VOCE DI MUSA

A. RODIN - Il poeta e la Musa

E’ silenzio.

E’ il silenzio che, si potrebbe dire, la Musa lascia quando decide di non prestare la sua voce all’artista.

E’ il silenzio del cuore.

Il silenzio del deserto dell’uomo.

E’ il silenzio della morte che invade lo spazio della vita. Una sovrapposizione di aree che non possono incontrarsi se non in quel silenzio in cui il Nulla fa sentire la sua voce prepotente.

Quel silenzio è duro e pesante come la pietra di una tomba.

Quel silenzio è buio, è la notte eterna che non conosce il sollievo dell’aurora.

Quel silenzio si stampa sul volto di ogni uomo quando i suioi occhi smettono di vedere ed il suo cuore di sentire.

I battiti che ancora scuotono quel corpo, allora, risuonano come malinconici rintocchi di una campana che annuncia la fine del tempo.

E quel suono sfumato che fa sentire la voce della fine non è altro che il richiamo di quel silenzio degli della Musa.

Il canto di una sirena vestita a lutto.

Lo sciabordìo della barca di Caronte.

Il sibilo dell’ultimo respiro che spegne i colori del mondo.

“Non posso restare muta!”.

La Musa urlò disperata.

Quel primo grido lacerò la spessa cappa d’ombra densa.

Si infranse il cristallo che teneva gelato il mondo.

Si spezzarono catene e lastre di marmo.

Si spalancarono le tombe.

Levarono gli occhi al cielo le carcasse consumate che si aggiravano per le strade.

Con gesti incontrollati, le mani si torsero aggrappandosi al nero sudario che aveva avvolto il mondo.

Lampi accecarono le tenebre e terribile rombò la voce della volta celeste.

Gli dei si voltarono, distraendosi dalla loro inutile contemplazione dell’eterno.

La stessa eternità si disfece in mille pezzi, come uno specchio infranto dall’acuta nota lanciata dalla bocca della Musa.

Le pagine del mondo erano bianche, prima di quell’urlo lacerante.

Non erano stati sciolti i colori dalla faretra del poeta, nè le cose tratte dal nulla dell’essere ad opera dei segni del saggio mago.

Gli esseri non avevano ancora conosciuto il palpito ribollente della vita e giacevano inanimati ed incoscienti nella massa inerte dell’increato.

L’urlo della Musa lacerò le carni dell’inesistente, facendolo sanguinare di vita.

La placenta inerte dell’universo si aprì.

Il grembo della Musa cominciò a gonfiarsi.

E presto il dolore della vita cominciò a strapparle le viscere.

Si ingionocchiò, senza poter essere più muta e senza conoscere la ragione di tutta quella tumultuosa sofferenza.

Si agitò, sulla piatta terra, la miriade di minuscole creature di ogni dimensione forma.

L’inaudito era accaduto!

Lo sconvolgimento dell’ordine del niente.

La rivoluzione.

La ribellione dell’anima.

La rivolta.

La sedizione.

Il silenzio eterno era stato profanato.

Si riunirono i sacerdoti nel tempio della Musica.

Le pagine del mondo conobbero l’amore dei colori.

La mano dell’artista sfiorò la ruvida tela e ne grondarono cascate di vita.

Il gemito della creazione si propagò attraverso la materia e da quell’atto d’amore scaturì la vita.

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12 commenti Aggiungi il tuo

  1. lo sai che un tempo la mia musa era un uomo ???

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  2. pierperrone ha detto:

    Cara Luisa, vuol dire che quell’uomo oggi non è più la tua musa.
    E tu ti senti più sola, sorda, persa nel silenzio, in quel silenzio che fa paura.
    No, cara Luisa, non lo sapevo fino ad ora che tu me lo hai detto.

    Immagino che in quel silenzio ti sentirai più o meno come, senza volere, ho detto nelle prime righe di questo pezzo.
    Le mie parole forse non arrivano in quel silenzio senza musa, ma ti dico lo stesso che a 24 anni le ferite si rimarginano presto, anche se fanno molto dolore.

    Non posso che augurarti col cuore di riuscire presto a sentir l’urlo della Musa vera, quella che tu hai dentro, non quella che tu aspettavi come il mare che oggi hai messo nel tuo post e che invece se n’è andata, o si è perduta.

