LUNARE AVENTINO

Notturno - Il fontanone del Giardino degli Aranci

a

Intingo la mia penna nella

tua luce, mia luna dorata,

e dipingo fantasmi, forme

del mondo che vive nel buio.

Un albero, un viale, la notte

ch’è scesa, una panca fredda,

corpi di marmo. Luce gialla,

luce d’oro, luce viva, luce

ch’addolci la notte d’ambra,

di favi di miele, tu, luce, vivi 

la notte.

a

Annego tra le note e la luce

e m’inabisso nel flusso soffuso

della vita che scorre… e se ne va.

Dolce luna, bambina innocente,

non guardi me, che ti guardo.

Ombre diritte stanno, sopra piatti

laghi di luce, alberi e vele e onde

e baci di due innamorati, piccoli,

là, nell’infinito oceano. Nella luce

gialla, ocra, ginestra, nuotan felici,

abbracciati.

a

Nel tuo volto riluce l’Eco lontana,

o luna … di me … e di te … e …

umbratile, si svolge una gialla scia

dai tuoi occhi, e la  tua voce,

e la sera, e questa esile luce

… poi, noi …  numinose fate 

del giardino dell’Eden.

Le linee notturne degli ebbri muri,

le gialle edere, disegnan la notte

e la luce…  il verde del giorno

ritira, piano, i suoi tentacoli,

nelle salate tane profonde 

della notte .

a

Un’ombra, con passi leggeri,

licenziosa, a sè mi rapisce

tra le sue braccia, trepido nido 

dove si rifugian uomini e dei 

per scambirasi baci furtivi.

Figure di livida pietra e ritratti

si raccontano storie, e, lì,

insieme coi morti, vivon l’eterno,

fatto di carne che si consuma

 e grandi banchetti d’ambrosia

e di vermi.

a

Un’immobile ombra d’ibiscus

viola s’appoggia alla gialla linea

sul muro piatto, profondo.

Nella notte, come in un fiume

che corre mi tuffo e, nuotando,

torno bambino e  m’accoglie

la notte come tenera madre,

nel suo grembo, tra le sue braccia,

e m’accarezza il velo odoroso

del manto azzurro scuro di luce

Ora il tramonto s’è spento. Di già.

Ed io, qui, resto. Qui, solo.

Coi miei pensieri, resto. E con gli occhi,

pieni del giorno ch’è andato. Tu,

mia Selene di nuda Bellezza,

ora mi baci. Ora. Lieve, la carezza

tua mi porta nell’ombra dell’orto

dove il piacere si colora di notte

e di stelle. E tuu, o luna, ora, mi mandi

baci accorati.

a

Cara luna rispondo ai tuoi baci

con trasporto notturno e veleggio,

sognando, sul tuo disco d’argento

col mio albero che spiega la vela

del suo complice destino. Passano

e ripassano i corrucciati passi

del giorno consumato e lasciano,

in me, l’incancellabile orma,

della vita che scorre, d’un rivo

argentato, di notte. E infine la luce,

ora, giallo manto notturno, si placa,

e si spegne la musica e le forme

ritornano col loro lento respiro.

Scorre l’acqua, ora, dalla bocca

della fontana, tintinnante sonoro

della meravigliosa ora notturna,

spalmata d’insondabile

ignoto.

7 thoughts on “LUNARE AVENTINO

  1. Mi piacciono moltissimo queste poesie dove le parole diventano immagini e suoni che ci riempiono la mente e l’anima e ci trasportano come su un’altalena tra sensazioni e ricordi, tra cio che siamo e ciò che vorremmo essere.
    Un caro abbraccio

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  2. Dal primo all’ultimo, i tuoi versi sono molto visivi. Sembra quasi di passeggiare accanto a te – passeggiata reale o fittizia, poco importa – sotto una luna attenta e complice.
    Buona domenica.

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  3. Grazie..ho sempre passeggiato di giorno nel giardino degli aranci..ma farlo di notte attraverso i tuoi versi è un incanto infinito. Da adesso in poi, potrò dire d’esserci stata di notte sotto una splendida luna piena..e nessuno potrà tacciarmi di essere menzongniera.
    L’abbraccio di sempre.

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  4. Vera,
    la mia è solo una cronaca di ciò che accade in quel magico luogo, dietro ad un cancello, davanti all’immagine della sera che ti sfiora, non lo senti il suo fruscio, il suo alito? Come te lo immagini, come un cavaliere azzurro? Io una dama gialla, dalla pelle candida come il latte, profumata di fiori e di erba, leggera, come un’ombra, una fattucchiera, un’ammaliatrice…
    Una cornaca che se fosse del tutto fedele a quel che sento in quei momenti sarebbe poesia pura.
    Mi devo accontentare dei miei tentativi da dilettante.
    Ma in questo ho il piacere che alcuni amici affezionati mi leggano e mi incoraggino.
    E’ molto, credimi.
    Non opsso che ringraziare sempre.

    Un abbraccio,
    Piero

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  5. Lo sai che mio figlio si è sposato nella chiesa accanto e nel giardino abbiamo passeggiato a lungo, la tua lirica mi ha smosso tanti ricordi, tanti, ma proprio tanti.
    Ciao.

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  6. Mia cara Paola, non lo sapevo, ovviamente, ma sono davvero contento che, anche senza volere, le mie parole ti abbiano smosso i tanti ricordi di cui mi dici. Tanti, ma tanti… che belli saranno stati, spero, quei ricordi. Un figlio che si sposa è un evento davvero importante.
    Spero abbiano tutta la felicità che meritano, e tu con loro, Paolè!
    Piero

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