ELOGIO DELLA FOLLIA

4 thoughts on “ELOGIO DELLA FOLLIA

  1. Beh, elogio della follia mica tanto chi ne è soggetto vive un’esistenza assai travagliata ed è quasi sempre incompreso ai suoi contemporanei.
    Ciao Piero.

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    • Cara Paoletta,
      lo sai, non voglio mica scherzare con il dolore!
      Ma i filmati di Ligabue e di Alda Merini sono documenti seri, almeno così mi sono sembrati.
      Gli altri due, il primo fa da introduzione per dire che la follia è un altro ramo della normalità, è un modo di pensare differente.
      E il Pinocchio di Carmelo Bene è un lavoro straordinario, in cui la follia (in senso buono) della storia (di un burattino di legno che prende vita e dopo tante avventure diventa un bambino in carne ed ossa, dimmi tu se non è un pò folle) si unisce alla follia di Carmelo Bene, che ne fa una versione davvero pazza!

      Conosci il lavoro di Ascanio Celestini “la pecora nera”?
      E’ il racconto della storia del manicomio di Roma, raccontata attraverso alcuni personaggi che lo hanno vissuto, con i quali Ascanio ha parlato a lungo. Ha fatto una ricerca approfondita e ne ha tratto un lavoro davvero impegnativo, eppure, a suo modo godibile.
      E anche di Alda Merini, ho letto la sua biografia, in un libro scitto da lei stessa, che descrive la vita nel manicomio di Milano (mi pare fosse Milano), dove fuu rinchiusa perchè… non perchè era matta, ma perchè era povera!
      Mi ha commosso moltissimo, ma anche lei, come del resto nell’intervista, pur non nascondendo il dolore per quei giorni, parla d’amore, di vita, di desiderio, di sesso…

      Lo dico nel senso che la follia -pur con tutto il dolore che comporta – è una dimensione visionaria, nella quale gli artisti si possono muovere come se fossero in casa propria.
      Del resto, troppo spesso gli artisti, fra follia, pazzia, alcolismo, disadattamento, emarginazione, droga……. non stanno affatto messi bene!!!
      L’elogio alla follia è il titolo di un libro di Erasmo da Rotterdam, un filosofo del ‘600, che sotto le spoglie della Follia, fa parlare la critica alla società dell’epoca… come travestimento mi sembra interessante… per questo l’ho scelto per accompagnare questo post un pò … meditativo.

      Un abbraccio,
      Piero

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  2. Bellissimo questo post, Piero…
    Mi ha colpito moltissimo il video di Ligabue. Con la Merini poi, con me sfondi una porta aperta…la adoro letteralmente. Trovo che nella follia più o meno reale, perchè Alda non era pazza, come tu giustamente hai sottolineato, almeno non nel senso con cui noi intendiamo questo termine, nella follia dicevo, spesso alberga la dimensione creativa e profonda dell’uomo. Esempi illustri ce l’hanno dimostrato. Forse sarebbe il caso di riconsiderare molte cose riguardo questo tema.
    Forse il folle è talmente dentro se stesso da riuscire a cogliere quegli aspetti comuni a tutti ma che tutti noi “sani ” non riusciamo a cogliere. La nostra società non è fatta per i folli e i folli son destinati all’isolamento, sempre…Io non ho competenze per poter giudicare, c’è follia e follia…ma sono convinta che molte cose non vanno nel verso giusto in questo campo.
    Abbraccione

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    • si, l’arte e la follia sono due facce di una stessa medaglia.
      Sentire con l’anima, la sensibilità che stride, certe volte, come certe note di violino, acuti che fanno scoppiare i cristalli… è un connubio ben noto quello fra arte e follia…

      Un abbraccio anche a te
      Piero

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