la vita quotidiana nella confusione approssimativa dei servizi collettivi… pubblici e privati, per carità, senza distinzione, per favore…

Non voglio parlare di questo.

Chiunque viva con onestà le proprie giornate mi può dire se esagero o dico bugie.

Prendo solo un caso, piccolo, banale, privo di ogni importanza capitale, ma che per me è diventato esemplare della caduta di questa povera Italia.

Il parcheggio in doppia fila.

Ognuno di noi, almeno di coloro che guidano l’auto, sanno a cosa mi riferisco.

Le strade, larghe o strette, di ogni città, pullulano di macchine.

Il parcheggio è un incubo che giunge dopo la tortura del traffico.

Un posto libero è un miraggio.

Il parchimetro una gabella infame.

Si.

Ma tutto questo niente ha a che fare con il parcheggio in doppia fila.

Che ha un valore etico molto più elevato.

Simbolistico, diciamo.

Il posto in doppia fila è la rivincita del cittadino frustrato.

Contro lo Stato che non ti dà un posto di lavoro: ed io mi prendo il posto che trovo libero.

Contro il comune che non ti dà un parcheggio: ed io mi prendo il posto che trovo libero.

Contro i concittadini che non ti danno solidarietà: ed io mi prendo il posto che trovo libero.

Il parcheggio in doppia fila, insomma, è la vendetta contro la storia che mi ha fatto nascere italiano.

Ecco.

In periferia, in centro, in zona pedonale.

La macchina in doppia fila è come una manifestazione libertaria, un attentato anarchico contro lo Stato oppressore, una bomba proletaria, borghese e capitalista contro la tirannia delle leggi.

Ecco, si, è proprio così.

Neanche la rivolta per il pane o lo sciopero fiscale hanno un valore, in termini di lotta contro lo Straniero oppressore, così elevato come è per il parcheggio in doppia fila.

Ecco.

Se non si comprende questo, non si capisce niente del popolo italiano.

Si può restare irretiti nella bellezza dagli occhi di smeraldo di certi cieli italiani, dal turgore candido di certe antiche colonne di marmo, dalle forme morbide e carnose delle vecchie mura di mattoni rossi dei mille centri storici medievali, dalle curve conturbanti di una dolce collina, dal capezzolo aguzzo di una cupola parrocchiale.

E se si resta imprigionati in quella visione, abbracciati da quella provocante profferta amorosa, non si vede la realtà che si svolge sotto i nostri occhi ogni momento…

Ecco.

E’ questo che volevo dire.

Aggiungo soltanto che, volendo, si potrebbe eliminare il problema del parcheggio in doppia fila…

In nessuna altra parte del mondo è così evidente, questa situazione, come nella povera Italia.

Ognuno potrà immaginarsi il rimedio che crede più opportuno.

Io lascio qui, a chi vuol leggerlo, quello che reputo più efficace.

Basterebbe, con un semplice frego della matita, eliminare il divieto di parcheggio in doppia fila.

 

3 thoughts on “POVERA ITALIA

  1. Caro Piero, il posteggio in doppia fila, a Roma o altrove, come spesso a Milano, è indice del degrado della società italiana e del fallimento dello Stato che non riesce a fare rispettare nemmeno una norma come quella che riguarda la sosta degli autoveicoli. Del resto quando si teorizza con arroganza l’impunità di un condannato in via definitiva per truffa fiscale e dal capo dello Stato in giù tutte le altre istituzioni sono in corale affanno per proteggere quella che viene definita la sua “agibilità politica”, tutti gli altri cittadini, sbagliando, trovano che il divieto di parcheggiare in doppia fila sia una cosa senza importanza che solo raramente viene sanzionata.
    In un Paese normale, come è Stato affermato in sede di congresso o convegno del sindacato dei magistrati, non dovrebbe essere necessaria una legge per capire che un politico che è diventato un pregiudicato con candanna definitiva alla galera dovrebbe avere la sensibilità morale, insieme al suo partito, di dimettersi o farlo dimettere. Ma credo che parlare di sensibilità politica in una casa in cui si può impunemente marciare contro il Tribunale di Milano ed occupare il corridoio prospicente l’aula dove si svolge il processo al loro boss, sia tempo perso. Molto più grave che nessuno sia intervenuto per sanzionare anche quella illegalità. Povera Italia!!! Nello stesso mazzo, per potere meglio dare l’esempio di illegalità, si violenta, si stupra l’art.138 della Costituzione per meglio poter calpestare, poi, la Carta fondamentale dello Stato sulla quale, lo stesso presidente della Repubblica, che ne sollecita la modifica, invece di farla applicare e rispettare, ha giurato per ben due volte ignorando i deliberati risultanti dai verbali della Commissione presiedutada Terracini alla Costituente.

    Mi piace

I COMMENTI SONO GRADITI

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...