CARDELLO

Marc CHAGALL - SERA ALLA FINESTRA

A

Cippettava un cardello

sopra un ramo giallo, stasera;

solitario, s’alzava il suo canto,

alto, sulla sorda città che or s’acqueta.

a

Fringuellava il suo requiem

serale al sole morente del giorno

che or s’è arreso alla luce stellina,

alla luna, che, trepida, or sopraggiunge.

aa

Pigolava la voce leggera

il cantico antico del cielo…

la preghiera alla sera che scende…

l’abbraccio dell’ombra… la quiete or mi sorprende …

a

8 thoughts on “CARDELLO

  1. Sai cosa mi colpisce di più in questa poesia? La scelta delle parole che hai usato. Ad una prima lettura passano quasi inosservate, poi una ad una appaiono nel loro perchè ( o almeno i perchè che leggendole credo di aver compreso).
    Quali sono secondo me?
    La “sorda città”,”requiem”,”il cantico antico del cielo”
    La trovo una poesia molto intimista a dispetto del suo “apparente” carattere descrittivo. Sotto quelle immagini leggere dove visivo e sonoro si mescolano in gradevolissimo connubio, c’è di più, molto di più… C’è la malinconia dolce, c’è la serenità che consola, c’è un quasi pudico e nascosto tratto di fragilità che intenerisce.
    Quel cardello prende le nostre sembianze…
    Bella!
    Un bacione te lo meriti tutto:-)

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  2. Cara Patrizia,
    nella giornata di ieri la voce di quel cardello senza nome è stata la voce più alta che si levata sul chiasso della città,mentre il sole calava, verso sera, e da un ramo, sperso, il cinguettìo solitario ha fischiato così forte che tutto il resto si è fatto silenzio.
    E’ proprio quel ch’è capitato. Ero su via dei Fori, davanti alla Basilica Ulpia, alla Colonna Traiana, al Vittoriano.
    Dal ramo di un albero ha alzato il suo canto, stentoreo, acuto, deciso, sicuro, fermo, stabile, profondo, certo, antico, eterno…
    Tutto si è fatto silenzio, perchè è silenzio tutto il rumore che non ha un senso così intenso.
    Tutta la città si è ritirata, è corsa a nascondersi dietro quel trillo così acuto, tutto è sparito ed è rimasto, sotto all’ultimo raggio di sole, solo quel piatto spiazzo di piazza, quel ramo giallo dell’ultimo scroscio di sole, sul quale faceva l’òatalena la prima ombra serale.
    Tutto è sparito, scomparso, svanito.
    In quell’istante il mondo si è fatto così piccolo, o così immensamente profondo, ha concentrato tutta la sua massa pesante di terra e materia in quel magico zufolare… in quel soffio d’aria che contiene ed esprime tutte le forze immense della natura.
    Qual altra sapienza potrebbe esprimere un cantico antico più profondo di questo?
    Il giorno moriva, a quell’ora, come morivano tutte le cose vane del mondo.
    Solo quel trillo restava.
    E sono felice che fosse il fischio di un cardello.
    Poteva essere uno squillo di tromba.
    La chiamata alle armi.
    La carica fatale dei giorni.
    Il giudizio universale.
    … era solo la dolce canzone di un cardello che fischiava alla luna, mentre io passavo cercandomi, attorno, mentre ero ancora perso, confuso, dopo una penosa giornata d’ufficio: cosa sarà mai un’inutile giornata d’ufficio davanti a quella tromba di Gerico?

    Un bacio a te.
    Piero

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  3. Noi a Ravenna abbiamo la casa del Cardello, era la casa dello scrittore Oriani, amante della natura e della bici…ma tu col tuo cardello mi hai fatto pensare allegria (finta) del tweet di twitter.
    Buonanotte.

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  4. Ma lo sai, Paolè, che non mi sono mai iscritto su twitter? Me ne manca il coraggio. Troppo short i 140 caratteri, per me.
    Ma, certo, sarebbe una bella dieta/lezione !
    Un abbraccio, Paola,
    Piero

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  5. Sai, Minù, mi diverte trovare paroline nuove, mai usate da nessuno, per dire cose che ci stanno davanti agli occhi da sempre… ha un non so che di affascinante, è un pò come vedere, come percepire una dettaglio della realtà che avevo sempre trascurato e che invece stava propriò qua!

    … Mi piace il cristallo rifrangente che la luce stellina mette in moto…

    Tu come stai, Minè?
    Io bene, un pò stanco, vorrei fare qualche giorno di vacanza, ma sono un pò sotto pressione al lavoro e quindi devo aspettare…. ma come vorrei partire!
    Un bacione,
    Piero

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  6. Carissimo Piero, sto bene, potrebbe andare meglio ma.. lo vedi è già Primavera.. , animo! verranno tempi migliori e potremo concederci qualche visitina a luoghi incantevoli, giardini e fontane fiorite.. in perfetta quiete.
    Per ora accontentiamoci del tepore che ci regala la nuova stagione, e non è poco.. , e la luce stellina della sera sia sempre con te!
    e un pochino anche con me..
    Chissà con che occchi la guarderemo dal finestrino del treno dei sogni..
    forse lucenti..

    Un bacio
    Minetta

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