ELEZIONI

VERSO IL CAOS (da: http://www.presseurop.eu/it/content/article/1940081-verso-il-caos)

A

Qualche considerazione “in vitro”.

Mentre scorrrono i risultati sugli schermi televisivi, le voci delle elezioni che stanno mettendo in movimento i popoli di mezza Europa ci stanno dicendo qualcosa.

Non le sentite anche voi?

Voti e percentuali sembrano nascondere una verità semplice, eppure complessa e difficile da immaginarsi: i cittadini chiamati alle urne in mezza Europa non si riconoscono nelle scelte delle classi politiche dei diversi Paesi.

Scelte difficili, certo, anche dolorose, e rischiose.

Per i politici europei – dovrei dire per quelli del mondo intero, ma adesso mi limito all’ambito della tornata elettorale d’Europa – i mesi scorsi, gli ultimi 24 mesi sono stati difficilissimi: sono crollati tutti i punti di riferimento sulla cui base avevano fndato politiche e consensi. La crisi di cui si parla in questi mesi non è una crisi economica, o almeno non lo è soltanto, e forse non lo è neanche principalmente.

La crisi di questi 4 anni è una crisi di sistema, una crisi epocale, è… la caduta degli dei.

Niente sta più al suo posto, ormai, nel mondo, o, almeno, niente sta più al posto che ci si immaginava fosse il posto che era stato assegnato alle cose: i posti assegnati alle cose dalla storia passata, adesso, vengono rimescolati … come in un cocktail agitato… non shakerato, al contario dei gusti alla James Bond.

Ed i politici europei ?

Loro, come capitani di una nave in balia di una tempesta imprevista, hanno provato, poveretti, a tenere la barra del timone, non hanno fatto – in genere, dico, in genere – come il comandante della nave Concordia, non sono scesi al primo inclinarsi della nave (in Italia non è stato così, oggi abbiamo alla guida un comandante Monti che assomiglia al famoso Di Falco, costretto a gridare ogni giorno “Salga a bordo, cazzo!” al politico di turno che cerca di sfuggire alle sue responsabilità per mettersi al riparo al più presto. Ma al riapro da cosa?)

I politici europei, comandanti di una nave in mezzo alla tempesta hanno urlato i loro ordini: “Alle sartie !”. “Serrate le vele !” “Tenete la barra !” “Non lasciate la nave in balia della tempesta !”

Ma io credo, in verità, che questa tempesta non sia come le altre.

Questa tempesta non è una burrasca.

Nel mare sconfinato le navi con la strumentazione incompleta e malfunzionante hanno più rischi di essere inghiottite dai flutti.

La nave d’Europa corre questi rischi.

Anche la Merkel, onore al merito della Comandante, anche lei corre il rischio, presto, di finire a bagno tra le onde.

E non perchè lei non sappia il fatto suo, non conosca il suo mestiere.

Lei è al comando della corazzata più potente dell’intera flotta d’Europa ed il suo fido equipaggio è il più addestrato fra tutti.

Ma il problema è che il mondo ha camabiato le sue coordinate.

Il nord non sta più al suo posto e non si conosce più dove ormai siano finiti gli altri punti cardinali.

In questo oceano scombussolato, in questo universo in subbuglio i peggiori  comandanti sono quelli che erano abituati a fidarsi di una strumentazione perfettamente efficiente e sofisticata.

Oggi bisogna sapersi orientare guardando le stelle, se pure, questo, può servire ancora a qualcosa.

In Italia la situazione è ancora più seria.

Il popolo italiano non solo si è fatto condurre, negli ultimi due decenni, da una squadra di comando formata da presuntuosi dilettanti privi di ogni scrupolo e moralità – faccio eccezione soltanto per la prima esperienza governativa durata quasi tre anni dell’Ulivo prodiano, peraltro, comunque, assassinata dagli appetiti degli appetiti degli apparati del partito ex-comnista fattisi lobby d’affari, e giace ormai sepolta nl cimitero della storia – non solo, dicevo il suo comandante è scappato in Russia, novello Schettino, per non stare a guardare la sua nave che affonda, ma adesso il popolo italiano deve anche cercare di inventarsi un nuovo equipaggio che provi, almeno che provi, a condurre la nave nella tempesta.

