MEMORY OF A FREE FESTIVAL

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MEMORY OF A FREE
FESTIVAL

(Bowie)
The Children of the summer’s end
Gathered in the dampened grass
We played Our songs and felt the London sky

Resting on our hands
It was God’s land
It was ragged and naive
It was Heaven

Touch, We touched the very soul
Of holding each and every life
We claimed the very source of joy ran through

It didn’t, but it seemed that way
I kissed a lot of people that day

Oh, to capture just one drop of all the ecstasy that swept that afternoon
To paint that love
upon a white balloon
And fly it from
the topest top of all the tops
That man has pushed beyond his brain
Satori must be something
just the same

We scanned the skies with rainbow eyes and saw machines of every shape and size
We talked with tall Venusians passing through
And Peter tried to climb aboard but the Captain shook his head
And away they soared
Climbing through
the ivory vibrant cloud
Someone passed some bliss among the crowd
And We walked back to the road,
unchained

“The Sun Machine is Coming Down, and We’re Gonna Have a Party
The Sun Machine is Coming Down, and We’re Gonna Have a Party
The Sun Machine is Coming Down, and We’re Gonna Have a Party
The Sun Machine is Coming Down, and We’re Gonna Have a Party
The Sun Machine is Coming Down, and We’re Gonna Have a Party.”

RICORDO DI UN FESTIVAL LIBERO
(Bowie)
I Bambini di fine estate
Si raccolsero sull’erba umida
Suonammo le nostre canzoni e sentimmo il cielo di Londra

Riposare sulle nostre mani
Era il paese di Dio
Era agitato e innocente
Era il Paradiso.

Toccare, toccammo la vera anima
Nell’avere in pugno le vite di tutti
Rivendicammo che la vera fonte della gioia venisse fuori
Non venne, ma sembrò così
Baciai un sacco di gente quel giorno

Oh, catturare una sola goccia dell’estasi che spazzò via quel pomeriggio
Per dipingere quell’amore
su un pallone bianco
E farlo volare dalla cima
più alta di tutte le cime
Oltre le quali l’uomo ha spinto il suo cervello
Satori 4 dev’essere proprio
qualcosa del genere

Esplorammo i cieli con occhi di arcobaleno e vedemmo macchine di ogni forma e dimensione
Parlammo con alti Venusiani che passavano
E Peter cercò di salire a bordo ma il Capitano scosse la testa
E se ne volarono via
Librandosi attraverso
la vibrante nuvola di avorio
Qualcuno trasmise un po’ di felicità tra la folla
E Noi tornammo verso la strada,
senza catene

“La Macchina del Sole Viene Giù, e Noi Faremo una Festa
La Macchina del Sole viene Giù, e Noi Faremo una Festa
La Macchina del Sole viene Giù, e Noi Faremo una Festa
La Macchina del Sole viene Giù, e Noi Faremo una Festa
La Macchina del Sole viene Giù, e Noi Faremo una Festa”


Note
: 4 Illuminazione trascendentale improvvisa che colpisce il discepolo del Buddismo Zen, con o senza l’aiuto del maestro.

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