BYE BYE, POLVERINI !

BYE BYE, RENATA, THE TRAIN’S GONE

Questo è il testo della prima mail di stamattina, indirizzata ad un’amica.

Eccoci, buongiorno, cari amici.

Oggi fa caldiccio umido, molto noioso.

Ma la giornata è rallegrata da un paio di buone cose.

Oggi dovrei uscire presto, devo fare un paio di servizi e fuori di qui sto certo meglio.

Poi…

Hai visto?

La Renatina se n’è andata.

Ieri sera sputava veleno!

Stava proprio soffrendo, stava male, era inviperita…

Me la sono proprio goduta quell’ultima arringa finale.

Ha esalato l’ultimo respiro politico in diretta tivvù.

Ho gioito proprio!

Adesso, anche il Piddì deve pagare dazio.

Vediamo come si mettono.

Hanno mangiato anche loro, magari con i tovaglioli più puliti e la tovaglia ben apparecchiata, ma tutti quei soldi li hanno presi anche loro.

Mentre ci tagliano spedali e pronto soccorso e ci fanno pagare i ticket su tutto, i politici si sono alzati le prebende!

Bene, paghino, adesso.

Io non sono grillino, non mi è mai piaciuto né possiamo affidarci ad un altro messia televisivo.

Chi mi vuole vendere la panzana di avere l’unica verità in tasca merita, secondo me, solo la misericordia di essere ignorato.

Di padreterni che vendono la loro unica verità (escludo qui dal tema ogni riferimento religioso) ce n’è già troppi.

Ognuno con la sua unica verità.

Ma la sola verità possibile è che, per loro, siamo noi le trote  da prendere all’amo, i fessi da abboccare.

No, basta!

Ma, per carità, la politica si svegli!

Noi, cittadini, padri, madri, genitori, figli, disoccupati, malati in fila di trovare un posto al pronto soccorso, un letto in corsia, contribuenti con il conto del saldo IMU pronto da pagare, siamo stufi!

Basta.

Per ognuno di quei ladri che ci ha sfilato di tasca il portafogli e che ci ha impacchettato truffaldinamente promesse sempre più incredibili – con destrezza e troppa malafede! – si sveglino cento o mille cittadini!

Lo dobbiamo fare.

Per noi stessi, per i nostri figli, per gli amici, per i concittadini.

Altrimenti, avremo solo macerie su cui pagare l’IMU del 2013.

Non avremo più redditi su cui calcolare l’IRPEF.

I nostri figli ci lasceranno, se saranno fortunati, per mendicare un posto di scopini da McDonald’s o di addetti alle vendite in qualche iperdiscount di periferia.

I più sfortunati resteranno per sempre accanto a noi.

E noi, in cambio delle loro coccole, dovremo sfamarli a vita!

A dopo,

Piero

4 pensieri riguardo “BYE BYE, POLVERINI !

  1. Sai Piero, quanto io rifugga da commenti di tipo politico, non tanto perchè non mi interssi cosa succede, quanto perchè non è il mio genere di scrittura, non mi ci trovo insomma. Tuttavia non posso non gioire in questo caso. Ma ripenso a ieri sera, quando ho sentito Casini (ma poteva essere chiunque altro) che con aria tra l’affranto e l’indignato, affermava che bisogna ridare dignità alla politica e potere decisionale ai cittadini andando alle elezioni. Certo…magari sempre con le stesse facce, con gli stessi grugni. Pensiero: “ma andate un po’ a fan’…!!! (vedi perchè non mi va di commentare politicamente? che poi trascendo e divento pure volgare) Soluzioni? Io ce l’avrei una proposta, ma ci vorrebbe un popolo vero.
    Ciao Piero. Coraggio!🙂

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  2. Cara Patrizia,
    siamo offesi, questa è la verità.
    A Roma, a Milano, a Bologna, a Catanzaro/Reggio, a Palermo…. eccetera eccetera…
    Noi, le persone normali, il popolo, i cittadini, stiamo pagando un prezzo molto caro per restare a galla, per non affondare.
    E’ quasi impossibile per un giovane trovare un posto di lavoro e anche chi lavora già teme, ormai, per quel tesoro che ha in tasca e per il rischio di perderlo in un attimo.
    Le tasse ci stanno spellando.
    Il prezzo di tutti i servizi diventa più salato ogni giorno che passa, mentre i servizi che ci vengono resi si affievoliscono sempre di più.
    I negozi falliscono, i prodotti nei supermercati si fanno più cari, gli stipendi diminuiscono.
    Le fabbriche chiudono.
    I lavoratori vengono ricattati ogni giorno: o si muore di fame disoccupati o si muore in fabbrica.
    Nelle strade si aprono sempre più buche di quante se ne coprono.
    Gli spazi pubblici diventano più sporchi…
    Cosa altro devono vedere i nostri occhi e sentire le nostre orecchie?
    Aspettiamo, amica mia, che caccino anche noi dal lavoro?
    Io so che mio figlio sarà molto fortunato se, in queste condizioni, troverà un lavoro, in Italia.

    Se non avessi un figlio sarei scappato da questa Italia.
    E’ offensivo il degrado: i politici si fanno beffe di noi, trattandoci da idioti senza cervello e senza memoria, oltretutto senza coscienza. Forse credono che siamo tutti fatti a loro immagine e somiglianza. E non credo che abbiano torto fino in fondo.
    Ma noi siamo tanti, tanti davvero.
    Fra di noi ci sono alcuni fatti della stessa pasta dei politici, ma ci sono moltissimi altri che sudano e faticano ogni giorno per sbarcare il lunario, che adesso soffrono e che domani non vorranno trovarsi ancora in queste pessime condizioni.
    Io ci credo, so che questa moltitudine di uomini onesti, normali, come te, come me e come tanti altri che conosciamo farà il suo dovere, come lo sta facendo già oggi, soffrendo e rimboccandosi le mani.
    So che non vorranno buttare a mare i loro sacrifici.
    Per questo so che i risultati delle elezioni prossime saranno molto diversi da quelli dell’ultima volta.
    Forse non basterà una sola tornata di elezioni per bastonare questa classe politica sorda e autolesionista.
    Ma quello che si è aperto è un vero processo sociale e politico.
    Non temo Grillo, è un masaniello qualunque, finirà in fretta.
    Il PD prenderà molti schiaffi.
    Il PDL ormai è sul punto di scomparire.
    La Lega è morta, chi ne sente più parlare?
    Il Centro è immobile e sordo.
    Cosa resta?
    Le formazioni ideologiche e nostalgiche? Spero tornino nelle fogne dalle quali sono uscite (certo, chi ha aperto i tombini senza richiuderli merita di essere sepolto anche lui lì sotto).

    Cosa resta, Pat?
    Il vuoto non è possibile, in una società.
    Qualcuno o qualcosa lo riempirà.
    Vedrai.
    In fondo, anche se sembra strano dirlo, oggi, io resto fiducioso.

    Un bacione,
    Piero

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  3. L’altro ieri sul Corriere della Sera c’era un vocabolario degli sprechi per i gruppi regionali e su un’altra pagina i conti. versiamo 60,7 miliardi l’anno per il loro mantenimento. In effetti corrispondono a circa 4.000.000 di pensioni da 1150 € al mese🙂.
    Ciao vado a letto, domani sveglia alle 6,00 per andare al lavoro🙂

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