    Un abbraccio forte
    tuo,
    Piero

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  3. Mina ha detto:

    Leggevo poco fa della teoria di David Bhom sulla materia, come inesperta assoluta naturalmente, trascinata anche dal tuo scrivere di
    questo aspetto duale delle manifestazioni della realtà concreta
    – non ti stupire perchè a volte salto da un argomento all’altro, apparentemente lontani, ma così vicini, basta un clic sulla tastiera –
    e trovo molto interessante oltre che coerente il tuo modo di andare alla radice della drammaticità della vita. Eppure sembreresti una persona così tranquilla… Mi piacerebbe sapere di cosa ti occupi nella vita, non nello specifico, bada bene, ma così, per avere un impressione della quotidianità del vivere, se vedi molta gente per il tuo lavoro o se hai a che fare con pochi collaboratori ecc… Sono curiosa lo so, ma rispondi solo se vuoi, intesi? Ciao, bellissimo articolo, come sempre.
    Mina

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  4. girasole ha detto:

    Che bella questa visione del vivere come frutto di un’ispirazione fatta di sentimenti e di occhi che davvero vedono la meraviglia del mondo (se ho capito bene il tuo scritto…)
    E’ una musa che guida l’umano agire e sentire. Essa dovrebbe essere il nostro punto di riferimento: ascoltare sempre i nostri sentimenti, quelli veri…e avere sempre occhi aperti a vedere davvero fuori e dentro di noi…Questo forse sarebbe l’uomo migliore…quello che crea bellezze grandiose, quello che sa comprendere e agire nel modo giusto… L’uomo perfetto? No, forse questo è impossibile, ma un uomo più vero, sicuramente sì…

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  5. La mia musa, era una finta musa.. scusa il gioco di parole ma è per rendere l’idea…

    In realtà è stata tale per un paio di mesi -quando si è al buio l’istinto ti conduce verso la luce- è naturale, è umano.
    Questo non vuol dire “salvezza” e non vuol dire nemmeno “serenità”…

    Quando ho riconquistato la mia luce, mi sono accorta che la mia musa brillava della mia luce riflessa e che in realtà la mia serenità era ed è vicino a me da ben sette anni!!!!!!!

    Ho anche capito che alla mia musa interessava più giocare con il mio corpicino che guardare quanto è bello …

    ——

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  6. pierperrone ha detto:

    Beh devo dire che i commenti di questo post sono davvero particolari e interessanti, ognuno a modo suo ed in modo diverso.
    Questo scritto voleva raccontare, a me piace raccontare, una “genesi”, del mondo.
    Come è nato il mondo, chi lo ha creato, come.
    E vivere un pò quel momento.
    Lo so che sembra molto folle tutto questo, o sciocco, Ma per me scrivere significa un pò vivere delle cose, delle situazioni che mi … meravigliano. Il mio “fuoco”, la mia carica nello scrivere consiste in questo. Sentire, vivere quelle situazioni descritte. Almeno un pò. E più riesce ad essere intensa questa sensazione più per me l’attrazione verso la scrittura diventa forte.

    Il mondo che nasce dall’urlo della Musa, allora.
    Più volte la “genesi” mi ha attratto come tema.
    Come è nato il mondo?
    Lo ha creato Dio?
    Non lo posso sapere esattamente; non ho fede per credere abbastanza nella creazione nè la scienza ha offerto risposte credibili o esaurienti. Ma certo che il mondo c’è. E certo la sua percezione, la sua “creazione”, intesa come atto attraverso il quale il mondo si forma dentro la coscienza di un uomo, nonpuò essere atto di Dio. Lui, se si è mai dedicato a quest’opera meravigliosa, poi se ne è disinteressato, lasciandoci arbitri e responsabili del nostro destino.

    Se è la coscienza dell’uomo a creare il mondo con un atto (complesso) conoscitivo, la creazione non può che essere opera della Musa.
    Altri, i primitivi, credevano che si trattasse di un mago.
    Dare il nome alle cose era, ed è, anche per i filosofi di oggi, un modo per trarre dal nulla le cose. Se una cosa non ha nome non la si può chiamare, nominare, non si può progettare nè realizzare alcun progetto su di essa, nè utilizzarla, nel dominarla con la volontà che vuole controllare ogni aspetto della realtà, per disinnescare pericolie paure.

