A CHI MI GENERO’

Sandro BOTTICELLI – LA PRIMAVERA

Padre nostro che sei nei cieli…

e tu, madre nostra …  a voi

che siete tutto, per noi, sulla terra,

innalzo questa preghiera.

Padre che mi hai generato 

della stessa sostanza del padre,

sia santificato il tuo nome …

Ave a te, o madre, Maria,

madonna, piena di grazie.

Tu, prena, la vita mi desti 

quel giorno, candido fiore,

offrendo il tuo grembo

generoso, cibo d’amore.

Duri in terra il tuo regno…

mia vita, e duri in eterno !

Sia fatta così la tua volontà…

Tu che mi ami senza misura,

come in cielo così in terra…

E da questo paradiso, o terra,

s’alzi la mia preghiera d’amore.

Che giunga al profondo dei cieli!

a

Padre nostro che sei nei cieli,

dacci oggi il nostro pane quotidiano…

fu generoso, o madre, il tuo seno di latte,

rimettete a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori…

io, che saldare mai potrò

il debito dell’amore che tu mi donasti,

io, che debitore  in eterno sarò,

mai chiederò ad un uomo

d’esser mio debitore. E niente

ci possa indurre mai in tentazione…

Padre nostro che sei nei cieli,

per liberarci per sempre dal male

occorre che il mio desiderio,

domani, ricambi il desiderio

che tu hai un giorno esaudito

provando, una notte, desiderio di me.

Padre nostro che sei nei cieli,

amo anch’io la donna che di notte

m’ama come te che m’amasti

dell’amore più puro. Or nessun mal

nel mio cor potrà più s’insinuare…

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. girasole ha detto:

    L’hai pubblicata in “dei e dee” e hai dato un taglio molto spirituale, eppure, non so perchè, la sento molto “terrena”, profondamente terrena e rigonfia d’Amore da scuotere l’anima.Ci vedo dentro il viso di tua madre che ho visto un giorno in un altro tuo scritto. Sbaglio?…
    Ciao Piero.

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  2. pierperrone ha detto:

    No, amica mia, questa volta la mia mammetta non c’entra.
    E’ nata in modo differente questa … preghiera (che così volevo chiamarla, preghiera).
    Ieri mattina sono andato ad un funerale, in chiesa.
    Ed ho sentito la preghiera che più di tutte mi ha impressionato, da sempre. Il Padre nostro.
    E’, in qualche modo – e lo è stato in mdo fortissimo quando ero più fragile, dopo la morte di mio padre, quando ero più giovane – un canto al padre, alla potenza generatrice del cielo.
    E’ l’inno ad un dio lontano, immerso nel profondo dei cieli, un padre al quale chiedere ed implorare, un padre lontano, inmpegnato, al lavoro. Un padre come tanti, affettuoso, ma anche irraggiungibile.
    E, mentre stavo ad ascoltare il giovane sacerdote sull’altare che alzava le sue braccia per cingere noi come il padre al quale innalzavamo il nostro desiderio d’affetto e il nostro bisogno di protezione, o forse lui soltanto ci voleva fare da veicolo, o forse da scudo, non so.
    Ma mentre lo ascoltavo ho sentito sullelabbra le prime parole dell’altra parte delle preghiera che nessuno recita mai, tanto che se la siamo dimenticata, perfino.
    La “Madre nostra”, che non è lontana nei cieli, ma qui, dappertutto, sulla terra, al nostro fianco, madre nostra e dunque parte della carne che siamo.
    E così mi sembra più completa, la preghiera. E anche più sincera. Addirittura più adatta a noi fragili esseri.

    Durante la celebrazione viene recitata anche l’Ave Maria.
    Ma quella viene bistrattata da quella preghiera, ridotta a mezzo, veicolo, incubatrice del nascituro figlio di dio. Per il resto del tutto un’intrusa nel rapporto fra la divinità ed il divino, esclusa dall’appartenere al divino, donna, solo donna, sempre donna, esclusivamente donna, seppure col suo particolare destino/fardello.
    Non è parte di dio, non appartiene in alcun modo alla santissima trinità.
    E’ Santa, solo santa.
    Che furto!
    Lei che, donna, è fattrice (da “fare”, colei che fa, trasmette, genera) di vita, ridotta al rango di un’autovettura a tempo, una specie di taxi spaziale.

    No, c’era il desiderio di una preghiera per la parte femminile del dio.
    Ma non escludo che questa visione che divide il divino fra maschile e femminile, o che comunque affronta la questione del divino ricorrendo alla schematizzazione del genere, maschile o femminile, è lo stesso, è comunque solo la visione umana di chi, come me, non può che vedere le cose del mondo con gli occhi di un essere umano. E, a quegli occhi, l’appartenenza di genere condiziona la vista, la compensione, tanto da costringerlo a piegare anche una preghiera alla sottospecie dei generi maschio/femmina.
    Potrei difendermi dicendo che non è solo questo, c’è molto di più.
    Un dio creatore femmina mi pare più veritiero, coerente, compassionevole, misericordioso, pietoso… insomma che mai un dio madre avrebbe mandato un suo figlio a morire sulla croce, per nessuna ragione.
    E già questo renderebbe la religione cristiana più umana, meno crudele…
    Ma non volgio difendere nulla.

    Ecco, se un dio dovesse pure esistere, il sentimento che proverei per lui non potrebbe che essere un sentimento come quello che si nutre per una madre.
    Il padre?
    Vuoi sapere chi m’immagino come padre?
    La materia, le cose, la ragione, quello che è temporaneo, passeggero, occasionale.
    Come l’apporto del seme paterno, temporaneo, passeggero, occasionale.
    La “casa”, la “dimora stabile” dove la vita abita è là, in quel miracoloso fondo misterioso che è il centro della vostra bellezza.
    Che è la bellezza del mio dio madre.

    Ecco, così è andata.

    Un bacio.

    Piero

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  3. teoderica ha detto:

    Anche io avevo pensato ad un’ode/preghiera a tua madre…ma va bene lo stesso è bellissima e densa e ispirata e questo è ciò che conta.
    Ti faccio tanti e tanti auguri di BUONA PASQUA.
    Ciao 🙂

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  4. pierperrone ha detto:

    Grazie, Paolè, grazie sempre.
    Intanto, augurissimi anche a te!!!
    Buona Pasqua!

    Piero

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  5. popof1955 ha detto:

    Mi hai fatto tornare in mente l’abbraccio del figliol prodigo di Renbrandt, in cui il pittore impresse alla mano destra del padre caratteristiche femminili.
    Buona Pasqua Pier.
    Ciao 🙂

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    1. pierperrone ha detto:

      Grazie, Paolletto. Auguroni anche a te!! Piero

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