Io non penso che la storia abbia un inizio ed una fine e non credo neanche che abbia una sola direzione, un verso preciso, un “obiettivo” da raggiungere, una metafisica da realizzare.

La storia dei popoli è fatta di equilibri fragili, delicati, mutevoli, instabili.

Purtuttavia, sempre di equilibri si tratta.

E quindi, un nuovo equilibrio sarà raggiunto, prima o poi, in questo mare in burrasca.

Ma nessuno può garantire che questo equilibrio ci piaccia o che sia duraturo e conveniente per tutti.

Eppure tutti dobbiamo lottare e impegarci, in Europa, perchè il miglio equilibrio possibile venga raggiunto.

Io non faccio politica e questo blog non si occuupa di politica attiva, quindi non scrivo ricette, non indico cure.

Io ho un figlio appena maggiorenne, che oggi sta cercando di trovare la sua strada nella vita, una strada che gli permetta di affermarsi e di potersi costruire un futro degno delle migliori speranze.

Come me, milioni di italiani e milioni di europei hanno figli che si trovano nella stessa condizione, sullo stesso punto di fragile precarietà, come se si trovassero sospesi su una passerella sospesa sull’oceano in tempesta: da quella passerella passa il loro destino.

Io sono convinto che i milioni di uomini, italiani ed europei, ed gli altri milioni e milioni di uomini che stanno affrontando la stessa tempesta d’Europa dalle altre coste lontane di questo oceano burrascoso in cui il mondo si è lentamente trasformato negli ultimi decenni, ecco, io sono convinto che, insieme, ttti insieme, tutti gli uomini provino lo stesso desiderio che i propri figli trovino non solo la salvezza contro la temperie della tempesta, ma che possano godere, come meriterebbero, di un lungo periodo di prosperità e benessere, di pace e concordia.

Per questo motivo, perchè non penso di essere solo in mezzo alla tempesta, io ho fiducia che presto, tutti insieme, un approdo sapremo trovarlo: che sia un porto sicuro o meno non posso saperlo, ma che ci proveremo a salvarci, questo è certo.

Questo è la storia, questo tentativo di salvezza.

E questo è la storia di questi tempi, questo mare in tempesta.

Chi crede che ancora tutto possa tornare com’era anche solo pochi mesi fa s’illude, e certo saranno in moltissimi che, per paura, per spirito di abitudine, per l’interesse di non veder perduto tutto quello che avevano messo da parte, o per altre ragioni, saranno in moltissimi a farsi questa vana illusione.

Ma io lo so, niente tornerà più come prima.

Ed i risultati di queste elezioni sono il primo segnale di quello visibile nel cielo della politica di quello che sta accadendo.

Giusto per terminare, che poi, io sono convinto che il mondo giri verso laddove le forze fresche della vita convogliano l’energia vitale del pianeta: in altre parole, per conoscere il senso di marcia che dà la direzione in questo presente così convulso, forse, basta guardare dove nascono più bambini.

Sconvolgente, questa prospettiva, no ?

POST SCRIPTUM

Non ho certezze particolari in questo mare tempestoso e, quindi, neanche le conclusioni devono essere prese per vere, solo per possibili. Infatti, non posso evitare di evidenziare che per la prima volta nella storia dell’umanità, l’uuomo ha messo le mani sulla stringa della vita e della morte.

Tra le sue dita, sotto le sue mani inesperte, incerte, animali, spesso bestiali, stanno i bottoni della catastrofe nucleare e le provette dell’elisir di lunga vita.

Oggi i laboratori degli scienziati e le stanze dei generali sono le nuo9ve fucine di Efesto.

Finchè il dio zoppo, artefice di tutte le meraviglie tecnologiche, resterà sottomesso al capo politico della comunità degli dei, sarà Zeus a decidere della vita e della morte degli uomini.

Ma, forse, l’epoca che stiamo vivendo, è una nuova versione della lotta fra gli Olimpi ed i Titani.

Nessuno ha ancora scritto la storia dei vincitori che domineranno in questa nuova epoca che si sta aprendo sulla Terra.

Ma loro, i Maya, l’avevano previsto: il 2012 sarà l’anno della fine del mondo.

Almeno, di quello che, in maniera rassicurante credevamo di conoscere così bene.