    Noi sappiamo che la magia non esiste. Eallora i primitivi non avevano dato il nome giusto al dio creaatore ed ordinatore del mondo.
    Quel dio è il pensiero.
    Ma non basta ancora neanche questo.
    Da cosa è ispirato il Pensiero?
    Se non si vuole fare metafisica e creare a suo riguardo un’entità superiore, quel pensiero, che nasce, vive e muore insiene e dentro l’uomo, deve avere allora una sua fonte … poetica.
    La Musa.
    Madre di tutte le forme artistiche.
    Figlia di Mnemosyne.
    La Memoria, che tutto sa.

    Prima di quel primo urlo, di quel primo atto … poetico c’era il silenzio del pensiero, che è … la morte cerebrale.

    Ecco, nasce così il mondo.
    Pensiero dopo pensiero.
    Parola dopo parola..
    Nei millenni la coscienza dell’uomo, pur tra alti e bassi, si accumulata, grazie alla Musa ed a Mnemosyne, depositando nel nostro animo la sensibilità che ci permette di concepire e vedere il male.
    Ed è quella stessa coscienza – coscienza non solo individuale, ma anche collettiva e storica allo stesso tempo – che ci impone di essere responsabili delle nostre azioni, per non tradire la nostra natura. Troppo debole e troppo simile a quella delle bestie ferine.

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  7. pierperrone ha detto:

    Cara MIna, io sono una moltitudine contraddittoria; normalmente la mia vita è molto regolare; casa, lavoro, famiglia.
    Nel lavoro ho avuto esperienze varie, con molti contatti con la gente, mentre adesso sono in un ufficio nel quale faccio praticamente il ragioniere.
    In qualche mdodo ti ho detto la verità, ma non ho specificato nessun dettaglio. Perciò la tua curiosità, che è anche la mia, però, sarà poco soddisfatta. Ma ci sono molti modi per sapere ormai cose di chi si conosce per nome e cognome. Googl e FB sono miniere di notizie. Le nostre condizoni però nn sono alla pari.

    Sei una concittadina strana, cara Mina. Ci sei e non ci sei. Un vero UFO.
    Ho letto il tuo racconto sulla “piazza”, mi è piaciuto, e ti risponderò nei prossimi giorni.
    Sei un alieno.
    O un’aliena.
    Come vuoi.
    Sei Mina, comunque.
    A me interessi per il tuo scrivere, e più ancora per il pensare. Almeno per quello che passa da qui, dai bit.

    L’aspetto duale dell’esistenza – base della moltitudine a cui ho accennato all’inizio di questa risposta – l’ho … sentita l’anno scorso, andando per la terra d’India, respirando (e leggendo) qualcosa del loro pensiero. Ma non sono un mistico, un metafisico, forse non credo in Dio, ma non sono sicuro di essere ateo.
    In un certo modo la “dualità” misembra più vera del Principio Assoluto occidentale, perchè nella vita di verità che siano UNO non ne ho trovate.
    Ma anche se credo che la verità, almeno approssimativamente, esiste – altrimenti non potremmo neanche confrontarci tra essere umani e neanche noi con noi stessi – sono certyo che di verità vere ce ne siano più di una soltanto.
    E lo stesso vale per ognuno di noi.
    Faccio lo sforzo sempre di essere corente, e credo di onorare quello sforzo, ameno per quanto mi è possibile, senza diventare il santo in cui non crederei nè l’eroe che sarebbe necessariamente un monumento funebre di sè stesso.
    Ma nonostante la necessità che la coscienza mi impone di essere corenete, dentro di me, come dentro ogni essere umano, convivono più persone, più esseri, più anime.
    Questo io lo trovo fonte di ricchezza illimitata.
    Quindi se mi chiedi: sei ricco?
    Io rispondo: si, ricco senza fondo.
    Un abbraccio, Mina.
    Piero

    PS: La tua doccia fredda come va?

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  8. pierperrone ha detto:

    Cara Patrizia,
    in parte nel primo commento ho già precisato il mio post.

