REGINA DELLA NOTTE

Eh, prendere un pò di fresco, la sera, sul balcone, mentre la notte fa la regina ed esercita il suo potere sulle cose e sullo spirito.

La musica è come il vento, è questa cosa, questa cosa, che rinfresca quello che dentro ci dà calore, è ciò che addolcisce le asprezze del giorno che arde come una fiamma impazzita, che brucia, consuma, annienta…

Ma la regina scende scende, dopo la sera, con la sua mano incantata e accende le stelle, che sono fiammelle lontane, come le fiamme negli occhi dei bambini, appende la luna al suo chiodo, al posto giusto, proprio lì, a farla dondolare, di qua e di là, spinta dal canto ardito, dalle note acute, dalla soffio della melodia che scorre come un fiume verso il suo mare, che sta lì, ad attendere, paziente, profondo, infinito, come il respiro della vita…

In questa musica, che è vita e  la musica di Mozart insieme, ci sono le bellissime immagini di Bergman.

In questa ouverture ci sono queste cose, come le fiabe, che non hanno peso e che pure hanno lo splendore della luce, della stessa luce che brilla negli occhi di quella bellissima bambina, quell’angelo del cielo, quella regina, quella dea, quella splendida nota, quell’armonia perfetta che il regista ha immortalato nelle immagini di questo film/fiaba/opera musicale perfetto, perfetto per una serata come questa, come questa brezza notturna, fresca, questo alito della notte, questo respiro di regina…

Per mantenere questa perfezione inalterata, allora, io mi nascondo, vi lascio ad ascoltare, in poltrona, in silenzio, in pace…

Si spengono le luci…

Sul balcone scende il buio…

Il regno della notte si apre davanti ai miei occhi…

Eccola, ecco, la vedo arrivare, è lei, la regina, la regina della notte……….

2 thoughts on “REGINA DELLA NOTTE

  1. cara Patrizia, qui c’è la musica divina del genio tutto terreno Mozart, in questa opera/favola/parabola davvero fuori dal tempo…
    e c’è la mano di Bergman, il famoso regista svedese… che ne ha fatto un film incredibile.
    A me piace in modo incredibile il modo in cui Bergman ha girato l’ouverture, con tutti quei primi piani sugli occhi del pubblico… la telecamera che inquadra l’anima degli spettatori… e quell’angelo di bimba che il regista trasforma in una creatura mitologica, la musa dell’autore, o la regina della bellezza… e tutto solo attraverso gli occhi, il sorriso, lo sguardo, l’espressione… mentre la musica ci invade, ci rapisce e ci porta nel mondo dell’amore e della morte, che è il mondo in cui si svolge l’opera…
    è un’opera fantastica, incredibile!

    Un abbraccio,
    Piero

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