5 pensieri riguardo “ELEZIONI

  1. Mi riesce difficile parlare di politica, anche se le mie idee. confuse e nebulose ,certamente le ho, Ma una tua frase mi ha colpito in particolare. “niente tornerà più come prima” a cui mi permetto di aggiungere …E meno male… C’è movimento ora in Europa, ora sì, e credo che molto, moltissimo dipenda da noi, da come sapremo cambiare, noi per primi, la nostra mentalità, il nostro modo di vivere, i nostri piccoli e grandi egoismi. Se sapremo farlo forse questo paese si salverà. Se sapranno farlo tutti, forse la vera Europa potrà nascere finalmente e prendere il posto di questo fantoccio che è stata fino ad ora.
    Credo che sia ora di dare una gran spolverata, aprire le finestre e far entrare aria fresca.Non è facile ridisegnare un sistema intero, forse noi non faremo nemmeno in tempo a veder compiuto il tutto, se mai succederà, ma…Voglio ancora credere che sia possibile…
    Ciao!🙂

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  2. Si sono convinto che sarà come dici tu. Secondo me sta cambiando il mondo, molto molto profondamente. E’ come quando fu scoperta l’America, alla fine del ‘400. In quegli anni accadde di tutto, se ci pensi, ma proprio di tutto. Ho scritto una cosa su questo tema (anche su questo), te la giro.
    E oggi come allora sta accadendo qualcosa di simile.
    Certo, allora si era in pieno Rinascimento. Il giorno del 12 ottobre 1492, giorno della scoperta dell’America, a Firenze erano … a passeggio per strada, o forse impegnati in bottega, insieme, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Verrrocchio, il capo bottega, il Perugino, eccetera. Piero della Francesca, morì proprio quel giorno, a Borgo San Sepolcro, a non molti chilometri da Firenze….
    Non so se l’epoca che abbiamo vissuto fino ad oggi può paragonarsi a quella lì, forse il Rinascimento non è confrontabile con il nostro dopoguerra (ma in parte sicuramente il progresso dei nostri ultimi 50 o 60 anni non ha eguali nella storia e potrebbe essere qualcosa su cui riflettere)… ma oggi il rivolgimento della realtà è altrettanto profondo di allora, in tutti i campi, arte, cultura, scienza, religione, eccetera…
    E oggi come allora, l’unica certezza che possiamo avere è che tutto sarà, domani, diverso.
    Può essere anche visto come una cosa meravigliosa, dico io. Anche se qualche comprensibile timore ci attanaglia certamente.
    Ma, infine, possiamo forse tirarci indietro, ritirarci, nasconcerci?

    Un abbraccio, Patrizia.
    Piero

    ecco il link:

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  3. Anch’io avverto un’aria nuova, finalmente c’è stata quella forte scossa all’apatia politica da tutti attesa: gli Italiani hanno dimostrato che non solo astensionismo è maturato nelle loro coscienze, ma anche la ribellione, il desiderio di cambiare, la giusta coscienza di punire col voto chi ha demeritato.
    Un saluto
    Lucia

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  4. si, cara Lucia, quello che dici tu ormai è stato dimostrato dalle varie tornate elettorali di questo ltimo periodo, dall’anno scorso in poi.
    Ormai che certe esperienze come il berlusconismo e la lega erano solo dei bluff – cosa evidente a chiunque non guardasse la politica solo on occhio interessato e concupiscente – è evidente a tutti gli elettori. Anzi, oltre al bluff è stato scoperto anche il pericolo grave che quella falsa politica rappresenta per l’Italia.
    Adesso c’è un’opera difficile, titanica da compiere, ricostruire sulle macerie economiche e morali dell’Italia.
    C’è bisogno di tutti.
    Io non faccio politica, cerco solo di capire.
    Poi, certo, nel lavoro, nella vita quotidiana, con il figlio, la famiglia, le mie piccole attività sociali, cerco di svolkgere la vita … spero in modo corretto…
    Comunque, però, speriamo che quest’opera di ricostruzione si riesca, ci dobbiamo mettere tutte le forze, Lucia cara, neanche tanto per noi stessi, quanto per i ragazzi, i giovani.
    Certo, anche loro odvrebbero essere più determinati, più incazzati, se mi passi il termine…
    Ma… speriamo che adesso, tolto il tappo alla bottiglia, l’opera continui, no?
    Un abbraccio sempre,
    Piero

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