    Volevo solo farti un complimento (insomma iuo lo chiamo così, anche se la parola è sbagliata).
    Ti sento più aperta, da un pò di tempo a questa parte, più disposta ad affrontare l’ignoto che la vita riserva. Nel senso che all’inizio eri molto trattenuta, molto rigida e fredda sulle cose di cui si parlava nei nostri commenti. Poco disponibile a scoprire che ci può essere anche un’altra faccia, un’altra versione della verità, altrettanto vera della verità che abbbiamo deciso sia quella vera.
    Basta guardare dietro le cose, guardare la moneta, che ha sempre due facce, ma non per questo è bugiarda o insincera, e ci si accorge che c’è sempre la possibilità dui una sorpresa nel vedere le cose. E la sorpresa è meraviglia, e la meraviglia è la forza che spinge il bambino a capire, a crescere, mperchè la meraviglia è per l’animo, per il pensiero, la ragione, quello che l’amore è per il corpo, per il cuore.

    Te lo volevo dire, perchè sto scoprendo profondità di te che trasparivano solo dai tuoi versi, sulla tua pagina.
    Ma pian piano adesso vengono fuori anche normalmente.
    Ovviamente capisco che è tutto limitato alle nostre poche parole in bit.
    Comunque te ne ringrazio.

    Piero

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  9. pierperrone ha detto:

    Cara Luisa,
    capisco solo in parte il gioco di parole sulla musa.
    Ma capisco quel basta per intuire che ci sono muse che vanno e muse che invece rimangono.
    Sai, per come ti conosco, sei una persona molto vera, che conosce il bene e il male, la gioia e il dolore.
    Per questo credo che dentro di te ci sia quella forza che si chiama “personalità”.
    E se è così, non mi stupisce che, avendo avuto il desiderio di abbandonarsi alla dolce voce di una musa, poi tu abbia compreso quali erano i suoi veri scopi.
    La tua sensibilità ti avrà fatto soffrire, lo so.
    Ma la tua personalità ha deciso cosa fare e che decisioni prendere.
    Cara Luisa, io credo anche che per una persona, un uomo o una donna, non esista altro patrimonio che la “perosnalità”.
    Senza quel dono, quel patrimonio, un uomo, una donna, sono poco o niente, meno di un vestito, perchè non portano neanche una griffe.
    La personalità, però, non si può comprare.
    C’è o non c’è.
    Io la tua la sento.

    Tuo,
    Piero

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  10. Mina ha detto:

    Caro Piero,
    ti ringrazio della risposta, tutto chiaro o almeno così mi pare, hai soddisfatto appieno la mia curiosità.
    E’ vero, non ci sono su FB, non ho mai sentito attrattiva per quell’ambito, e quindi hai ragione, non ci sono a volte, ma… attenzione, sei riuscito a farmi aprire un blog e questo, credimi, è un fatto che pochi, chi dico, nessuno poteva immaginare! io meno di tutti, anche se… forse era già nell’aria, chissà.
    Scrivere è un’ Arte che non conosco, per questo non osavo.
    Comunque devo contraddirti a questo punto, dici che la magia non esiste, io la sento e la vedo… nella parola, probabilmente in quella che tu chiami Musa, e quindi spero che in fondo sarai d’accordo con me. Viceversa non riuscirei a spiegarmi come hai fatto a convincermi a scrivere come faccio da un di tempo a questa parte.
    E pubblicamente oltretutto.
    La doccia fredda… stanno passando un poco gli effetti ed ho scritto ‘Ufa..’ proprio per cercare di osservare l’evento da una certa distanza, scrivendo, e questo miha aiutato molto.
    Ciao caro Piero, che ci sono, non sempre ma quasi, spero.
    Un abbraccio a te ecc.. ecc…
    Mina

    PS: anche dentro di me convivono più persone, più anime,.. vuoi
    vedere che sono ricca e non lo sapevo?

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  11. teoderica ha detto:

    La passione per le Muse l’ hai sempre avuta, la passione per il bello pure…qualche giorno fa discutevamo se esiste il bello ideale o se vuoi anche l’ uomo o la donna perfetta…ebbene forse non esiste però ci si può tentare per avvicinarsi …ed è quello che tenti tu nella tua vita, o almeno è quello che penso io.
    Ciao Piero buona domenica.

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  12. pierperrone ha detto:

    Si il bello sta dentro di noi, non nelle cose che guardiamo.
    La musa crea quello che c’è dentro di noi, gli dà contorni, forme e nomi.
    E così possiamo godere del mondo.
    Ciao, Paolè, buona domenica anche a te.

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