PURE ENERGY

Ma dove lo trovi un carburante più economico ed energetico?

Fulmicotone!

Energia pura per il sangue e per lo spirito.

Ritmo, anima, voce, virtuosismo…

Passi di danza sfrenata sul confine fra il bene ed il male…

Un inchino, una smorfia, un saluto.

Ed ecco, entra in scena l’artista, il funambolo, sul filo, lassù, solo, sfrenato, sfrontato…

E’ molto sottile filo che unisce la perbenista normalità della vita di ogni giorno con lo scandalo dell’equilibrista che si muove lassù, quasi invisibile.

Un filo di follia?

Un filo di esibizionismo?

Oppure stanchezza, o noia, o un filo di emarginazione?

Si tratta forse di pura asocialità?

La rottura degli equilibri di sempre?

Un ricerca di nuove dimensioni, un affanno per esplorare nuove strade, la scalata di nuove vette?

Applausi, gente!

L’artista ora è sul filo, è lassù, s’intravede tra i fumi, è lì, per mettersi in mostra!

Non perde mai l’equilibrio, il funambolo, l’artista, non spezza il passo, segue comunque il suo ritmo.

E’  la musica ad impossessarsi dell’artista e farsi padrona.

E lui cede e si fa marionetta, un pupazzo, un burattino.

Si muove appena, così sembra, eppure qualcosa di miracoloso avviene.

Si leva nell’aria uno stormo di note, sopraggiunge uno stuolo di suoni, si resta invischiato in uno sciame di vibrazioni.

Si riempie l’aria, diventa elettrica, scossa dalle onde, percossa dalle correnti …

Ecco, batte, ora, il piede il ritmo della grancassa, batte la bacchetta sul rullante, si alza il ritmo dei battiti mentre pulsa il cuore sempre più forte…

Sfinito, senza più fiato, ingoio un sorso di vita feroce, salita da quelle profondità dove giace questo misterioso giacimento d’energia.

Quell’aria sale, lungo la sua scala, disegna rapporti che sono incrocio fra numeri e grandezze musicali.

Sale e sale, una nota dopo l’altra, uno scalino sopo l’altro.

Là, su, in alto, verso l’infinito.

Lì, dove solo la purezza del cristallo può brillare.

Sale, il soffio, sale e sale, fin dove può arrivare, con la sua follia d’artista, solo il cuore uomano.

Sale, oltre il cielo, più in là dell’universo, sfonda, alfine, il fondale e cade dal palcoscenico della vita.

E, lì, ecco, proprio lì, lì porta quella scala, proprio lì.

Si, si, porta proprio lì!

Lì, proprio lì, dove si trova il paradiso.

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4 Replies to “PURE ENERGY”

  1. Non so se sono le tue parole a fare da commento a queste musiche così diverse ma così emozionanti o viceversa. Parole e musica lo sappiamo sono un connubio perfetto. La musica, questo altro linguaggio umano così profondo e intimo, così capace di riportarci tutti, quando l’ascoltiamo a ritrovare e a riconoscere per un po’ la nostra follia…
    Personalmente adoro quella tarantella maliziosa. Mi piace tantissimo questo tipo di musica, la trovo affascinante e capace di suscitare meravigliose emozioni. Come adoro la musica salentina. La pizzica tradizionale come quella che si contamina con influssi moderni . Conosci gli Abash? Sono grandiosi…Se non li conosci ti lascio questo…
    Un abbraccio
    .

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  2. No, non li conoscevo.
    Molto ritmo, si, elettrico e popolare, ritmo di tamburi e della voce…
    In questo genere ce n’è un’altra, che ho postato tante volte, ma che mi piace comunque sempre… questo tipo di musica popolare, taranta, pizzica, antica o moderna che sia, mi dà davvero tanta energia, me la porto appresso nell’mp3, ho tutta la Nuova compagnia di canto popolare. Se vuoi, ti giro altre cose: ho fatto una compilation di sole tarantelle… roba da morire!!!

    Pat,
    ti aggiungo un’altra chicca preziosa.
    Quando la tivvù era ancora una cosa viva, guarda un pò cosa organizzava, dal carcere minorile Filangieri, di Napoli, in diretta, senti, senti… saranno fuggiti tutti i ragazzi, con questo ritmo irrefrenabile, una vera rrevoluzzzione!!!

    e per finire … senti anche questa.
    Erano tempi che oggi non sono più.
    Chissà, forse è meglio oggi, o forse no, era meglio ieri… i fatti che accadevano allora non sono cambiati poi molto, solo i nomi, non i comportamenti…
    ma c’era speranza, c’era la speranza, c’era quello che oggi manca!!!

    Un abbraccione,
    Piero

    P.S. Non posso mancarne un’altra, che metto fuori… testo, per il suo contenuto un pò, diciamo … alla Cambronne (quel generale francese, rivoluzionario del 1789, maresciallo di Napoleone… ma diventato famoso per una parolina irripetibile ma molto diffusa – ti metto anche la voce di wikipedia, che ne vale la pena: http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Cambronne).
    I bambini conoscono una fase dello sviluppo che è legata a questo stesso tema.
    E con lo stesso spirito innocente, ecco, quest’altra tarantella, energetica e liberatoria:

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  3. belli tutti, il primo in particolare… Hai ragione tu, oggi manca la speranza ma la possiamo ritrovare e risentirla dentro anche grazie a questa musica. Musica popolare certo che da sempre ha incarnato dolori e speranze della gente comune. Sarà quell’energia che sprigiona a fare il resto…
    Ascolto sempre con grande piacere pezzi come questi. Grazie…
    Ciao :-))

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