LA LEGGE DEL DESTINO

A

Tullio PERICOLI - da INFINITI PAESAGGI

a

Non posso evitare di muovere le mani e, con queste, plasmare forme di luce, plastiche agili statue etereeche vivono d’aria, di vento, del soffio della natura.

Così, come non posso evitare che i bambini si facciano uomini e, da uomini, con le loro mani, plasmino forme di luce che, loro, chiamano sogni, anche se alcuni di loro non conoscono ancora il significato di questi fantasmi.

Allo stesso modo, non posso evitare che quei fantasmi prendano vita e si facciano reali, ma leggeri e volatili, come il cinquettìo dei passeri, il gracchiare dei corvi, lo stormire delle ali o delle fonde, accarezzate dal soffio della vita.

Pure, non posso evitare che quel soffio si diffonda dappertutto, intorno a me, e tutto mi circondi, mi assedi, mi espugni, mi occupi tutto, conqistando ogni anfrattodentro di me, rendendomi del tutto parte del tutto, includendo nel mio più intimo essere l’essere indifferente e totale del mondo eterno.

Non posso impedire agli atomi dell’universo di unirsi in molecole ed alle molecole di attrarsi ed amarsi e moltiplicarsi, facendosi materia, e la materia, figlia di questa nione cosmica universale, essere attratta dall’amore per una forma ben definita e vedere nascere da quest’unione benedetta miliasrdi e miliardi di figli che prendono il nome di cose, di uomini, di me.

E come non posso impedire al sole di muoversi, come nessuno può impedire alla luce di correre felice, così non posso impedirmi di vivere, tutto, parte del tutto, figlio dei figli del tutto, fratello degli uomini e delle cose che si parlano fra di loro con lo stesso linguaggio dei nomi, che è lo stesso linguaggio della materia, pervasa, come io stesso sono, nome emateria, del soffio che alita libero ed inafferrabile tutt’intorno a me e con me e in me.

E, tutto, io sono e il tutto è in me.

Mi apro, parte del tutto, a ricevere il tutto, come tutto si apre, d’intorno, a ricevere il tutto ch’io sono.

E chi si oppone a questo destino si oppone al destino del tutto, perchè questo destino sta scritto nella stessalegge del tutto, è fatto per la stesse legge e vive di questa legge medesima.

Il tutto, io sono, come il tutto è tutto me stesso.

A

Non posso impedirmi di fermare il tempo

solo pizzicando la sua corda tesa

estendere la sua vibrazione all’infinito

e stare ad escoltarlo mentre suona

solo per me le sue ultime note infinite.

2 pensieri riguardo “LA LEGGE DEL DESTINO

  1. …un racconto che pare una poesia, velato mi malinconia, urla la vita ma rimane imbevuto di una sottile linea di tristezza eppure scorre come acqua di fiume al mare.
    Ciao Piero buona domenica.

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  2. Grazie, Paolè. E’ la subordinazione alla legge delle cose, della natura, dell’ineluttabile, è questo che mette malinconia, forse, perchè la vita vorremmo che scorresse libera e incondizionata e invece dobbiamo condividerla con la fine delle cose, che forma un tutt’uno conl’inizio…
    La tristezza che vela le cose deriva, forse, dal fatto che se le guardiamo, le cose, o le nostre forze, o le nostre infinite possibilità, poi le vediamo pure in controluce, nella loro infinata forza e nella loro infinita fragilità, padrone di noi e del mondo e puure così soggette alla legge della loro potenza infinita di cui comunque sono schiave…

    Un abbraccio e Uon Primo Maggio!!!
    Piero

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